La cometa di Rosetta è ricca di amminoacidi, scura e secca

Un modello della pendenza spettrale del nucleo della cometa 67P/C-G secondo i dati raccolti da VIRTIS.
Cos'è scuro, secco e ricco di materiali organici? Secondo lo strumento italiano VIRTIS a bordo della sonda Rosetta, la risposta è il nucleo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.
Lo strumento è riuscito a misurare l'albedo del nucleo, ossia la quantità di luce riflessa - in parole povere, la sua luminosità. I risultati, seppur non inaspettati, sono piuttosto clamorosi: la cometa presenta infatti un albedo pari solo al 6%, meno della metà di quello della Luna. 67P è a tutti gli effetti uno degli oggetti più scuri del sistema solare.
Un albedo così ridotto suggerisce che la superficie della cometa debba contenere minerali come solfuro di ferro, ma anche composti a base di carbonio, e che invece l'acqua allo stato solido sia quasi del tutto assente negli strati più esterni, in sintonia con ciò che il malcapitato robottino Philae ci ha già riferito dalla superficie.
"Questo non significa che la cometa non sia ricca di acqua [e infatti di acqua ce n'è in abbondanza, ndr], ma solo che nei primi millimetri di suolo non ve ne sia," spiega Fabrizio Capaccioni, a capo di VIRTIS presso l'Istituto Nazionale di Astrofisica. "La motivazione dev'essere legata alla recente storia evolutiva della cometa: il continuo avvicinarsi al Sole deve aver fatto sublimare tutto il ghiaccio in superficie."
L'analisi dei dati raccolti dallo strumento ha portato a un'altra, importante scoperta, ossia quella di composti organici macromolecolari lungo l'intera superficie del nucleo. Alcuni di questi, secondo gli scienziati, ricordano polimeri di acidi carbossilici (COOH). Questi ultimi, assieme al gruppo amminico, alla catena laterale, a un atomo di idrogeno e a uno di carbonio ⍺, sono alla base della struttura degli amminoacidi, che a loro volta costituiscono le fondamenta delle proteine.
Non è la prima volta che più amminoacidi vengono osservati in materiali cometari o asteroidali, ma si tratta pur sempre della prima volta che tali composti vengono rilevati direttamente dalla superficie di una cometa attiva. Inoltre, la loro grande concentrazione suggerisce che fossero disponibili in abbondanza al momento della formazione della cometa.
"La formazione di tali composti richiede la presenza di molecole volatili in forma ghiacciata, quali il metanolo, il metano o il monossido di carbonio, che si possono solidificare solo a temperature molto basse," conclude Capaccioni. "Ciò significa che questi composti devono essersi formati ben lontano dal Sole, durante le prime fasi di costruzione del sistema solare. Ciò suggerisce che ci troviamo davanti a una cometa che al suo interno custodisce tracce dei composti chimici primordiali risalenti alla formazione del nostro sistema solare, o forse ancor prima."
La cometa di Rosetta è ricca di amminoacidi, scura e secca La cometa di Rosetta è ricca di amminoacidi, scura e secca Reviewed by Pietro Capuozzo on 26.1.15 Rating: 5
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