Pronta al decollo una vela solare finanziata da privati

Rappresentazione artistica di LightSail-A in orbita. Foto Josh Spradling / The Planetary Society
Lo spazioplano top-secret X-37B è quasi pronto al suo quarto decollo in cima a un Atlas V 501. La finestra di lancio di quattro ore si aprirà alle 16:45 di dopodomani. Ma la misteriosa navicella alata non sarà sola: sarà infatti accompagnata in orbita da almeno altri sei satelliti, tra cui un'ambiziosa vela solare costruita da una società privata e finanziata interamente dal pubblico.
La vela solare, LightSail-A, consiste in un CubeSat di tre unità operato dalla Planetary Society, un'organizzazione no-profit che ha finanziato il progetto con le donazioni dei suoi membri. La Planetary Society aveva costruito la sua prima vela solare, Cosmos 1, nel Giugno del 2005, ma il lancio su un razzo da sottomarino Volna fallì e la vela si disintegrò nell'atmosfera solare.


Il programma LightSail fu annunciato nel Novembre del 2009 e consiste in due satelliti: LightSail-A, che decollerà appunto fra pochi giorni per verificare il funzionamento dei meccanismi necessari a spiegare e operare la vela solare, e LightSail-B, che decollerà nel 2016 per sfruttare veramente il momento dei fotoni solari ed effettuare manovre in orbita attorno alla Terra. LightSail-A verrà inserita su un'orbita molto più bassa dei 720 km di quota della compagna, dove l'attrito atmosferico regnerà sovrano e renderà impossibile utilizzare il momento dei fotoni per manovrare.
LightSail-A misura 34 per 10 per 10 centimetri e pesa all'incirca 5 chilogrammi. Il satellite è dotato di dieci celle solari, di cui otto poste sui due lati dei quattro pannelli che, prima di essere spiegati, coprono la vela solare. I pannelli verranno spiegati 28 giorni dopo il lancio. Il satellite è dotato anche di otto batterie al litio e due fotocamere da 2 megapixel con lenti fish-eye per catturare l'apertura delle quattro sezioni della vela. Il controllo dell'assetto del satellite è ottenuto mediante due magnetorquer, due aste regolate dalla direzione del campo magnetico. Il controllo è ottimizzato da un giroscopio di 220 grammi che misura 75 per 65 per 38 millimetri in dimensioni e fornisce un momento nominale di 0.05 Nm, pari a rotazioni di 2.5 gradi al secondo. Le comunicazioni sono effettuate tramite un'antenna a monopolo che comunica con due basi di terra in territorio statunitense.
La vela solare in sé consiste in uno strato di polietilene tereftalato spesso 4.5 micrometri, il che renderà LightSail-A la vela più sottile mai portata nello spazio. La vela spiegata ha una superficie di 32 metri quadri.
Nel 2016 sarà il turno di LightSail-B, che sperimenterà le prime manovre vere e proprie attorno alla Terra. Dopo la separazione dal veicolo di lancio, LightSail-B sarà raggiunta da un altro satellite, Prox-1, che metterà alla prova nuove tecniche di avvicinamento robotico e ispezione di satelliti. Prox-1, dopo aver studiato da vicino LightSail, assisterà all'apertura dell'imponente vela solare e vedrà la compagna scomparire lentamente nell'oscurità dello spazio profondo, cavalcando la luce del Sole.
La Planetary Society ha già iniziato a raccogliere le donazioni che le permetteranno di costruire, testare, lanciare su un Falcon 9 Heavy della SpaceX e operare LightSail-B. Il progetto sarà finanziato tramite crowdfunding, cioè sulla rete: la pagina è stata aperta il 12 Marzo con lo scopo di raccogliere 200 mila dollari. Oggi, 18 Marzo, quando mancano ancora 38 giorni alla chiusura della raccolta fondi, il progetto ha già ricevuto 570 mila dollari. Vi invitiamo, viste anche le bellissime ricompense, a darci un'occhiata, cliccando qui!
Pronta al decollo una vela solare finanziata da privati Pronta al decollo una vela solare finanziata da privati Reviewed by Pietro Capuozzo on 18.5.15 Rating: 5
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