Con 13 anni di ritardo, il satellite DSCVR è pronto al decollo

Il satellite DSCVR in attesa di essere integrato al Falcon 9. Foto NASA/Kim Shiflett
Ha aspettato 13 anni, ma ora un satellite che studierà la Terra e il tempo meteorologico spaziale ha finalmente ricevuto il via libera al decollo. Il satellite Deep Space Climate Observatory (DSCOVR), una collaborazione tra NASA, NOAA e l'Air Force, decollerà a bordo di un Falcon 9 riutilizzabile della SpaceX nella notte tra Domenica e Lunedì.
Anche se non è ancora decollato, il satellite vanta già una curiosa storia. Voluto nel 1998 dall'allora vicepresidente Al Gore per monitorare la Terra, il satellite, che all'epoca era conosciuto come Rodrigo de Triana (in onore della vedetta di Cristoforo Colombo che per prima aveva notato una terra all'orizzonte), il satellite sarebbe dovuto decollare nel 2002 a bordo di uno Space Shuttle. Ma arrivò il 2002 e Bush decise di cancellare la missione: fu l'inizio di un lungo travaglio per il satellite, che fu più volte immagazzinato, ristrutturato e ricalibrato per poi essere nuovamente abbandonato in magazzino. Un decennio più tardi, nel 2012, la NASA decise di recuperare il satellite e concedergli una seconda possibilità.
Il satellite è in queste ore impegnato nell'integrazione con il veicolo di lancio, un Falcon 9 riutilizzabile della compagnia privata SpaceX. Teatro del lancio sarà, dieci minuti dopo la mezzanotte italiana tra Domenica e Lunedì e due minuti dopo il tramonto locale, il complesso di lancio 40 del Kennedy Space Center a Cape Canaveral, in Florida.
Il razzo, alto quanto un palazzo di 22 piani, porterà il satellite su una traiettoria di fuga dalla Terra. Il satellite opererà dal punto di oscillazione L1, a 1.6 milioni di chilometri dalla Terra. La vita operativa di DSCOVR è di almeno cinque anni.
Una volta staccatosi dal resto del razzo, il primo stadio del Falcon 9 tenterà uno storico rientro su una chiatta robotica posizionata in mezzo all'Atlantico. Il 10 Gennaio, quando in cima al razzo c'era un veicolo Dragon diretto verso la Stazione Spaziale, il Falcon 9 ci era quasi riuscito, centrando la piattaforma ma esplodendo al contatto. Ora, con vari accorgimenti, il Falcon 9 è pronto a riprovarci e, si spera, a scrivere la storia.
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