Il primo volo della Dragon per equipaggi è (quasi) un successo

Aggiornamento. Secondo una prima ricostruzione, il test non è stato all'altezza delle aspettative della SpaceX: Dragon è ammarata con 8 secondi di anticipo e probabilmente molto più vicina alla costa dei 2.2 chilometri previsti. La causa potrebbe essere da ricercare nei motori SuperDraco, che hanno spinto la capsula fino a una velocità massima di 540 chilometri orari invece dei 650 previsti. Vi terremo aggiornati, ma come sempre vi ricordiamo che lo scopo di questi test è proprio evidenziare e correggere per tempo eventuali problematiche.

Il decollo della Dragon.
Sarà durato meno di due minuti, ma il test di oggi della capsula Dragon per equipaggi è stato una delle pietre miliari più importanti nel lungo cammino della SpaceX verso il suo primo volo spaziale con esseri umani a bordo.

L'ammaraggio di Dragon.
Alle 15 di oggi ora italiana, una capsula Dragon per equipaggi adagiata su un modulo di servizio non funzionante ha acceso gli otto motori SuperDraco che porteranno i futuri astronauti lontani dal pericolo di un eventuale fallimento durante la fase di lancio. I motori SuperDraco, che in totale generano una spinta di 534 mila newton, hanno raggiunto la massima potenza 100 millisecondi dopo l'accensione, bruciando monometilidrazina e tetrossido di azoto. I motori, costruiti da una stampante 3D, si sono spenti dopo appena cinque secondi, raggiungendo una spinta minima del 20%. In quel momento, la capsula Dragon con a bordo un manichino di nome Buster si trovava a 500 metri di quota e viaggiava a 650 chilometri orari.

La separazione della Dragon dal modulo di servizio.
La capsula ha raggiunto la sua quota massima di 1.5 chilometri una ventina di secondi dopo il decollo, e un secondo dopo si è separata dal modulo di servizio-fantoccio. Dopo la separazione, il computer di bordo, analizzando i dati di volo in tempo reale, ha comandato in una finestra di 4-6 secondi l'apertura dei due paracadute parafreno. I due paracadute (detti drogue in inglese) hanno consentito alla Dragon di rallentare abbastanza da poter aprire in tutta sicurezza a 35 secondi dal decollo i tre paracadute principale, che hanno annullato il moto orizzontale della capsula e le hanno consentito di ammarare nell'Atlantico 107 secondi dopo l'accensione dei SuperDraco, a 2.2 km dalla piattaforma da cui era partita.
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