I primi tentativi di riaccendere Philae già a gennaio

Un panorama incredibile della regione del collo della cometa 67P/C-G scattato da Rosetta. Foto ESA/Rosetta/NAVCAM/Stuart Atkinson (CC BY-SA 3.0 IGO)
Ottime notizie da Philae, il piccolo robottino europeo che qualche mese fa aveva inaugurato un nuovo capitolo nella storia dell'esplorazione spaziale atterrando sul nucleo di una cometa: gli scienziati sono talmente ottimisti sul riuscire a risvegliarlo dall'ibernazione forzata in cui è caduto 57 ore dopo il suo storico triplice atterraggio che tenteranno di ricontattarlo già a partire da Gennaio. E se Philae riuscisse a risvegliarsi, avrebbe un tesoro di scienza ancora da analizzare alla sua portata.
La caccia a Philae, nel frattempo, sta proseguendo senza rallentamenti. Gli scienziati sono stati in grado di localizzare la posizione del robot con una precisione di circa 100 metri analizzando i segnali radio scambiati con la sonda madre Rosetta prima, durante e dopo l'atterraggio sul nucleo di 67P/Churyumov-Gerasimenko. Trovarlo, ora, è questione di tempo.

La ricostruzione tridimensionale della posizione e dell'assetto di Philae al terzo atterraggio. Foto ESA/Rosetta/Philae/CNES/FD/CIVA
"È come aspettare un regalo di Natale," ha spiegato Matt Taylor, che dirige l'analisi dei dati scientifici raccolti da Rosetta. Una volta identificato il sito di Philae, gli scienziati inizieranno a inviargli segnali a cadenza regolare, tenendo le orecchie ben aperte per rilevare qualunque risposta.
Philae si era spento dopo aver esaurito quasi del tutto la sua alimentazione energetica. Il piccolo robot si è infatti incastrato ai piedi di una collina, o un masso, che blocca il Sole per gran parte del giorno, impedendo ai pannelli solari di ricaricarsi a sufficienza. Ma la cometa sta sfrecciando verso il sistema solare interno, e raggiungerà il suo perielio ad Agosto 2015. Avvicinandosi, l'intensità dei raggi solari dovrebbe aumentare, forse a tal punto da permettere a Philae di risvegliarsi.

La collina che sovrasta Philae e blocca gran parte dell'illuminazione solare. Foto ESA/Rosetta/Philae/CIVA
L'unico problema è che Philae potrebbe non avercela fatta a sopravvivere alle gelide temperature della superficie. "La vera domanda è se Philae può sopravvivere fino a Febbraio," ha commentato Jean-Pierre Bibring, che supervisiona la missione presso l'Institut d'Astrophysique Spatiale di Orsay. "Il problema è la temperatura interna. I nostri sistemi possono operare fino a circa -65 gradi centigradi, con un margine di 10 gradi. Ciò significa che fino a -75 o -80 gradi siamo a posto, probabilmente."
La temperatura sulla cometa, secondo lo spettrometro VIRTIS a bordo di Rosetta, si aggira tra i 180 e i 220 K: non ci dovrebbero quindi essere problemi per Philae, ma gli scienziati preferiscono procedere con cautela. Per una lista completa dei dati raccolti da Rosetta e Philae, vi rimandiamo a questo articolo.
"Dobbiamo capire se i sistemi elettronici hanno sofferto il freddo o meno," ha proseguito Bibring. "La maggior parte dei sistemi era stata progettata per sostenere temperature molto basse. Sapevamo che avremmo dovuto operare in un ambiente gelido."

Philae immortalato poco dopo la separazione da Rosetta, mentre scende verso il nucleo della cometa. Foto  ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA
L'altra grande incognita, naturalmente, è quella dell'alimentazione. Secondo Bibring, Philae ha bisogno solo di altri 5-7 watt oltre la sua attuale riserva per poter trasmettere una nuova sequenza scientifica.
"L'incognita di quanta energia possiamo ricavare è in realtà una funzione di dove ci troviamo," ha continuato Bibring. "Per questo siamo cercando disperatamente che la fotocamera OSIRIS a bordo di Rosetta ci localizzi."
Secondo quanto presentato pochi giorni fa alla conferenza AGU di San Francisco, OSIRIS ha realizzato immagini spettacolari del drammatico atterraggio di Philae e potrebbe aver già localizzato il robot sulla superficie della cometa. Tuttavia, a causa di alcuni problemi legali, le immagini non potranno essere rilasciate al pubblico, se non fra qualche mese.
"Tenendo conto di tutti questi fattori, tra noi scienziati non c'è dubbio che ci risveglieremo," conclude Bibring, "la domanda è come ci risveglieremo."
"Sono abbastanza fiducioso che ci risveglieremo," ha risposto Stephan Ulamec, che dirige il lander presso il DLR, facendo così eco alle parole di Bibring. "Sarà interessante vedere se le temperature si alzeranno abbastanza da permetterci di eseguire nuovi esperimenti."
Secondo Bibring, Philae dovrebbe risvegliarsi nella prima metà del 2015 - "dopo Pasqua nello scenario più pessimistico, ma probabilmente già a Febbraio o Marzo."
L'unica cosa certa è che, se Philae riuscisse davvero a risvegliarsi, non si annoierebbe affatto. "Abbiamo a portata di Philae dei blocchi di materiale rimasto incontaminato dall'alba del sistema solare," spiega Bibring. "Davanti a noi c'è una grande varietà di materiale, molto più di quanto non ci aspettassimo. I blocchi davanti a noi sono probabilmente ricchi di ghiaccio e materiali organici."
Philae, finora, ha trasmesso 16 megabyte di dati, circa il 90% delle aspettative di missione. Nelle poche ore trascorse sulla superficie della cometa, Philae ha attivato freneticamente tutti e 10 i suoi strumenti. Alcuni, però, sembrano non aver operato correttamente, come lo strumento MUPUS, che non è riuscito a perforare una lastra di ghiaccio.
La posizione di Philae potrebbe aver compromesso i primi mesi di missione, ma allo stesso tempo potrebbe aver salvato il robot da una morte opposta. "La nostra paura era surriscaldarci durante il perielio," spiega Ulamec, "ma ora non è più un problema, anzi, il problema è riscaldarci a sufficienza."
I primi tentativi di riaccendere Philae già a gennaio I primi tentativi di riaccendere Philae già a gennaio Reviewed by Pietro Capuozzo on 26.12.14 Rating: 5
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