Intervista esclusiva: una missione verso l'oceano di Encelado

Sotto il polo sud di Encelado si cela forse uno degli ambienti più promettenti dal punto di vista biologico nell'intero sistema solare.
Se siete alla ricerca di vita aliena nel sistema solare, un buon punto di partenza potrebbe essere Encelado. Con meno di 500 km di diametro, questo lontano mondo è addirittura più piccolo dell'asteroide Vesta. Quando la sonda Cassini si mise in rotta verso Saturno, gli astronomi non avevano grandi aspettative per Encelado: tutti gli occhi erano puntati su Titano. Ma, come si sarebbe scoperto da lì a poco, Encelado è un mondo unico e molto interessante, soprattutto dal punto di vista biologico.
Gli astronomi si aspettavano di trovare un mondo geologicamente morto e freddo. E invece, le sorprese arrivarono subito: le immagini scattate in controluce durante uno dei flyby di Cassini rivelarono la presenza di forti getti di particelle probabilmente trascinate da geyser di vapore acqueo.

Gli incredibili geyser di Encelado fotografati da Cassini. Credit: NASA/JPL/SSI; Mosaic: Emily Lakdawalla
La natura di questi getti, che appaiono staccarsi solo dal polo sud di Encelado, fu confermata quando Cassini si tuffò direttamente nella sommità di uno dei geyser. Ciò che rilevò scosse tutto il mondo dell'astronomia: acqua, ammoniaca, metano, anidride carbonica e molto altro. L'acqua a questo punto era piuttosto prevedibile, ma la presenza dell'ammoniaca, un potente antighiaccio, indicava che, alle temperature rilevate e con le quantità di ammoniaca misurate, l'acqua era stabile anche allo stato liquido. Si sospetta poi che metano e anidride carbonica siano i resti di complessi materiali organici scioltisi a contatto con lo spettrometro di massa di Cassini. Insomma, una zuppa di metano, energia, basi degli amminoacidi e materiali organici. Non male.
La conferma della presenza di un oceano al di sotto della crosta ghiacciata del polo sud di Encelado è arrivata analizzando i dati gravitazionali raccolti da Cassini, che indicano una densità maggiore di quella del ghiaccio ma minore di quella della roccia: esattamente ciò che ci aspetteremmo se ci fosse un oceano di acqua liquida. L'acqua, infatti, è uno dei pochi liquidi che è più denso del suo stato ghiacciato.
"Cassini è una grandiosa missione che è stata in grado di dirci che Encelado, a livello generale, ha un ambiente abitabile: il suo oceano interno," ci spiega Jonathan Lunine, a capo della missione Enceladus Life Finder, che, se selezionata dalla NASA, raggiungerà Encelado nel prossimo decennio. "Ma gli strumenti di Cassini risalgono allo scorso millennio, non sono nemmeno in grado di distinguere tra monossido di carbonio e azoto, giusto per fare un esempio. In più, sono calibrati per rilevare solo masse piccole, troppo piccole per poter identificare eventuali amminoacidi. Anche noi useremo la spettrometria di massa per misurare i gas e le polveri nei geyser, ma lo faremo con strumenti ben più avanzati."
I getti, che si staccano da misteriose regioni note come tiger stripes che brillano nell'infrarosso, forniscono agli scienziati una grande opportunità, e cioè quella di analizzare campioni dell'oceano interno senza dover atterrare e scavare nella superficie ghiacciata.
Quando gli abbiamo domandato quali impronte chimiche presenti nei geyser segnalerebbero inequivocabilmente l'abitabilità dell'oceano interno, Lunine ci ha risposto che "misurare idrogeno molecolare e ioni di determinate specie, separare il monossido di carbonio dall'azoto, e [ottenere] buone misurazioni di sodio, potassio e altri elementi simili sono solo alcuni dei parametri che useremo per determinare la temperatura, il pH, lo stato di ossidazione e l'energia dell'oceano interno."
La grande domanda, naturalmente, è se l'oceano sia abitabile o meno. Ma se davvero lo fosse, come i dati di Cassini sembrano suggerire, che forme di vita potremmo aspettarci di trovare? "Ciò che Cassini ci può dire, con tutti i suoi limiti, è che l'oceano sotterraneo di Encelado sarebbe abbastanza comodo per i batteri terrestri," ci spiega Lunine. "Ci sono indizi nei granelli rilevati da Cassini di un sistema idrotermale: un ambiente di acqua calda e salata sarebbe molto simile a quello dei fondali oceanici dell'antica Terra."
Facendo un passo indietro, viene naturale domandarsi come farà ELF a distinguere tra attività biotiche e abiotiche. "Cercheremo strutture chimiche difficili o impossibili da ottenere da processi abiotici," ci risponde Lunine. "Faccio un esempio: l'abbondanza relativa dei diversi amminoacidi nei meteoriti si adatta molto bene alla tendenza dettata puramente dalle differenze di energia di formazione dei vari amminoacidi. La distribuzione nei sistemi biologici però è ben diversa. Questo è solo un esempio, ma tutte le misurazioni che effettueremo dipenderanno da proprietà generali di sistemi biologici e non di sistemi organici abiotici. Ci tengo anche a notare che non impiegheremo alcuna assunzione specifica su vari aspetti quali metabolismo eccetera."
Encelado è un mondo lontano e difficile da raggiungere, non solo per ELF, ma anche per eventuali materiali organici. "In molti hanno studiato lo scambio di materiale tra la Terra e il sistema di Saturno - è complesso, ma in teoria è possibile," prosegue Lunine. "Se c'è stata contaminazione con l'oceano sotterraneo di Encelado è assai improbabile. In conclusione, direi che i nostri due mondi sono rimasti ben isolati." Quella che gli scienziati cercano su Encelado è quindi una seconda genesi della vita, che potrebbe aver portato a esiti biologici ben diversi da quelli terrestri.
"Cercheremo indizi di vita nell'ambiente più promettente del nostro sistema solare, dopo la Terra," conclude Lunine. "Offriamo alla NASA l'opportunità di rispondere a una delle domande più affascinanti che l'umanità si sia mai posta - c'è vita da qualche altra parte nel cosmo?"

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La redazione di Polluce Notizie coglie l'occasione per ringraziare Jonathan Lunine per la sua disponibilità.
We sincerely thank Mr. Lunine for his availability, and wish him the best for his ongoing efforts in promoting the Enceladus Life Finder (ELF) mission.
Intervista esclusiva: una missione verso l'oceano di Encelado Intervista esclusiva: una missione verso l'oceano di Encelado Reviewed by Pietro Capuozzo on 25.5.15 Rating: 5
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