Uno spazioplano italo-europeo pronto al suo primo volo

A Giugno scorso, un prototipo dello spazioplano IXV è stato recuperato al largo delle coste toscane per verificare le procedure di recupero che saranno utilizzate fra un mese, nella prima missione vera e propria. Foto Neri - Livorno
Uno spazioplano europeo si sta preparando al suo primo volo nello spazio. Il veicolo sperimentale Intermediate Experimental Vehicle, o IXV, decollerà dallo spazioporto europeo nella Guyana Francese l'11 Febbraio, in cima a un razzo Vega.
L'IXV sarebbe dovuto decollare il 18 Novembre scorso, ma una commissione istituita dall'agenzia spaziale francese aveva indetto uno stop di due mesi per rivalutare il piano di volo per motivi di sicurezza. Ora, con una nuova traiettoria suborbitale in mano, lo spazioplano è pronto a decollare.

L'IXV nell'ultima fase di preparazione al lancio. Foto ESA/CNES/Arianespace/Optique Video du CSG - P.Baudon
Nei suoi tre voli precedenti, il razzo Vega aveva sempre viaggiato verso nord, incamminandosi verso orbite polari. Questa volta, però, il razzo si inclinerà verso est, viaggiando sopra la terraferma per la prima parte della fase di decollo.
I serbatoi dello spazioplano saranno riempiti di idrazina già il 19 Gennaio, secondo quanto riferito da Giorgio Tumino, a capo della missione presso l'Agenzia Spaziale Europea. Entro fine mese, l'IXV e i suoi duemila chili di peso saranno caricati in cima al razzo, prima di essere portati sulla piattaforma di lancio a inizio Febbraio.
La finestra di lancio durerà due ore e si aprirà alle 14:00 ora italiana dell'11 Febbraio. Sia il razzo che lo spazioplano sono di progettazione europea, ma l'Italia ha avuto un ruolo di primo piano, tanto che in alcune fonti l'IXV è definito come "italo-europeo".
Lo spazioplano raggiungerà una quota di 420 chilometri, prima di rientrare nell'atmosfera terrestre a 7,5 chilometri al secondo (27 mila chilometri orari). Cento minuti dopo il decollo, l'IXV ammarerà nel Pacifico. Ad aspettarlo ci sarà la nave Nos Aries, attualmente ancorata in un'isola al largo di Panama, ma che batte bandiera italiana.
La traiettoria è stata studiata in modo da simulare il più accuratamente possibile un rientro dalla bassa orbita terrestre. Lo spazioplano verrà rallentato da un sistema di paracadute durante l'ultima fase di ammaraggio.
Lo spazioplano probabilmente non verrà mai impiegato in missioni ufficiali. Si tratta infatti di un veicolo puramente sperimentale, che consentirà agli ingegneri di verificare tramite più di 300 sensori nuove tecnologie spaziali e di testare i modelli di rientro atmosferico.
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