Addio, Philae!

Gli ingegneri del pionieristico robottino Philae danno un ultimo saluto alla sfortunata sonda e si preparano a festeggiare quello che resta comunque un incredibile successo.
È stata una grande avventura che ci ha regalato emozioni indimenticabili, ma come ogni grande storia, anche la missione di Philae è giunta al capolinea. Nelle prime ore di stamattina, il piccolo robot europeo si è spento definitivamente.
Pochi giorni fa, dopo un viaggio di dieci anni, Philae era diventato il primo oggetto artificiale ad adagiarsi sulla superficie di una cometa. Dopo un atterraggio difficoltoso e due rimbalzi contro il nucleo della cometa, Philae si era fermato in una cavità circondata da massi ai piedi di una collina.

Sfortuna, tanta sfortuna quella che ha ucciso Philae, tradito dagli arpioni che non lo hanno ancorato al nucleo della cometa. Il robottino si era fermato ai piedi di un pendio, avvolto da un'oscurità che si è rivelata fatale.
Dei sei pannelli solari di Philae, solo tre erano esposti alla luce del Sole, uno dei quali per un'ora e venti minuti e gli altri due per mezz'ora contro le sette ore previste. L'energia generata dai pannelli solari non era sufficiente ad alimentare i sistemi di bordo di Philae.
Usando le ultime gocce di energia presenti nelle batterie, gli scienziati hanno raccolto più dati possibile. In particolare, ieri mattina è stata azionata la trivella di Philae, che ha raccolto campioni del sottosuolo a 25 centimetri di profondità. I campioni sono stati inviati ai laboratori COSAC e Ptolemy, che hanno trasmesso i loro dati alla Terra ieri sera.
Proprio ieri sera si è aperta l'ultima finestra di comunicazione con Philae. La situazione era talmente critica che gli scienziati non erano nemmeno sicuri che Philae ce l'avrebbe fatta, ma alle 23:19 è arrivato il primo segnale, perso poco dopo, che si è stabilizzato alle 23:29. Gli scienziati hanno intrapreso una corsa contro il tempo, scaricando quanti più dati possibile e caricando una sequenza di comandi di emergenza per far ruotare l'assetto di Philae di 35 gradi e cercare di ottimizzare l'esposizione solare. La manovra sembra aver funzionato (il lander si è alzato di 4 cm) ma non ha avuto alcun beneficio sul rendiconto energetico del piccolo robot.
In questi giorni, gli scienziati dell'ESA si sono concentrati sullo sfruttare al massimo gli strumenti di Philae: la stragrande maggioranza dei dati e delle immagini deve ancora essere processata e rilasciata. La missione di Philae è ormai terminata, ma le emozioni non ancora.
Quello di Philae resta comunque un enorme successo, e le analisi delle 56 ore di dati raccolti dalla superficie della cometa ne saranno la prova.
Addio, Philae! Addio, Philae! Reviewed by Pietro Capuozzo on 15.11.14 Rating: 5
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