Il punto su Philae

La prima foto dalla superficie di una cometa! Foto ESA/Rosetta/Philae/CIVA
Ieri, la sonda europea Philae ha scritto la storia, portando a termine con successo il primo atterraggio della storia sulla superficie di una cometa. Tuttavia, la gioia iniziale - una gioia che gli scienziati di Philae avevano aspettato per tre decenni - è stata interrotta dalla preoccupazione per le condizioni della sonda, che non è atterrata come previsto. Facciamo un po' di luce sulla situazione di Philae analizzando punto per punto la sua condizione attuale, dal difficoltoso atterraggio di ieri fino al da farsi.

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[Aggiornamento] Philae comunica con la Terra: è vivo!

Atterraggio
Philae non è stato solo il primo oggetto artificiale ad atterrare su una cometa, ma anche il primo ad atterrare più volte su una cometa. Dopo il primo contatto con il suolo, avvenuto alle 16:34 ora italiana (con il segnale arrivato sulla Terra mezz'ora più tardi, alle 17:03) a una velocità di un metro al secondo, Philae ha rimbalzato contro la superficie e ha guadagnato quota. I dati magnetici dello strumento ROMAP, i dati termici e i dati raccolti dai sensori situati sulle tre gambe robotiche di Philae indicano che il robottino si è staccato dal suolo a 38 centimetri al secondo e ha raggiunto un chilometro di quota, spostandosi di un altro chilometro in orizzontale. Dopo aver toccato il suolo una seconda volta alle 18:25, Philae è rimbalzato nuovamente, stavolta a soli 3 centimetri al secondo, e si è depositato al suolo dopo 7 minuti, stavolta per rimanerci. Durante questi balzi, Philae ha ruotato sul suo asse, il che spiega le fluttuazioni nei dati dell'esposizione solare e nelle trasmissioni. I dati indicano che solo due delle tre gambe robotiche si sono ancorate a terra, con la terza sospesa in aria, e che nessuno dei due arpioni si è azionato, per motivi ancora sconosciuti. Se gli arpioni fossero entrati in funzione, Philae si sarebbe saldamente ancorato al terreno al primo contatto con il suolo. "Abbiamo capito subito che c'era qualcosa che non andava: i dati indicavano che Philae si stava ancora muovendo dopo il primo contatto con il suolo," ha commentato uno degli ingegneri di volo nel centro di controllo di Philae a Cologne, in Germania. La rotazione è proseguita per più di due ore, finché Philae non si è fermato una volta per tutte alle 18:31.

Localizzazione
A differenza del sito del primo contatto, che è stato individuato con ottima precisione, l'attuale posizione di Philae è sconosciuta. Philae sarebbe dovuto atterrare nel sito Agilkia, conosciuto formalmente come Sito J, ma pare che si trovi ora nel Sito B. L'ellissi di incertezza indica che Philae possa essere atterrato ai piedi di una collina, o addirittura sul bordo.

Trasmissioni
Il segnale di primo contatto è stato ricevuto forte e chiaro, ma poi alle trasmissioni si sono alternati a intermittenza lunghi periodi di silenzio, probabilmente causati dal rimbalzo di Philae contro la superficie. Le trasmissioni con Rosetta sono terminate mezz'ora dopo il terzo e ultimo atterraggio, cioè un'ora prima del previsto, ma le prime analisi indicano che si sono concluse in maniera normale, cioè non si è trattato di un'interruzione brusca. Rosetta ha ripreso a comunicare con Philae alle 7:01 di stamattina, come previsto. I primi dati di stamattina sono arrivati a intermittenza, ma poi le comunicazioni si sono stabilizzate, prima di terminare come previsto.

Esposizione solare
Uno dei problemi principali è quello dell'esposizione solare: Philae infatti è atterrato ai piedi di una collina, come mostrano i primi panorami scattati dallo strumento CIVA-P. La collina tiene in ombra i pannelli solari di Philae per gran parte della giornata, riducendo il ricavo energetico ottenuto dalle celle solari e necessario per alimentare tutti i sistemi di bordo di Philae dopo il consumo delle batterie.

Dati scientifici
Le due fotocamere ROLIS e CIVA a bordo di Philae hanno ottenuto grandi risultati: la prima ha scattato splendide fotografie della discesa, fino a una quota di soli 40 metri dalla superficie, mentre la seconda ha già iniziato a mappare i dintorni, anche in modalità panoramica. Importanti dati sono arrivati anche da CONSERT, che in dieci ore è riuscito a fornire preziose informazioni sia sulla localizzazione di Philae che sulla tomografia dei due lobi della cometa. ROMAP ha già iniziato a mappare il campo magnetico della cometa, ed è stato decisivo nel confermare l'intensità dei rimbalzi di Philae contro la superficie.

Rosetta
Rosetta ha completato un sorvolo perfetto di Philae in giornata, e domattina eseguirà una piccola manovra per orientare meglio la sua antenna e ricevere le trasmissioni di Philae più chiaramente. Gli scienziati di Rosetta si sono detti entusiasti.

Suolo
Le immagini scattate da ROLIS durante la discesa indicano che il sito di atterraggio di Philae è costituito da granelli di polvere e piccoli sassolini. I granelli hanno diametri dell'ordine di millimetri e decimetri. Sono stati osservati anche dei massi, con dimensioni massime di 5 metri circa. Alcuni di questi massi sono ricoperti di polvere, il che suggerisce che la superficie sia molto attiva.

E ora?
La parola più usata dagli scienziati finora è stata "priorità". Data la situazione apparentemente precaria di Philae, infatti, bisognerà agire con estrema cautela. Tra le priorità degli scienziati c'è quella di stabilizzare l'assetto, con lo scopo di agganciare più saldamente Philae alla superficie ma soprattutto di aumentare l'esposizione delle celle alla luce solare. Gli scienziati hanno dichiarato che non azioneranno gli arpioni finché non avranno un quadro più dettagliato sullo stato attuale di Philae, onde evitare danni ancor maggiori. Un'altra priorità sarà quella di analizzare il suolo: l'obiettivo principale per cui Philae è stato mandato a esplorare la superficie di una cometa, infatti, è quello di prelevare campioni. Sarà di certo rischioso, ma gli scienziati hanno riferito di essere pronti ad assumersi tali rischi. Tuttavia, saranno necessarie alcune esercitazioni prima di procedere alla perforazione vera e propria del suolo e alla raccolta dei campioni. La prima finestra di esercitazione si aprirà stasera, ma gli scienziati non vogliono rischiare e hanno riferito che probabilmente la prima perforazione del terreno avverrà domani sera, quando avranno già molti più dati di oggi.
Sempre per il problema della stabilità, gli scienziati hanno detto che preferiranno evitare di attivare gli strumenti con meccanismi in movimento, con l'unica eccezione, appunto, della trivella che raccoglierà campioni dal sottosuolo. I prossimi dati arriveranno dagli strumenti MUPUS e da MPEX.
Il punto su Philae Il punto su Philae Reviewed by Pietro Capuozzo on 13.11.14 Rating: 5
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