Tragedia SpaceShipTwo, si teme un errore umano

L'esplosione in volo dello spazioplano SpaceShipTwo.
L'esplosione in volo della navicella SpaceShipTwo della Virgin Galactic che pochi giorni fa ha portato alla morte di uno dei due piloti ai comandi sarebbe stata causata dall'attivazione prematura degli stabilizzatori di coda, secondo l'analisi preliminare dei dati condotta dagli investigatori dell'NSTB. La conclusione è sorprendente, in quanto fino ad ora era stato il nuovo carburante utilizzato durante questo volo a essere considerato come il principale sospettato.
Una prima indagine dei dati della telemetria indica che il sistema di frenata è stato azionato dal copilota, il 39enne Michael Alsbury, che è poi precipitato assieme all'aereo. Tale sistema, secondo gli investigatori, è progettato per essere attivato durante la fase di discesa e di preparazione all'atterraggio, e non una manciata di attimi dopo la separazione dalla nave madre, WhiteKnightTwo, cioè appena all'inizio della scalata verso lo spazio.

Peter Siebold, 43 anni, e Michael Alsbury, 39 anni, i due piloti ai comandi dello SpaceShipTwo.
"Alsbury avrebbe dovuto azionare la leva quando il velivolo si trovava a Mach 1.4, e invece le telecamere nella cabina di pilotaggio mostrano che ciò è stato fatto quando il velivolo ha passato Mach 1, la velocità del suono," hanno spiegato gli investigatori. Questo errore commesso dal copilota potrebbe aver causato il disastro, anche se è una conclusione ancora preliminare.
Christopher Hart, a capo delle indagini, ha ricordato che l'indagine dovrà fare ancora molta strada prima di arrivare a una conclusione definitiva. "Siamo ancora molto lontani dal trovare una casa. L'indagine durerà ancora mesi e mesi, c'è molto che non sappiamo ancora."
"La procedura prevede che i sistemi di frenata restino bloccati per tutta la durata dell'accensione del propulsore," ha spiegato Hart. Al contrario, i dati evidenziano come Alsbury abbia azionato la leva appena nove secondi dopo l'accensione del motore. "Poco dopo l'azionamento, i dati della telemetria e le registrazioni dei sistemi di bordo sono terminati." Il veicolo era esploso.
Quando gli è stato chiesto se le indagini si stiano sbilanciando verso un errore umano, Hart ha risposto così: "stiamo valutando molte possibilità, compresa questa." Subito dopo, ha ribadito che si tratta di una conclusione preliminare. "Voglio enfatizzare il fatto che non abbiamo ancora individuato una causa. Non vogliamo implicare che questa sia la causa del disastro. Ci vorranno mesi e mesi di investigazione per determinare il vero problema. Valuteremo l'addestramento dei piloti, la pressione a cui erano sottoposti per accelerare sulla tabella di marcia, le norme di sicurezza della compagnia, il velivolo stesso e le varie procedure. Abbiamo molto lavoro da fare prima di poter determinare la causa."
Gli investigatori dell'NTSB avranno a loro disposizione la lunga scia di rottami sparsi per il deserto del Mojave, sei videocamere e sei registratori di dati a bordo del velivolo, riprese da terra e numerosi testimoni oculari. Gli investigatori hanno anche programmato un'intervista con Peter Siebold, il pilota sopravvissuto per miracolo.
Fino a ieri, il principale indiziato era stato il nuovo carburante utilizzato, ma l'NTSB ha sottolineato come non ci siano stati malfunzionamenti nel motore. "La performance del motore è stata normale fino all'attivazione degli stabilizzatori," ha evidenziato Hart.
"Non è il momento per speculare," si legge in un comunicato diffuso dalla Virgin. "Ora è il momento per lavorare con gli esperti dell'NTSB, capire cosa sia andato storto in questa giornata tragica e imparare dagli errori per andare avanti."
Tragedia SpaceShipTwo, si teme un errore umano Tragedia SpaceShipTwo, si teme un errore umano Reviewed by Pietro Capuozzo on 3.11.14 Rating: 5
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