Il foto-diario di bordo del rover Curiosity: Sol 923-968

La montagna di Santa Maria, in primo piano, e le pendici del monte Sharp al centro del cratere Gale, sullo sfondo. Foto NASA/JPL-Caltech/MSSS/O. de Goursac, 2015
Curiosity si sta addentrando sempre più a fondo nelle pendici del monte Sharp, scoprendo ogni giorno nuovi affioramenti, nuovi burroni e nuovi passaggi attraverso la roccia. Tra prelievi di campioni del suolo e osservazioni astronomiche notturne, il rover della NASA è piuttosto indaffarato sulla superficie marziana, e per questo abbiamo pensato di portarvi un aggiornamento sugli ultimi mesi di attività di Curiosity.

Curiosity aveva raggiunto le pendici del monte Sharp alla fine dello scorso anno, accendendovi tramite un sito conosciuto come Pahrump Hills. Il rover si è trattenuto in questa regione, dove ha raccolto importanti dati scientifici, fino all'11 Marzo di quest'anno, quando ha rimesso i suoi esperimenti nello zainetto e ha incominciato a incamminarsi verso una nuova destinazione, Artist's Drive.

Le interessanti venature di Garden City. Foto NASA/JPL-Caltech/MSSS/Paul Hammond
Dopo qualche travagliato giorno di camminate, interrotte da problemi alle ruote e guasti ai sistemi di bordo, Curiosity è finalmente riuscito a raggiungere l'affioramento Garden City all'interno di Artist's Drive. Subito, l'attenzione degli occhi robotici del rover è stata catturata dalle numerose venature in rilievo, sia chiare che scure, resistenti ai processi di erosione che hanno invece consumato il resto della roccia.

Un particolare dei minerali di Garden City. Foto NASA/JPL-Caltech/MSSS/Thomas Appéré
Purtroppo, le analisi di questo sito sono state rese particolarmente difficoltose a causa di una concomitanza davvero sfortunata di problemi: un guasto ai sistemi di terra il 13 Marzo, una ruota che si è fermata in equilibrio su un sassolino e ha forzato il computer di bordo a interrompere tutte le analisi il 18 Marzo e un errore nel software che ha portato alla perdita di tutti i dati raccolti in più di tre giorni di attività.

La roccia Kanosh. Foto NASA/JPL-Caltech/MSSS/Paul Hammond
Per fortuna, Curiosity è riuscito a riprendere le normali operazioni e ha portato a termine con successo tutte le attività scientifiche richieste. Così, il 27 Marzo il rover ha potuto lasciare Garden City, fonte di così tante gioie e così tanti dolori. Il giorno 30, Curiosity ha trovato un nuovo compagno con cui fare scienza, la roccia Kanosh.

Curiosity torna sui suoi passi per fare nuovamente visita a Garden City. Foto NASA/JPL-Caltech/MSSS/Paul Hammond
Nel frattempo, però, gli scienziati hanno incominciato a dare un'occhiata alle analisi di Garden City, e le hanno trovate talmente interessanti che hanno comandato al rover di ritornare a far visita all'affioramento.

Una delle pareti che delimitano Artist's Drive. Foto NASA/JPL-Caltech/MSSS
Tornato a Garden City, Curiosity è subito stato colpito da un nuovo problema, stavolta per fortuna indirettamente: un guasto al computer di bordo della longeva Mars Reconnaissance Orbiter in orbita attorno a Marte che l'ha messa fuori uso per qualche giorno, rendendole impossibile svolgere il suo abituale ruolo di ripetitore tra la Terra e Curiosity e impedendo quindi agli ingegneri di parlare a lungo con il rover. Risolto il guasto, Curiosity ha ripreso le analisi di Garden City, e per compensare per il ritardo ha lavorato giorno e notte. L'8 Aprile, ha nuovamente detto addio a Garden City - ma questa volta per sempre.

Il braccio robotico di Curiosity scarica i campioni di Telegraph Peak. Foto NASA/JPL-Caltech/MSSS
Dopo alcuni giorni di traversata, il 16 Aprile, nel Sol numero 957 di missione, Curiosity ha raggiunto il suo decimo chilometro sulla superficie marziana. Il contachilometri aveva già segnato la pietra miliare una settimana prima, ma secondo gli scienziati i suoi dati non sono del tutto attendibili, in quanto di tanto in tanto le ruote scivolano, aggiungendo qualche centimetro al contachilometri ma senza in realtà muovere il rover. Calcolando la distanza percorsa dalle immagini orbitali, gli ingegneri hanno potuto festeggiare con sicurezza il traguardo il 16 Aprile. Come l'hanno festeggiato? Scaricando nel terreno parte dei materiali della roccia Telegraph Peak, residui di un campione prelevato ancora a Pahrump Hills.

La vista dalla cima del rilievo. Foto NASA/JPL-Caltech/MSSS
Raggiunti i 10 km, Curiosity si è trovato davanti a sé un muro di roccia. Così, nel Sol seguente, si è dato all'arrampicata, scalando il rilievo e guardando il paesaggio marziano dall'alto al basso, permettendo agli scienziati di pianificare meglio i suoi spostamenti successivi.

Le ruote piuttosto bucherellate di Curiosity. Foto NASA/JPL-Caltech/MSSS
Il 20 Aprile, Curiosity si è dedicato interamente a verificare le condizioni delle sue sei ruote, purtroppo molto consumate dal terreno pungente. Per poter studiare tutte le superfici, Curiosity ha dovuto percorrere un po' di strada tra una foto e l'altra, e così le operazioni hanno richiesto quasi tutto il Sol.

Il bordo meridionale di Logan's Pass. Foto NASA/JPL-Caltech/MSSS/Paul Hammond
Nei giorni successivi, Curiosity ha iniziato a incamminarsi verso la sua prossima destinazione, Logan Pass, e in particolare un affioramento un po' più a ovest, Logan's Run, che secondo gli scienziati potrebbe essere a metà strada tra ciò che si è visto a Pahrump Hills e ciò che il rover vedrà addentrandosi in Logan Pass.

La roccia che ha interrotto la passeggiata di Curiosity dopo 17 metri. Foto NASA/JPL-Caltech/MSSS
Dopo alcune osservazioni celesti (incluso l'ultimo transito di Mercurio fino al 2024, di cui aspettiamo con ansia le immagini!), Curiosity ha incominciato a incamminarsi verso Logan's Run, ma la camminata è stata interrotta dopo soli 17 metri a causa del rilevamento di un pericolo, un grosso masso sulla rotta del rover. Era la prima volta in un bel po' di tempo che i controllori usavano l'autonav, il pilota automatico del rover, che a quanto pare è ancora messo bene.
Il 24 Aprile, Curiosity ha percorso altri 90 metri e ha osservato due rocce particolari, Pablo e Pauline.
Il foto-diario di bordo del rover Curiosity: Sol 923-968 Il foto-diario di bordo del rover Curiosity: Sol 923-968 Reviewed by Pietro Capuozzo on 27.4.15 Rating: 5
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