Il misterioso Dione

Dione fotografato da Cassini. Foto NASA/JPL-Caltech/SSI/Polluce Notizie
Un nuovo ritratto celeste dipinto dalla sonda Cassini l'11 Aprile e trasmesso indietro alla Terra il giorno seguente raffigura Dione, un satellite naturale di Saturno che misura poco più di mille chilometri in diametro. Si pensa che, nel corso della sua evoluzione, Dione sia stato ripetutamente colpito da corpi relativamente massicci - responsabili dei numerosi crateri di 35 o più chilometri di diametro visibili sull'emisfero posteriore - che l'hanno fatto ruotare di quasi 180 gradi rispetto al pianeta.
Già da una prima occhiata si capisce che la superficie di Dione non è, o perlomeno non è stata in passato, un posto tranquillo. Le striature biancastre che si notano nella foto, già notate ai tempi delle Voyager, misurano decine e perfino centinaia di chilometri in lunghezza, e attraversano pianure e crateri, tagliandoli a metà. Si tratta in realtà di pareti di canyon profondi centinaia di metri, generati forse da moti di subsidenza. La loro presenza suggerisce che un tempo Dione fosse attivo anche dal punto di vista tettonico.
Dione è 1,48 volte più denso dell'acqua, e probabilmente custodisce al suo interno un denso nucleo che copre un terzo del raggio. Il restante è ghiaccio, che alle gelide temperature di Dione (circa -190 gradi centigradi) si comporta a tutti gli effetti come la roccia.
Dione è legato gravitazionalmente a due satelliti, Elene e Polluce, che orbitano attorno a Saturno con 60 gradi di anticipo e 60 gradi di ritardo, rispettivamente. Questi punti fissi sono i famosi punti di Lagrange, e in particolare i punti di oscillazione L4 ed L5. Dione è legato in una risonanza ad altri due satelliti, Mimas ed Encelado. A ogni orbita di Dione, Encelado ne completa esattamente due.
Il misterioso Dione Il misterioso Dione Reviewed by Pietro Capuozzo on 27.4.15 Rating: 5
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