Paura per Rosetta: un guasto le impedisce di parlare con la Terra

La traiettoria seguita da Rosetta attorno a 67P/C-G a Febbraio. Foto ESA
A inizio Febbraio, la pionieristica missione spaziale Rosetta aveva iniziato una serie di complicate manovre attorno alla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, culminate il giorno di San Valentino con un flyby a soli sei chilometri al di sopra della regione Imhotep, sul lobo maggiore del nucleo della cometa. Il 28 Marzo, la sonda è tornata a sorvolare la regione, stavolta a una quota di 14 chilometri dalla superficie, ma non tutto è andato nel verso giusto - anzi.
Navigare così vicino al nucleo della cometa si è rivelato più difficile del previsto: man mano che il nucleo si avvicina al Sole, le sue attività di degassamento accelerano notevolmente, il che significa che Rosetta incontra più attrito e resistenza da parte del materiale espulso. Un altro effetto collaterale è stato il malfunzionamento degli start trackers, i dispositivi che tramite lo studio della posizione delle stelle riescono a determinare l'assetto della sonda, che hanno confuso i granelli di polvere provenienti dal nucleo per astri.
Il lavoro degli inseguitori di stelle è indispensabile per conoscere ed eventualmente modificare l'orientazione della sonda stessa. Rosetta deve trovarsi in un particolare assetto per poter puntare la sua antenna ad alto guadagno in direzione della Terra e poter così trasmettere e ricevere segnali. Un malfunzionamento di questi dispositivi può compromettere le comunicazioni con la sonda, che come è facile intuire sono indispensabili per portare avanti la missione.
Durante il suo ultimo flyby, Rosetta è stata vittima di un guasto al suo inseguitore primario, che non è riuscito a riconoscere il cielo stellato con così tanti granelli di polvere sospesi in prossimità del nucleo. L'inseguitore è tornato completamente operativo solo 24 ore dopo - 24 ore durante le quali Rosetta non ha potuto sapere con certezza dove si trovava, proprio mentre stava scendendo in picchiata verso il nucleo della cometa.
In seguito al guasto del dispositivo, Rosetta ha dovuto fare affidamento esclusivamente ai suoi giroscopi, ma ciò non ha evitato che si sviluppasse una deviazione rispetto all'assetto previsto. Ciò a sua volta ha impedito all'antenna di essere puntata direttamente verso la Terra, causando un "significativo calo nella potenza del segnale," come ha comunicato la stessa Agenzia Spaziale Europea, responsabile della missione. L'assetto e le comunicazioni con Rosetta sono stati ristabiliti solo dopo che l'inseguitore è tornato completamente operativo.
Ma la disavventura di Rosetta non è finita qui: l'inseguitore infatti ha riscontrato nuove incompatibilità tra ciò che vedeva (cioè granelli e stelle) rispetto alle mappe stellari di cui è stato dotato. Il software di bordo ha cercato di risolvere il problema, ma così facendo non ha fatto altro che far ricomparire il guasto, e domenica pomeriggio è automaticamente entrato in modalità provvisoria - una modalità che viene attivata allo scopo di proteggere la sonda e i sistemi di bordo quando il computer rileva parametri anomali. Per farlo, il computer di bordo ha dovuto spegnere tutti gli strumenti scientifici.
La sonda è uscita dalla modalità provvisoria lunedì, quando si trovava a 200 chilometri di distanza dal nucleo. Nonostante ciò, le operazioni scientifiche non sono ancora state riprese a pieno ritmo. Gli scienziati si sono detti fiduciosi che riusciranno a ripristinare le normali attività nei prossimi giorni.
Paura per Rosetta: un guasto le impedisce di parlare con la Terra Paura per Rosetta: un guasto le impedisce di parlare con la Terra Reviewed by Pietro Capuozzo on 1.4.15 Rating: 5
Riproduzione riservata. (C) Polluce Notizie 2010-2017. Powered by Blogger.