Nuove foto dell'atterraggio di Philae

Philae durante la sua drammatica discesa di sette ore verso il nucleo della cometa. Foto ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS team/MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA
Continua la disperata caccia a Philae, il piccolo robottino europeo che, sganciatosi dalla nave madre Rosetta, a Novembre dell'anno scorso aveva completato uno storico e pionieristico atterraggio sul nucleo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Nonostante il robottino abbia trasmesso per quasi sessanta ore dalla superficie della cometa, la sua posizione esatta è ancora sconosciuta.
Philae aveva completato una drammatica discesa di sette ore verso il nucleo della cometa con un triplice (o forse addirittura quadruplo) atterraggio. Dopo il suo ultimo rimbalzo, Philae si è finalmente adagiato sulla cometa. Usando le immagini scattate durante la discesa e ciascuno dei quattro atterraggi, gli scienziati hanno ridotto l'attuale posizione di Philae a una striscia di 350 x 30 metri sul lobo minore del nucleo.

Philae dopo il secondo rimbalzo contro la cometa. Foto ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS team/MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA
Il primo atterraggio è stato registrato alle 16:34 ora italiana, nel sito Agilkia. Nuove immagini mai rilasciate prima scattate dalla fotocamera OSIRIS a bordo di Rosetta alle 18:18 mostrano un puntino di luce che gli scienziati sospettano essere proprio Philae sospeso sopra la depressione Hatmeir. I dati raccolti dallo strumento ROMAP indicano che Philae potrebbe aver toccato con una sola delle sue tre gambe robotiche il bordo della depressione, alle 17:20.
Dopo un ulteriore rimbalzo, alle 18:25, Philae è finalmente giunto a uno stop alle 18:32, in un sito da poco battezzato Abydos.

La striscia di atterraggio in cui si dovrebbe trovare Philae. Foto ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS team/MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA
Rosetta ha portato avanti un'ampia campagna di ricerca del lander perduto, ma purtroppo nemmeno le immagine scattate da 18 km dalla superficie hanno portato all'identificazione del sito di atterraggio. I sorvoli di Rosetta sono stati eseguiti durante le 1,3 ore di illuminazione al "giorno" che il sito riceve, ma le lunghe ombre del terminatore hanno reso ancor più difficili le ricerche.
OSIRIS ha usato speciali filtri blu e arancioni per rilevare gli eventuali riflessi dei pannelli solari di Philae. Nonostante la fotocamera abbia una risoluzione elevatissima, da 18 km di distanza il robottino, che misura un metro in diametro, sarebbe largo neanche tre pixel.
Il 14 Febbraio, Rosetta planerà verso il nucleo, abbassandosi a soli 6 km dal nucleo, in una traiettoria che eliminerà gran parte delle ombre. Sarà probabilmente l'ultima opportunità per trovare Philae.
Naturalmente, trovare Philae sarà piuttosto inutile se il robottino non riuscirà a risvegliarsi. Un giorno sulla cometa 67P dura circa 12,4 ore. Di queste, Philae attualmente riceve solo 1,3 ore di illuminazione, contro le 6,5 previste dal piano di volo. Man mano che la cometa sfreccia verso il suo perielio, però, le condizioni di illuminazione e la quantità di luce ricevuta miglioreranno, forse permettendo a Philae di riaccendersi e chiamare casa.
Entro Maggio, i raggi solari saranno perpendicolari al sito di atterraggio, anche se l'inclinazione nell'assetto di Philae non permetterà al robottino di sfruttare al massimo l'illuminazione solare. Il lander avrà bisogno di circa 17 Watt per risvegliarsi correttamente, sempre che sia riuscito a sopravvivere alle gelide temperature.
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