L'Europa scrive la storia: Philae atterra su una cometa

Andrea Accomazzo abbraccia Paolo Ferri: un successo (anche) italiano. Foto ESA
Un nuovo capitolo nella storia dell'esplorazione spaziale è stato inaugurato oggi dalla sonda europea Philae, che è riuscita nel primo atterraggio di sempre sulla superficie di una cometa. Il piccolo esploratore robotico era decollato dieci anni fa e aveva raggiunto la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko qualche mese fa, viaggiando a braccetto con la nave madre Rosetta.
È stata una mattinata tesissima al centro di controllo di Darmstadt, in Germania, dove gli ingegneri hanno assistito alla complessa e delicata sequenza di manovre che ha portato allo storico atterraggio.

La discesa di Philae sulla cometa immortalata a 3 chilometri di quota. Foto ESA/Philae/ROLIS
Clicca qui per rileggere la diretta dell'atterraggio
Il viaggio di Philae era incominciato nel 2004, quando era decollato assieme alla sonda Rosetta a bordo di un Ariane V. I problemi erano iniziati già allora: il lancio, infatti, era slittato per più di un anno dalla data prevista a causa di problemi con il lanciatore. Gli scienziati, che inizialmente avevano progettato di esplorare la cometa Wirtanen, furono costretti a virare verso un'altra cometa, chiamata 67P/Churyumov-Gerasimenko.

Philae fotografato durante la fase di discesa da Rosetta, poco dopo la separazione. Foto ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA
È iniziata così la lunga caccia di Rosetta e Philae. Un incontro ravvicinato con Marte e tre con la Terra hanno dato alla coppia robotica la spinta necessaria a raggiungere la cometa. Dopo quasi quattro orbite attorno al Sole, le due sonde si sono risvegliate da un periodo di ibernazione da record, un letargo durato 31 mesi.
Ad Agosto di quest'anno, dopo un lento e prudente avvicinamento, Rosetta e Philae hanno raggiunto 67P, diventando i primi oggetti artificiali ad orbitare attorno a una cometa. Dopo una complessa serie di orbite triangolari e spostamenti vari, Rosetta ha raggiunto un'orbita stabile a 30 chilometri di quota, e da lì ha iniziato un'ulteriore discesa per mappare la superficie del nucleo binario. Dopo una lunga campagna scientifica, gli scienziati hanno annunciato la selezione del sito di atterraggio, catalogato come Sito J e da poco conosciuto con il nome ufficiale di Agilkia.

La primissima foto scattata da Philae 57 secondi dopo la separazione ritrae la nave madre Rosetta e uno dei suoi massicci pannelli solari. Foto ESA/Rosetta/Philae/CIVA
Philae si è sganciato da Rosetta stamattina alle 09:35 ora italiana, ma il segnale ha impiegato 28 minuti e 20 secondi a percorrere i 500 milioni di chilometri che ci separano dalla cometa, e quindi la conferma è arrivata solo alle 10:03. La separazione dei due veicoli è arrivata dopo che gli ingeneri avevano approvato quattro decisioni GO/NOGO tra ieri sera e stamattina. In tutti e quattro i casi, Philae e Rosetta avevano ottenuto il via libera degli ingegneri e avevano così potuto procedere con le operazioni.
Già ieri sera era stato rilevato un guasto nell'accensione del computer di bordo di Philae, ma un riavvio aveva sistemato tutto. Un altro malfunzionamento, questa volta una trasmissione parziale della telemetria da parte di Philae, aveva portato gli ingegneri a dare il terzo e penultimo via libera con un'ora di ritardo.

La cometa vista poche ore prima dell'atterraggio di Philae. Foto Foto ESA/Rosetta/Navcam
Per fortuna, i momenti più critici sono filati via lisci. Il primo di questo momenti è stato la manovra di Rosetta, avvenuta alle 7:30 di stamattina, che ha portato le due sonde ancora agganciate l'una all'altra sulla traiettoria desiderata.
Poi, alle 10:03, è arrivata la conferma della separazione di Philae da Rosetta. Il meccanismo di rilascio ha rotto i legami che tenevano unite le due sonde e ha spinto il lander verso il nucleo della cometa a 18 centimetri al secondo. Un errore di un millimetro, e Philae avrebbe mancato il sito di atterraggio di centinaia di metri. E così è iniziata una lunga e pericolosa discesa di sette ore, in cui Philae ha percorso 22,5 chilometri.
Un'ora dopo la separazione, a 100 metri da Rosetta, Philae ha aperto le sue gambe robotiche per la prima volta in più di un decennio e avviato le comunicazioni con la nave madre. I dieci strumenti a bordo del lander erano stati accesi già in mattinata. Nel frattempo, Rosetta ha eseguito una seconda manovra per avere una visuale migliore sulla discesa e sull'atterraggio del compagno robotico.
Dopo sette intense ore di volo libero, Philae ha finalmente toccato il suolo di Agilkia, viaggiando a una velocità di un metro al secondo. Il rischio principale, non conoscendo né la consistenza né la compattezza del terreno, era quello di rimbalzarci contro e venire rispedito nello spazio. Per evitare questo spiacevole equivoco, Philae, appena toccato il suolo, ha acceso i suoi propulsori, che l'hanno schiacciato contro il terreno per 15 secondi. Durante la discesa era stato rilevato un guasto al sistema di propulsione, ma per fortuna la sua performance è stata impeccabile. Philae si è poi ancorato saldamente al terreno usando due arpioni (costruiti al Politecnico di Milano) e tre viti da ghiaccio.
Il segnale dell'atterraggio è arrivato alle 17:03 ora italiana. I primi dati dall'altimetro hanno confermato che Philae si era ancorato saldamente come previsto al suolo della cometa.
Quello di oggi è solo l'inizio di una nuova missione senza precedenti. Restate sintonizzati, perché continueremo ad aggiornarvi con tutti gli sviluppi della missione nelle prossime ore e nei prossimi mesi.
L'Europa scrive la storia: Philae atterra su una cometa L'Europa scrive la storia: Philae atterra su una cometa Reviewed by Pietro Capuozzo on 12.11.14 Rating: 5
Riproduzione riservata. (C) Polluce Notizie 2010-2017. Powered by Blogger.