Scoperta una misteriosa struttura su Ganimede

Ganimede fotografato nel 1996 dalla sonda Galileo. Foto NASA/JPL
Il satellite naturale più grande nel sistema solare è appena diventato un po' più grande. Gli scienziati hanno infatti scoperto che Ganimede, una luna di Giove, ci ha tenuto nascosta una struttura alta quanto metà del monte Everest e che si estende per più di 600 chilometri in diametro.
"L'abbiamo trovata per sbaglio, mentre stavamo cercando di completare una mappatura globale di Ganimede," spiega Paul Schenk del Lunar and Planetary Institute di Houston. Schenk ha presentato la scoperta pochi giorni fa alla Lunar and Planetary Science Conference.
Secondo i ricercatori, la posizione e le dimensioni del bozzolo, che un'analisi preliminare suggerisce essere composto di ghiaccio, indicherebbero che in passato l'involucro ghiacciato che costituisce la superficie della luna abbia completato un intero giro attorno agli strati più interni.
Questo lo scenario ricostruito dagli scienziati per spiegare le osservazioni: il bozzolo si forma in prossimità di uno dei due poli e, ingrandendosi, incomincia a trascinarsi dietro l'intera crosta ghiacciata, che scivola sopra l'oceano sotterraneo globale che con ogni probabilità si nasconde ancora oggi all'interno di Ganimede. Dopo un'ulteriore crescita del bozzolo, la crosta continua a muoversi, mentre gli strati interni mantengono il loro assetto. Una volta che il bozzolo raggiunge la regione equatoriale, la situazione si stabilizza.
Gli scienziati sono convinti che la struttura si possa essere formata solo in regioni polari. "L'unico posto dove può svilupparsi una simile massa, sempre che non vi siano in atto processi geologici di cui non conosciamo la natura, è ai poli," spiega Schenk. "I poli sono perennemente gelidi, il che porta a considerevoli spessori nella crosta ghiacciata."
Naturalmente, perché la crosta possa slittare sopra il mantello senza muovere quest'ultimo c'è bisogno di uno strato intermedio fluido, come un oceano globale, ma da questo punto di vista Ganimede promette molto bene.
Il processo descritto dagli scienziati, in realtà, è già ben conosciuto e documentato. In inglese è noto come polar wander, letteralmente 'passeggiata polare'. Se il bozzolo osservato fosse causato proprio da questo fenomeno, gli scienziati si aspetterebbero di trovare un secondo bozzolo agli antipodi del primo. "È esattamente ciò che speriamo di osservare quando esploreremo Ganimede da distanza ravvicinata," continua Schenk.
Ciò che lascia gli scienziati a bocca aperta, oltre che le dimensioni della struttura, è proprio la struttura in sé. "Qualunque idea su come Ganimede possa aver sostenuto per così tanto tempo una montagna alta tre chilometri e larga centinaia, è molto ben accetta," aggiunge Bill McKinnon della Washington University, che ha collaborato all'analisi dei dati. "Non abbiamo mai visto nulla di simile prima; non abbiamo la minima idea di cosa possa essere."
La scoperta del bozzolo è giunta analizzando le immagini raccolte dalla sonda americana Galileo, che su Ganimede aveva cercato i cosiddetti 'cerchi di grano', solchi profondi e concentrici nella crosta ghiacciata creati dallo stress rotatorio. Strutture simili osservate su Europa suggeriscono che quest'altra luna di Giove, forse ancor più interessante di Ganimede dal punto di vista astrobiologico, possa aver avuto in passato un fenomeno di polar wander.
"Un grande mistero di Ganimede è cosa controlli l'orientazione dei suoi solchi," spiega Robert Pappalardo della NASA. "Se, come suggerisce questo bozzolo, sono stati ruotati di 90 gradi, vuol dire che fino ad oggi li abbiamo sempre guardati dalla parte sbagliata. E ciò sarebbe affascinante."
Scoperta una misteriosa struttura su Ganimede Scoperta una misteriosa struttura su Ganimede Reviewed by Pietro Capuozzo on 30.3.15 Rating: 5
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