Decollato verso la Stazione Spaziale il primo Falcon 9 riutilizzabile

Il decollo del Falcon 9 di stamattina. Foto NASA/SpaceX
Alle 10:47 di stamattina, ora italiana, la SpaceX ha inaugurato un nuovo capitolo nella storia dell'esplorazione spaziale. Il suo primo Falcon 9 riutilizzabile è decollato dal centro di Cape Canaveral, con destinazione la Stazione Spaziale Internazionale e i suoi sei astronauti.
Il razzo è decollato nella finestra di lancio istantanea delle 10:47 di stamattina, ora italiana, dalla piattaforma di lancio numero 40 dello storico centro spaziale in Florida. La capsula Dragon, montata in cima al razzo (alto quanto un palazzo di 20 piani e pesante 505 tonnellate), raggiungerà la Stazione fra due giorni, Lunedì 12 Gennaio, trasportando al suo interno oltre due tonnellate e mezza di rifornimenti, viveri ed esperimenti scientifici.
L'autorizzazione finale al lancio è arrivata a 13 minuti dalla fine del countdown, quando le condizioni meteorologiche, che fino a pochi giorni fa minacciavano un ulteriore ritardo, erano migliorate all'80%. La missione, la quinta ufficiale di rifornimento alla Stazione, sarebbe dovuta decollare più di un mese fa, ma era slittata fino ad oggi per una combinazione di maltempo, problemi tecnici e particolari condizioni orbitali. L'ultimo tentativo di lancio, avvenuto Martedì, era stato interrotto manualmente a meno di due minuti dalla fine del countdown a causa di un guasto a uno degli attuatori del sistema di controllo vettoriale della spinta.
A sei minuti dal lancio, gli ingegneri hanno pressurizzato i serbatoi del Falcon 9 e hanno attivato il sistema di alimentazione interna, isolando di fatto il razzo dai sistemi di terra. A T-5 minuti, il computer di bordo ha inizializzato la sequenza automatica di pre-lancio. Due minuti e trenta secondi più tardi, gli ingegneri hanno eseguito un check finale. Un minuto più tardi, il computer di bordo ha assunto il comando assoluto di tutte le funzioni, completando la pressurizzazione dei serbatoi di elio e verificando il sistema di controllo vettoriale dei motori.
Tre secondi dopo l'accensione dei nove motori Merlin 1D del primo stadio, il Falcon 9 si è staccato dal suolo, cavalcando sopra i 4 milioni di newton di spinta generati dai motori. Venti secondi dopo il lancio, il razzo ha iniziato il programma automatico di cambiamento di assetto, inclinandosi verso nord-est a 51,6 gradi. Superato Mach 1 a 70 secondi dal decollo, il Falcon 9 ha raggiunto il periodo di massima pressione dinamica.
Due minuti dopo il decollo, il Falcon 9 ha iniziato a rallentare la spinta dei motori, in preparazione allo spegnimento del  primo stadio (MECO). Lo spegnimento è avvenuto a T+1:37, quando il razzo si trovava a 80 chilometri di quota e viaggiava a Mach 10, completando una delle manovre più brevi mai eseguite da un primo stadio di un Falcon 9.
Quattro secondi più tardi, il secondo stadio si è separato e, altri otto secondi dopo, il motore Merlin 1D si è acceso. Tramite una manovra di 6 minuti e 38 secondi, il motore ha spinto Dragon nell'orbita desiderata.
Nel frattempo, il primo stadio ha raggiunto un apogeo di 140 chilometri, dopodiché ha iniziato a ricadere verso la Terra. A questo punto, usando il poco carburante rimasto nei serbatoi, tre dei nove motori si sono accesi tra i 70 e i 40 chilometri di quota per rallentare la velocità del razzo da 1300 a 250 metri al secondo. Usando delle particolari "pinne" laterali, il Falcon 9 è riuscito ad atterrare con una precisione di dieci metri (contro i dieci chilometri senza pinne) su una piattaforma da qualche parte in mezzo all'Atlantico. Si è trattata di un'impresa storica nella lunga strada verso il riutilizzo dei razzi, una capacità che potrebbe abbattere i costi di lancio e rendere lo spazio accessibile davvero a tutti.
Aggiornamento: Dai primi dati sembra che il Falcon 9 abbia centrato la piattaforma, ma probabilmente si è trattato più di uno schianto che di un atterraggio morbido. Quello di oggi resta comunque un risultato storico, e il lancio un enorme successo.
La piattaforma, che la SpaceX ha pregato di non definire una "chiatta" in quanto "molto più simile a un drone che a qualunque altra cosa", è piuttosto larga: misura infatti 91 per 52 metri, ma centrarla con un palazzo di 15 piani in caduta libera da 140 chilometri di quota è davvero come centrare un granello di sabbia.
A tenere il primo stadio (alto quanto un palazzo di 15 piani) in posizione sulla piattaforma di atterraggio è stata principalmente la forza di gravità (il baricentro del razzo, praticamente privo di carburante, risulta infatti situato molto in basso), ma la SpaceX ha preferito saldare degli stabilizzatori di acciaio alla base del razzo per non rischiare, almeno in questo primo volo.
Mentre varie decine di chilometri più in basso succedeva tutto questo, a T+9:27 il motore del secondo stadio si è spento, raggiungendo un'orbita inclinata di 51,6 gradi. Dragon si è separata dal veicolo di lancio T+10:02, iniziando un lungo inseguimento verso la Stazione che si concluderà a mezzogiorno circa ora italiana di Lunedì, quando il braccio robotico della Stazione catturerà la capsula.
"Si, probabilmente un paio di ore," aveva risposto Elon Musk, padre della SpaceX (per non parlare di Paypal, Tesla Motors e Solar City, nonché milionario a 28 anni e miliardario a 31) la sera prima del tentativo di lancio di Martedì a un fan che su Reddit gli ha chiesto se avrebbe dormito o meno quella notte. "E se il lancio sarà un successo, faremo una festa a Cocoa Beach!"
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