Dopo il disastro di Antares, l'Orbital Sciences compra un Atlas 5

Un Atlas 5 401, identico a quello che alla fine del 2015 porterà la capsula Cygnus dell'Orbital Sciences verso la Stazione Spaziale Internazionale. Foto ULA
Un mese e mezzo dopo il disastro del suo razzo Antares, la compagnia spaziale privata Orbital Sciences ha annunciato che il suo prossimo veicolo di rifornimento Cygnus decollerà verso la Stazione Spaziale Internazionale a bordo di un Atlas 5 della United Launch Alliance.
Il razzo decollerà dal complesso di lancio 41 di Cape Canaveral alla fine del 2015 e volerà nella sua configurazione 401, cioè con un diametro di quattro metri, un singolo motore Centaur nello stadio superiore e un unico corpo centrale, privo quindi di booster laterali, come primo stadio.
Nonostante l'Orbital e la ULA abbiano deciso di non rendere pubblici i dettagli finanziari del loro contratto, è molto probabile che l'Orbital dovrà rinunciare a una buona porzione del profitto derivato dal suo contratto di 1,9 miliardi di dollari stipulato con la NASA per pagare questo lancio.
Un mese fa, l'Orbital aveva annunciato di aver preso in considerazione due compagnie statunitensi e una europea, la ULA e probabilmente la SpaceX e l'Arianespace.
"La decisione dell'Orbital di sceglierci per lanciare la sua capsula Cygnus ci rende estremamente onorati," spiega Jim Sponnick, vicepresidente dei programmi Atlas e Delta presso la ULA. "Questa missione è stata assegnata all'interno di un ambiente molto competitivo, e non vediamo l'ora di dare un ulteriore seguito alla nostra lunga storia di missioni affidabili ed economiche."
"L'Orbital è felice di cooperare con la ULA per quest'importante missione di rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale," ha commentato dal canto suo Frank Culbertson, vicepresidente esecutivo dell'Orbital. "L'abilità della ULA di integrare e lanciare missioni in relativamente poco tempo dimostra quanto la loro tabella di marcia sia flessibile e pronta ad accomodare le richieste del cliente."
Il 28 Ottobre, un razzo Antares dell'Orbital diretto verso la Stazione Spaziale era esploso pochi secondi dopo il lancio, distruggendo la capsula Cygnus, il carico utile secondario e la piattaforma di lancio della NASA a Wallops Island, nel Virginia.
L'esplosione è stata attribuita a un malfunzionamento di uno dei motori AJ26 del primo stadio. Gli AJ26 furono costruiti sotto il nome di NK-33 tra gli anni '60 e '70 nell'allora Unione Sovietica per il razzo N1, che avrebbe dovuto portare i russi sulla Luna. Inutile dire che l'N1 fu un colossale fallimento, e che tutti gli NK-33 furono abbandonati. Negli anni '90 furono tirati fuori dal magazzino e comprati dall'americana Aerojet Rocketdyne, che, dopo averli rimessi a posto, li ha messi sul mercato statunitense.
Il disastro dell'Orbital, che nel giro di pochi minuti è rimbalzato in tutto il mondo, ha portati molti (soprattutto gli americani) a chiedersi perché risparmiare su dei motori di mezzo secolo fa e non investire su tecnologie innovative, come invece sta facendo la rivale SpaceX, il cui Falcon 9 è in grado di atterrare su se stesso dopo ogni missione, pronto così per essere riutilizzato una seconda volta.
L'Orbital spera che il suo nuovo Antares, con le dovute modifiche alla propulsione del primo stadio, possa già volare a inizio 2016. Nonostante la compagnia non abbia ancora rivelato quale sarà il motore del primo stadio, fonti russe fanno sapere che l'NPO Energomash è stata contattata dall'Orbital per comprare dei motori RD-193. Agli occhi di molti, però, il passaggio da AJ26 a RD-193 non comporterebbe dei miglioramenti significativi: si tratta sempre di motori sovietici risalenti a mezzo secolo fa.
Dopo il disastro di Antares, l'Orbital Sciences compra un Atlas 5 Dopo il disastro di Antares, l'Orbital Sciences compra un Atlas 5 Reviewed by Pietro Capuozzo on 11.12.14 Rating: 5
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