Cerere riemerge dall'oscurità: le nuove foto da Dawn

L'emisfero nord di Cerere visto da Dawn a 33 mila chilometri di quota. NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA
Cerere è riemerso dall'oscurità: la sonda americana Dawn ha completato l'arco della sua orbita che l'ha tenuta per più di un mese sopra l'emisfero notturno del pianeta nano raggiunto il mese scorso, e ora finalmente può godersi la sua destinazione finale nella luce del Sole. Le ultime fotografie rilasciate dalla NASA sono state scattate il 10 Aprile da 33 mila chilometri di distanza e ritraggono il polo nord di Cerere. Si tratta inoltre delle immagini a più alta risoluzione mai ottenute finora del pianeta nano.
Il 23 Aprile, Dawn manovrerà con il suo propulsore a ioni per entrare nella sua prima orbita operativa, conosciuta come RC3, dalla quale eseguirà una campagna preliminare di mappatura della superficie e una serie di osservazioni e misurazioni di vario genere. Dopo aver concluso questa fase preliminare, ai primi di Maggio Dawn inizierà una lenta spirale, abbassandosi sempre di più lungo quattro orbite distinte. La sua orbita finale, che raggiungerà a Dicembre di quest'anno, sarà a soli 380 chilometri di quota.
Raggiunta la sua orbita scientifica, Dawn si concentrerà subito sulla superficie di Cerere, e in particolare su due puntini luminosi osservati già durante la fase di avvicinamento, che gli scienziati sospettano essere strutture di ghiaccio attive.
I due puntini luminosi sono situati all'interno di un cratere largo 92 chilometri tra i quadranti Palo ed Ebisu. Nuovi dati - i primissimi raccolti in orbita attorno a Cerere - sembrano suggerire che i due puntini possano essere di natura glaciale, probabilmente una sorta di geyser o pennacchio.
Per spiegare la loro misteriosa luminosità, gli scienziati sospettano che i due puntini abbiano una sorta di prolungamento in quota, la cui spiegazione più plausibile è proprio quella che si tratti di un pennacchio di ghiaccio.
Dawn ha raggiunto Cerere il 6 Marzo scorso, lasciandosi catturare dal tenue campo gravitazionale del pianeta nano. La sonda era decollata nel 2007 alla volta della sua prima destinazione, il gigantesco asteroide Vesta, dove aveva alloggiato per 14 mesi a partire dal Luglio 2011. Successivamente, sfruttando la tenue ma costante spinta del suo pionieristico propulsore elettrico a ioni - una tecnologia uscita direttamente dai libri di fantascienza - la sonda si è incamminata verso la sua seconda e ultima destinazione, il pianeta nano Cerere. Cerere, scoperto due secoli fa dall'italiano Giuseppe Piazzi, possiede da solo un terzo della massa totale della fascia di asteroidi tra Marte e Giove.
Il rivoluzionario motore a ioni di Dawn genera una spinta pari al peso di un foglio di carta appoggiato su una mano e consuma in media una mole di xeno al giorno. In compenso, è in grado di fornire a Dawn una straordinaria efficienza, che le ha permesso di effettuare un cambiamento totale di velocità pari a 38 mila chilometri orari - ben oltre le capacità di qualunque altra sonda mai inviata nello spazio profondo.
A causa della spinta estremamente leggera, però, Dawn non ha potuto eseguire una manovra di inserimento orbitale “classica”, che consiste nel rallentare di vari chilometri al secondo nel giro di pochi minuti. Dawn ha quindi dovuto diminuire progressivamente la propria velocità nel corso di vari mesi, ritardando l'incontro con Cerere di parecchi mesi. Dawn ha concluso l'avvicinamento al pianeta nano viaggiando a una velocità relativa di soli cento chilometri orari.
Cerere riemerge dall'oscurità: le nuove foto da Dawn Cerere riemerge dall'oscurità: le nuove foto da Dawn Reviewed by Pietro Capuozzo on 16.4.15 Rating: 5
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