Messenger ritarda la sua fine, ma esaurisce il carburante

Mercurio fotografato nel 2008 da MESSENGER, durante il primo dei tre flyby del pianeta. Foto NASA/JHUAPL/Carnegie Institution of Washington
La sonda americana MESSENGER, nello spazio da più di un decennio e in orbita attorno a Mercurio da quattro anni, non vuole arrendersi al suo destino. La sonda, la prima a orbitare attorno a Mercurio, ha da tempo superato tutti gli obiettivi della sua missione, e ormai si sta pericolosamente avvicinando alla sua drammatica fine - una lenta ma inesorabile discesa verso la superficie del pianeta.
Ma la NASA non vuole arrendersi tanto facilmente: con i suoi serbatoi quasi del tutto asciutti, MESSENGER ha eseguito due nuove manovre - rispettivamente la quattordicesima e la quindicesima da quand'è in orbita attorno al pianeta - per riportarsi in quota e rimandare il suo impatto contro Mercurio.
La prima manovra è stata eseguita il 2 Aprile, quando la sonda si trovava a 200.6 milioni di chilometri, o 11.2 minuti-luce, dalla Terra. La manovra è stata eseguita da quattro dei dodici propulsori a monopropellente per il controllo dell'assetto, ed è durata 6 minuti e 42 secondi.
Tramite quest'accensione, MESSENGER, che all'inizio della manovra si trovava su'orbita con un periapside (cioè il punto più basso dell'orbita rispetto a Mercurio) di soli 5.5 chilometri di quota, si è alzata in una nuova orbita con un periapside di 27.5 chilometri. La manovra le ha impartito un cambiamento di velocità di 2.96 metri al secondo, allungandole il periodo orbitale iniziale (che era di 8 ore, 17 minuti e 36 secondi) di altri 76 secondi.
Una seconda manovra è stata eseguita il 6 Aprile, solo 3.8 giorni dopo la prima - un record per la missione. La manovra ha alzato il periapside di MESSENGER da 13.1 a 25.7 chilometri di quota, aggiungendo 33 secondi al periodo e 1.77 metri al secondo alla velocità orbitale della sonda.
Durante la manovra, MESSENGER ha esaurito la sua ultima goccia di idrazina. Ora la sonda dovrà fare affidamento esclusivamente all'elio, il gas un tempo impiegato per pressurizzare i serbatoi. Una manovra di correzione per compensare l'errore è prevista per oggi, 8 Aprile, con una possibilità di backup il giorno 11. La prossima manovra principale, la sedicesima della missione, è prevista per il 14 Aprile.
A ostacolare il già difficoltoso lavoro degli ingegneri è la congiunzione solare, iniziata ieri e che terminerà il giorno 12. Durante questo periodo, le comunicazioni tra la Terra e MESSENGER saranno ostacolate (non completamente, ma di certo rese più difficili) dalla presenza del Sole.
Quelle di Aprile sono state la seconda e la terza manovra "di salvataggio" per la sonda americana. La prima manovra di questo tipo era stata eseguita il 18 Marzo, quando MESSENGER si era sollevata da 11.6 chilometri di quota a 34.4.
Lentamente, però, l'interferenza gravitazionale del Sole porterà il periapside di MESSENGER ad abbassarsi, fino a che la sonda non si schianterà contro Mercurio. L'impatto è previsto per la fine di Aprile o l'inizio di Maggio. Prima che ciò accada, però, MESSENGER ha ancora molto da dirci.
Messenger ritarda la sua fine, ma esaurisce il carburante Messenger ritarda la sua fine, ma esaurisce il carburante Reviewed by Pietro Capuozzo on 8.4.15 Rating: 5
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