Akatsuki, secondo appuntamento con Venere a Dicembre

Akatsuki dovrà ritentare l'impresa usando solamente i suoi otto propulsori secondari. Foto JAXA/Akihiro Ikeshita
Cinque anni fa, un malfunzionamento a una valvola le aveva impedito di inserirsi in orbita attorno a Venere. Quest'anno, la sonda giapponese Akatsuki tenterà una seconda volta l'impresa, ma le probabilità di successo rimangono scarse.
La piccola sonda robotica aveva raggiunto Venere nel Dicembre del 2010, ma il suo motore si era spento dopo soli tre minuti dei dodici previsti nella manovra di inserimento orbitale, probabilmente a causa di una formazione di sale in una delle valvole che avrebbero dovuto portare il carburante al motore principale.
Dopo un'epopea nel sistema solare interno, Akatsuki potrà ritentare il difficoltoso inserimento orbitale il 7 Dicembre di quest'anno. L'agenzia spaziale giapponese ha annunciato pochi giorni fa di aver già stanziato 300 milioni di dollari per finanziare il nuovo piano di volo e le operazioni di inserimento orbitale.
Ma le condizioni saranno ancor più avverse di quelle del 2010: Akatsuki dovrà infatti operare esclusivamente con i suoi motori secondari, quelli normalmente impiegati nel controllo dell'assetto. L'ostruzione della valvola, infatti, aveva provocato anche una combustione ad alto ossidante che aveva innalzato le temperature nelle camere del motore, rendendolo per sempre inutilizzabile. 
Akatsuki dispone di otto motori secondari, ognuno dei quali genera appena 22 N di spinta, contro i quasi 500 del motore principale. In compenso, i motori secondari non hanno bisogno dell'ossidante: ciò nel 2011 aveva permesso agli ingegneri di svuotare i serbatoi di Akatsuki, disperdendo il propellente nello spazio e facendo perdere 65 chilogrammi di massa alla sonda. Nello spazio, meno massa significa maggiore spinta disponibile e maggior controllo.
I problemi, purtroppo, non finiscono qui. La manovra interrotta prematuramente ha portato Akatsuki su un'orbita molto vicina al Sole, probabilmente troppo vicina. Gli ingegneri sospettano che la sonda abbia dovuto sopportare temperature ben oltre i suoi limiti.
"Sulla sua orbita attuale, la sonda è stata esposta a temperature più di tre volte maggiori di quelle terrestri, quindi siamo preoccupati che alcuni degli strumenti possano essere stati danneggiati," si legge nel comunicato ufficiale diffuso dalla JAXA, l'agenzia spaziale giapponese. "Il nostro piano ora è quello di inserire Akatsuki in orbita attorno a Venere e monitorare attentamente la temperatura di ogni singolo strumento."
E se anche Akatsuki, come si spera, riuscisse nell'impresa, probabilmente non riuscirebbe a raggiungere gli obiettivi di missione. Akatsuki era decollata nel Maggio del 2010 su un viaggio di mezzo anno verso un'orbita venusiana con un periodo di 30 ore. Se a Dicembre dovesse riuscire nell'inserimento, si troverebbe su un'orbita ben più ampia, con un periodo di 8-9 giorni, che non le permetterebbe di eseguire tutte le misurazioni previste nel piano di volo iniziale.
Gli strumenti a bordo di Akatsuki, sempre che siano funzionanti e che riescano a operare anche nella nuova orbita, monitoreranno Venere con un set di cinque fotocamere per osservare le nubi a bassa quota, mapperanno la distribuzione del vapore acqueo e del monossido di carbonio e cercheranno vulcani attivi sulla superficie. Uno strumento infrarosso studierà invece le formazioni nebulari in quota, mentre una fotocamera che opera nell'ultravioletto rileverà il diossido di zolfo.
"Una volta inserita in orbita, Akatsuki osserverà l'atmosfera di Venere," si legge nel comunicato. "Le sue osservazioni approfondiranno le nostre conoscenze sui meccanismi di circolazione atmosferica e ci permetteranno di confrontarli con quelli terrestri."
Akatsuki, secondo appuntamento con Venere a Dicembre Akatsuki, secondo appuntamento con Venere a Dicembre Reviewed by Pietro Capuozzo on 9.2.15 Rating: 5
Riproduzione riservata. (C) Polluce Notizie 2010-2017. Powered by Blogger.