Decolla il Falcon 9 con DSCOVR

Il decollo del Falcon 9 con DSCOVR. Foto SpaceX
È decollato pochi minuti fa un Falcon 9 riutilizzabile con a bordo il satellite DSCOVR. Il razzo della SpaceX si è staccato dal suolo della piattaforma di lancio 40 di Cape Canaveral, in Florida, alle 00:03 di stamattina ora italiana, pochi minuti dopo il tramonto locale.
I nove motori Merlin 1D del primo stadio hanno bruciato ossigeno liquido per due minuti e quarantacinque secondi. Pochi istanti dopo, lo stadio superiore, alimentato da un singolo motore Merlin 1D ottimizzato per le prestazione nel vuoto, si è separato dal primo stadio, portando il satellite DSCOVR da una traiettoria suborbitale con apogeo a 130 km di quota a una traiettoria di trasferimento verso il punto di oscillazione L1, a 1.6 milioni di chilometri dalla Terra. Il satellite raggiungerà il suo punto operativo fra 110 giorni.

La Terra vista dal secondo stadio del Falcon 9. Foto SpaceX
Mentre il secondo stadio portava in orbita il satellite, la maggior parte degli occhi era in realtà puntata sul primo stadio, che tramite due manovre ha tentato un drammatico rientro nel Pacifico. Il piano era quello di far rientrare il primo stadio su una chiatta robotica, come già era stato tentato un mese fa, ma le pessime condizioni (onde alte quanto palazzi di tre piani!) e un guasto a uno dei quattro motori della chiatta hanno costretto la SpaceX a richiamare in porto le sue navi. Il primo stadio ha così dovuto tentare un ammaraggio morbido nel bel mezzo della tempesta, più per raccogliere dati sulla discesa che per recuperare qualcosa, ma le sue condizioni sono ancora sconosciute.
Aggiornamento: Il primo stadio del Falcon 9 è sopravvissuto, ammarando in mezzo alla tempesta con una precisione di meno di 10 metri! Il prossimo test di rientro con la chiatta robotica è previsto per Aprile.

La piattaforma di lancio poco prima del decollo. Foto SpaceX
Dopo aver toccato l'apogeo, seguendo la sua traiettoria suborbitale inclinata di circa 70 gradi, il primo stadio ha compiuto una manovra preliminare che, collaborando con la frizione dell'aria, ha rallentato il veicolo fino a Mach 5. Subito dopo, il razzo ha spiegato le sue quattro alette aerodinamiche e le sue gambe di alluminio e ha eseguito l'ultima manovra. L'ammaraggio, morbido o no che sia stato, è avvenuto circa nove minuti e mezzo dopo il decollo.

Il Falcon 9 rientra in mezzo alla tempesta. Foto SpaceX
Un test simile era già stato condotto il 10 Gennaio, quando in cima al Falcon 9 c'era una capsula Dragon diretta verso la Stazione Spaziale Internazionale. Il test si era risolto nello schianto del primo stadio contro la piattaforma robotica, probabilmente a causa dell'esaurimento del liquido necessario per il controllo dell'assetto aerodinamico.
"Abbiamo fatto alcuni aggiustamenti dopo l'atterraggio duro di CRS-5," aveva spiegato Hans Koenigsmann, vicepresidente della SpaceX, nella conferenza di stampa sul lancio di DSCOVR. "Abbiamo sistemato i problemi." Dello stesso avviso era Elon Musk, presidente e fondatore dell'agenzia spaziale privata: "Se proprio deve esplodere, stavolta esploderà per un altro motivo," erano state le sue parole.

DSCOVR dovrà percorrere 1.6 milioni di chilometri prima di entrare in funzione. Foto SpaceX
Il lancio era previsto per Lunedì mattina, ma era stato rimandato a causa di un guasto a uno dei radar dell'Air Force. Anche il secondo tentativo di lancio, previsto per ieri mattina, era slittato, stavolta a causa del maltempo.
Dal suo punto di vista unico, DSCOVR, che ha pazientemente atteso di essere lanciato verso le stelle per più di 13 anni, studierà l'interazione tra il meteo solare e il nostro prezioso pianeta, servendosi di tre strumenti principali.
Decolla il Falcon 9 con DSCOVR Decolla il Falcon 9 con DSCOVR Reviewed by Pietro Capuozzo on 12.2.15 Rating: 5
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