Selezionati gli strumenti che voleranno sulla missione della NASA verso Europa

La NASA lancerà una missione una Europa nel prossimo decennio. Foto NASA/JPL-Caltech
La NASA ha appena annunciato di aver selezionato i nove strumenti che voleranno su una missione verso Europa. L'obiettivo della missione sarà quello di cercare di capire se la misteriosa luna di Giove presenti davvero condizioni favorevoli alla comparsa e alla sopravvivenza di forme viventi.
La missione, che nel prossimo anno fiscale dovrebbe ricevere 30 milioni di dollari per finanziare gli studi preliminari, decollerà nel prossimo decennio alla volta di Europa - forse già nel 2022. La sonda, che sarà alimentata a energia solare, effettuerà nel corso di tre anni ben 45 sorvoli di Europa, calandosi da una distanza massima di 2700 km a una minima di soli 25.

L'interno di Europa nasconde un oceano che contiene forse due volte più acqua di tutta quella presente sulla Terra.
I nove strumenti sono stati selezionati da un totale di 33 proposte. "Europa, con la sua enigmatica superficie ghiacciata, ci ha affascinati fin dai tempi della sonda Galileo," ha commentato John Grunsfeld, a capo della divisione scientifica della NASA. "Siamo entusiasti del potenziale di questa nuova missione e di questi strumenti che ci aiuteranno a far luce sui misteri di Europa, nel nostro viaggio alla scoperta di oasi in grado di supportare vita nel nostro vicinato planetario."
I primi due strumenti ad essere annunciati sono stati il Plasma Instrument for Magnetic Sounding (PIMS), che consiste in tre coppe di Faraday, e l'Interior Characterization of Europa using Magnetometry (ICEMAG). I due strumenti studieranno il campo magnetico e l'ambiente di plasma attorno ad Europa per determinare lo spessore della crosta ghiacciata, la profondità e la salinità dell'oceano. Come una risonanza magnetica permette ai medici di capire cosa avviene all'interno del corpo umano senza bisogno di operazioni, così l'unione di questi due strumenti permetterà agli scienziati di capire i meccanismi che governano le interiora di Europa senza dovervi accedere.
Grazie agli spettri ottenuti da MISE (Mapping Imaging Spectrometer for Europa), gli scienziati potranno studiare le varie impronte chimiche e individuare quali materiali popolano la superficie di Europa. In particolare, MISE mapperà la distribuzione di materiali organici, sali, composti idrati, acqua e altri materiali. Speciale attenzione sarà data alle numerose zone marroncine che costellano la superficie di Europa: si pensa infatti che queste regioni siano associate alle superfici più giovani, dove l'oceano entra in contatto con la superficie e deposita materiali - probabilmente sali - a diretto contatto con lo spazio esterno. Studiare la composizione di queste regioni ci permetterà quindi di farci un'idea circa la composizione dell'oceano sotterraneo.
Lo strumento EIS (Europa Imaging System) sarà formato da due fotocamere, una grandangolare che scatterà immagini a colori a una risoluzione di 50 metri per pixel, e una che scatterà fotografie molto più piccole a livello spaziale ma a una risoluzione circa 100 volte migliore. Le immagini forniranno agli scienziati la prima mappa globale di Europa ad alta risoluzione: durante gli 11 flyby della sonda Galileo, infatti, solo il 10% della superficie è stato mappato a una risoluzione di 200 metri per pixel.
Il radar REASON (Radar for Europa Assessment and Sounding: Oceano to Near-surface) ci consentirà invece di mappare in tre dimensioni gli strati di ghiaccio al di sotto della superficie, osservando quindi eventuali modificazioni e attività di tipo tettonico-geologico. Il radar sarà anche in grado di individuare eventuali laghi sotterranei, simili a quelli recentemente scoperti sotto la calotta ghiacciata dell'Antartide e potenzialmente più facili da raggiungere dell'oceano globale in profondità.
Il sensore E-THEMIS (Europa Thermal Emission Imaging System) mapperà la distribuzione degli hotspots, o punti caldi, e ci permetterà quindi di osservare se e dove la superficie è attiva. "Punti caldi" è un modo di dire: un termometro sulla superficie di Europa misurerebbe infatti 160 gradi centigradi sotto lo zero, ed eventuali hotspot sarebbero più caldi solo di qualche grado. Eccezion fatta per gli eventuali geyser, i punti in cui l'oceano erutta nello spazio, che potrebbero essere anche 100-150 gradi più caldi del resto della superficie.
Lo spettrometro MASPEX (MAss SPectrometer for Planetary EXploration) coadiuverà il collega MISE in quanto otterrà anch'esso importanti dati sulla composizione della superficie di Europa, ma lo farà con un metodo completamente diverso, e cioè analizzando campioni dell'atmosfera di Europa. Anche in questo caso, il termine "atmosfera" è leggermente fuorviante, in quanto la debole atmosfera di Europa è formata esclusivamente dal materiale sollevatosi dalla superficie. Mentre MASPEX assaggerà i vari gas attorno ad Europa, lo strumento SUDA, o SUrface Dust Mass Analyzer, studierà campioni di polveri, microscopiche particelle di ghiaccio e roccia espulse dalla superficie. Questi due strumenti ci permetteranno anche di far luce sulle reazioni chimiche alla base dei possibili sistemi idrotermali sul fondale dell'oceano, un po' come ha fatto Cassini con Encelado.
Il nono e ultimo strumento è lo spettrografo UVS (UltraViolet Spectrograph), che mapperà la posizione dei geyser e sarà inoltre in grado di misurarne le attività e le variazioni in intensità.
Selezionati gli strumenti che voleranno sulla missione della NASA verso Europa Selezionati gli strumenti che voleranno sulla missione della NASA verso Europa Reviewed by Pietro Capuozzo on 26.5.15 Rating: 5
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