La NASA sperimenta un motore che va contro le leggi della fisica

Un motore ionico come quello in questa foto genera 90 mila volte più spinta di EmDrive, ma consuma carburante. Foto NASA
In un piccolo laboratorio al Johnson Space Center della NASA a Houston, un gruppo di ricercatori potrebbe aver appena sperimentato un motore che va contro le leggi della fisica. Per funzionare, pare proprio che funzioni - ma su come faccia a funzionare, nemmeno il suo inventore sa dare una risposta.
Tutto inizia anni fa, quando il fisico inglese Roger Shawyer partorisce EmDrive, descritto come un motore rivoluzionario che produce spinta facendo rimbalzare microonde in una sorta di imbuto di metallo chiuso. Il gradiente di radiazione che si viene a formare viene tradotto in spinta direzionale, e il motore si accende. Niente carburante, quindi, e il problema è proprio questo: secondo il principio di conservazione del momento, tale meccanismo non dovrebbe funzionare. Eppure, seppur preliminari, i primi dati indicano l'esatto contrario.
"È come se gli astronauti potessero guidare la loro navicella spaziale spingendo sulle pareti dall'interno, non ha senso," spiega il fisico John Baez.
Dopo essere stata accolta con scetticismo dalla comunità scientifica, di questa nuova tecnologia non si è più sentito parlare. Questo finché lo statunitense Guido Fetta non ha ripreso il progetto di Shawyer, ribattezzandolo 'Cannae Drive'. Fetta ha convinto un gruppo di ricercatori dell'Eagleworks Laboratories, parte del Johnson Space Center della NASA, a mettere alla prova il suo motore.
Dopo una serie di risultati ambigui, il motore è ricaduto nel dimenticatoio. O almeno, fino a ieri. Proprio ieri, infatti, i ricercatori della NASA hanno pubblicato i risultati di una serie di test che a prima vista paiono molto più "scientificamente validi". Il cambiamento principale è stato quello di calare il motore in un ambiente prossimo al vuoto assoluto (con una pressione di 5.0 per 10-6 Torr), lontano cioè da qualunque fonte di disturbo o contaminazione.
I risultati sono impressionanti: i sensori hanno registrato più di 50 micronewton di spinta generati dal motore. Per confronto, il motore a propulsione ionica della sonda Dawn è 90 mila volte più potente.
Ma i prossimi passi saranno quelli più difficili per il piccolo motore. Per accedere ai laboratori del Glenn Research Center, il più importante centro di ricerca aerospaziale del mondo, il motore dovrà generare almeno 100 micronewton, ben oltre la capacità degli attuali sensori, che per giunta si sono rotti più volte durante gli esperimenti a causa del budget scarsissimo.
L'unica cosa che possiamo affermare con certezza è che di EmDrive, o Cannae Drive, ne sentiremo ancora parlare.
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