NASA e Giappone firmano una cooperazione per lo studio di asteroidi

Rappresentazione artistica di OSIRIS-REx, una missione americana che riporterà fino a due chili dell'asteroide Bennu sulla Terra nel 2023. Foto NASA
Due delle missioni che segneranno l'esplorazione spaziale dei prossimi anni sono ora più vicine che mai, grazie a un accordo messo nero su bianco pochi giorni fa dall'amministratore della NASA, Charles Bolden, e il presidente della JAXA, Naoki Okumura. Secondo l'accordo, gli scienziati giapponesi riceveranno parte dei campioni raccolti dalla missione statunitense OSIRIS-REx; viceversa, gli scienziati statunitensi riceveranno parte dei campioni raccolti dalla missione giapponese Hayabusa 2.
Le due missioni esploreranno due asteroidi differenti verso la fine del decennio. Hayabusa 2 ha già incominciato un lungo cammino che la porterà verso l'asteroide 1999 JU3, lungo quasi un chilometro, mentre OSIRIS-REx decollerà nel 2016 alla volta di Bennu, un asteroide leggermente più piccolo che ha qualche remota possibilità di impattare contro la Terra.
Bolden e Okumura hanno firmato l'accordo il 17 Novembre a Tokyo. Secondo quanto stabilito dal contratto, la NASA riceverà il dieci percento dei campioni riportati da Hayabusa 2, mentre la JAXA riceverà lo 0,5% dei campioni riportati da OSIRIS-REx.
Hayabusa 2 - che, più che una singola sonda, è una vera e propria flotta di esploratori - riporterà a casa almeno un grammo del materiale di 1999 JU3, mentre OSIRIS-REx avrà una capienza di oltre 60 grammi. Se entrambe le sonde dovessero riuscire a raccogliere questa soglia minima di materiale, la NASA riceverebbe un decimo di grammo di frammenti rocciosi, mentre la JAXA riceverebbe tre decimi di grammo. Lo scambio di materiale avverrà anche se una delle due missioni dovesse fallire.
Tuttavia, si tratta solo delle soglie minime: secondo le previsioni più ottimistiche, Hayabusa 2 potrebbe riportare sulla Terra numerosi grammi di campioni, mentre OSIRIS-REx potrebbe raccogliere fino a due chili di materiale.
"Il successo dell'ESA e dell'atterraggio di Philae su una cometa ha reso palese l'interesse del pubblico verso questo genere di missioni," ha spiegato Grunsfeld. "Il nostro non sarà solo uno scambio di campioni."
La NASA ha messo a disposizione degli scienziati giapponesi parte della sua strumentazione, e le antenne statunitensi del Deep Space Network monitoreranno lo stato della sonda e scaricheranno la telemetria disponibile. Dal canto suo, la JAXA invierà agli americani parte dei campioni dell'asteroide Itokawa già riportati a Terra da Hayabusa 1 nel 2010.
L'accordo coinvolge anche il Canada: la NASA ha infatti deciso di ricompensare i contributi canadesi per l'altimetro laser che volerà a bordo di OSIRIS-REx offrendo in cambio il 4% dei campioni raccolti dalla missione.
"Da queste due missioni ci aspettiamo di raccogliere importanti informazioni sull'origine e sull'evoluzione dei pianeti, e in particolare sull'origine dell'acqua e dei materiali organici qui sulla Terra," ha spiegato Dante Lauretta, a capo della missione OSIRIS-REx presso l'Università dell'Arizona.
"Il reso scientifico di queste due missioni unite sarà più del doppio del valore di ciascuna missione presa singolarmente," ha scritto Lauretta in un articolo. "Secondo me, sarà almeno quattro volte maggiore, perché improvvisamente potremo fare confronti tra mondi diversi che non saremmo stati in grado di fare con una singola missione."
Hayabusa 2 è decollata a bordo di un razzo H-2A dal centro spaziale di Tanegashima, nel Giappone meridionale, il 3 Dicembre. Dopo un viaggio di sei anni e una spinta gravitazionale della Terra alla fine del 2015, nel Giugno del 2018 la sonda raggiungerà l'asteroide 1999 JU3. Nel suo anno e mezzo di permanenza in orbita, Hayabusa 2 rilascerà sulla superficie dell'asteroide ben tre rover, un veicolo europeo e una zavorra di rame. Dopo essersi calata a raccogliere campioni in almeno tre punti, nel Dicembre del 2019 Hayabusa 2 abbandonerà per sempre l'asteroide, e farà il suo rientro nell'outback australiano un anno dopo.
La missione OSIRIS-REx è ancora in costruzione, con un lancio previsto per Settembre 2016 in cima a un Atlas V da Cape Canaveral, in Florida. La missione raggiungerà l'asteroide Bennu nel 2019. Dopo una mappatura ravvicinata della superficie, la sonda procederà all'estrazione e alla raccolta dei campioni. La sonda rientrerà nello Utah nel 2023.
NASA e Giappone firmano una cooperazione per lo studio di asteroidi NASA e Giappone firmano una cooperazione per lo studio di asteroidi Reviewed by Pietro Capuozzo on 5.3.15 Rating: 5
Riproduzione riservata. (C) Polluce Notizie 2010-2017. Powered by Blogger.