Dawn, quattro giorni a Cerere

La superficie di Cerere vista da Dawn. Foto NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA
La sonda americana Dawn è a quattro giorni di distanza dal pianeta nano Cerere. Quello che per più di due secoli è rimasto un piccolo, pallido puntino luminoso nei nostri cieli sta per diventare (o, forse, è già diventato) un mondo a tutti gli effetti. La sonda americana si lascerà catturare dal campo gravitazionale di Cerere il 6 Marzo.
"Oltre a essere la prima missione a esplorare un pianeta nano, è la prima missione verso due destinazioni aliene diverse, Vesta e Cerere," ha spiegato Charles Elachi, direttore del Jet Propulsion Laboratory, in una conferenza stampa terminata pochi minuti fa.

Una rotazione completa di Cerere.
La missione di Dawn era iniziata in una soleggiata mattina del 2007, quando si era staccata in volo dalla base di lancio di Cape Canaveral, in Florida, cavalcando un Delta II. La sonda ha visitato il gigantesco asteroide Vesta per 14 mesi, a partire dal Luglio 2011, per poi incamminarsi verso la sua seconda e ultima meta, il pianeta nano Cerere. Cerere, scoperto dall'italiano Giuseppe Piazzi, possiede da solo un terzo della massa totale della fascia di asteroidi tra Marte e Giove.
Dawn raggiungerà Cerere alle 13:20 ora italiana del 6 Marzo, ma il segnale di conferma arriverà solo in serata. Nessuna attesa drammatica quindi, ma l'emozione sarà comunque tanta, soprattutto per gli scienziati che lavorano a questa missione da decenni.
Alimentata da un rivoluzionario motore a ioni che genera una spinta pari a quella di un foglio di carta appoggiato sulla vostra mano, Dawn è stata in grado di effettuare un cambiamento di velocità totale (in termini tecnici, Delta V) pari a 38 mila chilometri orari, ben oltre le capacità di qualunque altra sonda mai inviata nello spazio profondo.
Una volta entrata in orbita, Dawn inizierà una lenta discesa verso il nuovo mondo, mantenendo al di sopra dell'emisfero notturno. Ciò le impedirà di scattare qualunque tipo di immagine fino alla fine di Aprile, quando si inserirà nella sua prima orbita scientifica, conosciuta come RC3. Dawn inizierà poi una lenta spirale, abbassandosi sempre di più lungo quattro orbite distinte. La sua orbita finale, che raggiungerà a Dicembre di quest'anno, sarà a soli 380 chilometri di quota.
La missione primaria di Dawn terminerà nel Giugno 2016, quando le sue riserve di idrazina - il carburante necessario a controllare l'assetto di bordo, e quindi a svolgere funzioni come scattare fotografie e posizionare l'antenna verso la Terra per comunicare - inizieranno a scarseggiare pericolosamente. L'orbita finale di Dawn è stata progettata per essere molto stabile: la sonda, anche dopo che sarà stata spenta, continuerà a orbitare attorno a Cerere per secoli.
Le immagini di Dawn stanno già facendo notizia: in un cratere di 92 chilometri, infatti, sono visibili due piccoli puntini molto riflettenti, uno dei quali (quello centrale) grande il doppio dell'altro. Nel 2014, la sonda europea Herschel aveva osservato nubi di vapore acqueo sospese sopra Cerere, espulse a un ritmo di sei chili al secondo da due diversi settori longitudinali. Il cratere che ospita i due puntini, come spiega Carol Raymond, Deputy Principal Investigator di Dawn, si trova proprio in uno di questi due settori, il che suggerisce che il calore generato da un impatto abbia portato all'esposizione e alla vaporizzazione dello strato sottostante di ghiaccio, lasciando forse un deposito ricco di sali. L'ipotesi che si possa trattare di un criovulcano, un massiccio vulcano ghiacciato, appare improbabile, in quanto nella regione non sembrano esservi rilievi.
Si pensa che Cerere in passato possedesse un vasto oceano liquido sotterraneo, riscaldato dal calore prodotto dal decadimento radioattivo di alcuni elementi nel nucleo roccioso. Oggi, quell'oceano si è probabilmente solidificato in uno strato sottosuperficiale di ghiaccio. Secondo le ultime stime, la massa di Cerere è per il 25% composta di acqua allo stato solido.
"Un tempo, Dawn era molto più simile alle lune come Europa," spiega Raymond, "e quindi pensiamo che avesse un potenziale astrobiologico."
Gli scienziati hanno anche notato un vasto bacino largo almeno 300 chilometri, i cui bordo appaiono molto consumati, quasi smussati. Secondo i ricercatori, questo cratere potrebbe essere la prova che ancora oggi, o perlomeno in tempi molto recenti, vi sono attività di convezione all'interno dello strato ghiacciato in grado di rimodellare e plasmare la superficie.
Dawn, quattro giorni a Cerere Dawn, quattro giorni a Cerere Reviewed by Pietro Capuozzo on 2.3.15 Rating: 5
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