Cerere a colori!

La superficie di Cerere vista da Dawn. Foto NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA
La NASA ha da poco rilasciato una nuova mappa a colori della superficie del pianeta nano Cerere, raggiunto poco più di un mese fa dalla sonda Dawn. La grande varietà cromatica e morfologica suggerisce che questo piccolo mondo fosse un tempo un corpo attivo e dinamico.
"Questo pianeta nano non è sempre stato un semplice sasso inerte," spiega Chris Russell, a capo della missione. "Un tempo, era un mondo attivo, con processi che hanno portato a diversi materiali in diverse regioni. Stiamo iniziando proprio ora a comprendere la diversità di questi paesaggi."
Da quando ha completato il suo inserimento orbitale, Dawn ha iniziato una lenta discesa dall'emisfero notturno di Cerere. Il 23 Aprile, Dawn manovrerà con il suo propulsore a ioni per entrare nella sua prima orbita operativa, conosciuta come RC3, dalla quale eseguirà una campagna preliminare di mappatura della superficie e una serie di osservazioni e misurazioni di vario genere. Dopo aver concluso questa fase preliminare, Dawn inizierà una lenta spirale, abbassandosi sempre di più lungo quattro orbite distinte. La sua orbita finale, che raggiungerà a Dicembre di quest'anno, sarà a soli 380 chilometri di quota.
Raggiunta la sua orbita scientifica, Dawn si concentrerà subito sulla superficie di Cerere, e in particolare su due puntini luminosi osservati già durante la fase di avvicinamento, che gli scienziati sospettano essere strutture di ghiaccio attive.
I due puntini luminosi sono situati all'interno di un cratere largo 92 chilometri tra i quadranti Palo ed Ebisu. Nuovi dati - i primissimi raccolti in orbita attorno a Cerere - sembrano suggerire che i due puntini possano essere di natura glaciale, probabilmente una sorta di geyser o pennacchio.
Per spiegare la loro misteriosa luminosità, gli scienziati sospettano che i due puntini abbiano una sorta di prolungamento in quota, la cui spiegazione più plausibile è proprio quella che si tratti di un pennacchio di ghiaccio.
Dawn ha raggiunto Cerere il 6 Marzo scorso, lasciandosi catturare dal tenue campo gravitazionale del pianeta nano. La sonda era decollata nel 2007 alla volta della sua prima destinazione, il gigantesco asteroide Vesta, dove aveva alloggiato per 14 mesi a partire dal Luglio 2011. Successivamente, sfruttando la tenue ma costante spinta del suo pionieristico propulsore elettrico a ioni - una tecnologia uscita direttamente dai libri di fantascienza - la sonda si è incamminata verso la sua seconda e ultima destinazione, il pianeta nano Cerere. Cerere, scoperto due secoli fa dall'italiano Giuseppe Piazzi, possiede da solo un terzo della massa totale della fascia di asteroidi tra Marte e Giove.
Il rivoluzionario motore a ioni di Dawn genera una spinta pari al peso di un foglio di carta appoggiato su una mano e consuma in media una mole di xeno al giorno. In compenso, è in grado di fornire a Dawn una straordinaria efficienza, che le ha permesso di effettuare un cambiamento totale di velocità pari a 38 mila chilometri orari - ben oltre le capacità di qualunque altra sonda mai inviata nello spazio profondo.
A causa della spinta estremamente leggera, però, Dawn non ha potuto eseguire una manovra di inserimento orbitale “classica”, che consiste nel rallentare di vari chilometri al secondo nel giro di pochi minuti. Dawn ha quindi dovuto diminuire progressivamente la propria velocità nel corso di vari mesi, ritardando l'incontro con Cerere di parecchi mesi. Dawn ha concluso l'avvicinamento al pianeta nano viaggiando a una velocità relativa di soli cento chilometri orari.
Cerere a colori! Cerere a colori! Reviewed by Pietro Capuozzo on 13.4.15 Rating: 5
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