Messenger, in caduta libera verso Mercurio, ottiene un bonus insperato

Rappresentazione artistica della sonda MESSENGER, raffigurata mentre sorvola il cratere a raggiera Hokusai su Mercurio. Foto NASA/JHUAPL/Carnegie Institution of Washington
Dopo aver completato la prima mappatura globale di Mercurio, la sonda americana MESSENGER sta esaurendo il suo carburante, e fra pochi mesi andrà incontro alla sua fine cadendo e schiantandosi contro il pianeta. Grazie all'ingegno degli scienziati, però, la sonda potrebbe avere un mesetto in più a sua disposizione per studiare il campo magnetico e i depositi di ghiaccio che si nascondono nei crateri delle regioni polari.
La sonda, la prima e ad oggi ancora unica a orbitare Mercurio, sta esaurendo il suo carburante d'idrazina impiegato per eseguire le manovre necessarie a rallentare il decadimento orbitale. Usando l'elio a bordo della sonda, però, gli scienziati potrebbero riuscire a pressurizzare il sistema di propulsione e regalare alla gloriosa sonda un mese in più per godersi la sua vita robotica.
"MESSENGER ha usato quasi tutto il suo propellente liquido," spiega Dan O'Shaughnessy della Johns Hopkins University. "Di solito, quando una sonda ha esaurito del tutto il suo carburante liquido, non può più aggiustare o modificare la sua traiettoria. Per MESSENGER, ciò avrebbe significato non essere più in grado di rimandare l'inevitabile impatto contro la superficie di Mercurio."
MESSENGER, la prima sonda a visitare Mercurio dopo Mariner 10 nel 1975, decollò a bordo di un Delta 2 nell'Agosto del 2004. Nel Marzo del 2011 raggiunse il pianeta, con il compito di continuare a trasmettere per almeno un anno. Oggi, alla vigilia del 2015, dopo due estensioni di missione concesse dalla NASA, la sonda è ancora viva e vegeta.
"Usavamo l'elio per pressurizzare i serbatoi di carburante di MESSENGER, ma potremmo usare questo gas anche per compiere piccoli aggiustamenti alla traiettoria," spiega O'Shaughnessy. Gli ingegneri sperano infatti di poter usare l'elio impiegato nella pressurizzazione dei serbatoi per impartire delle piccole accelerazioni alla sonda, in modo da concederle qualche settimana in più in orbita. Così facendo, la data prevista per lo schianto di MESSENGER contro Mercurio slitterebbe da Marzo 2015 a non prima di Aprile 2015.
Metodi simili vengono impiegati quotidianamente su satelliti di piccole dimensioni con l'azoto freddo, ma secondo gli ingegneri di MESSENGER, questa sarà la prima volta che viene usato dell'elio per lo stesso scopo.
"Il team continua a trovare nuovi e fantasiosi metodi per tenere viva MESSENGER, il tutto fornendo al tempo stesso un punto di vista senza precedenti sul pianeta," aggiunge Stewart Bushman, a capo del sistema di propulsione della sonda. "Per quanto ne sappiamo, sarà la prima volta che viene impiegato dell'elio per attivare dei motori a idrazina. Questi motori non sono ottimizzati per usare gas pressurizzato come propellente. Hanno limitatori di flusso e orifizi studiati appositamente per l'idrazina."
L'ultimissima manovra che esaurirà del tutto le riserve di idrazina a bordo della sonda è prevista per il 21 Gennaio. Da lì in poi verrà usato esclusivamente l'elio, che dovrebbe tenere impegnata la sonda per buona parte di Aprile.
"Il carburante, seppur consumabile, in genere non è il fattore limitante per la vita operativa di una sonda, in quanto spesso qualcos'altro va storto prima," prosegue Bushman. "Proprio per questo, abbiamo dovuto usare la fantasia per capire come sfruttare al meglio ciò che avevamo."
Nelle ultime settimane di missione, MESSENGER tenterà di ottenere riprese ravvicinate dei depositi di ghiaccio intrappolati in fondo ai crateri nella regione polare dell'emisfero boreale del pianeta, dove le temperature, nonostante la vicinanza al Sole, sono prossime allo zero assoluto.
"Durante il periodo operativo addizionale, cioè non più di quattro settimane, MESSENGER studierà le variazioni nel campo magnetico interno di Mercurio a scale orizzontali più piccole che mai," spiega Haje Korth, che supervisiona il magnetometro a bordo della sonda. "Unire queste osservazioni con quelle raccolte in precedenza ad altitudini maggiori ci consentirà di localizzare le sorgenti di queste variazioni."
Messenger, in caduta libera verso Mercurio, ottiene un bonus insperato Messenger, in caduta libera verso Mercurio, ottiene un bonus insperato Reviewed by Pietro Capuozzo on 27.12.14 Rating: 5
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