Un piccolo razzo della NASA rivoluziona la definizione di "galassia"

L'ultimo dei quattro lanci di CIBER, nel 2013. Foto T. Arai/University of Tokyo.
Era partito come un semplice razzo-sonda, ma la missione CIBER della NASA si è rivelata essere molto di più. Gli strumenti a bordo del razzo, che ha volato quattro volte negli ultimi quattro anni, hanno mappato la luce infrarossa proveniente dallo spazio che separa le galassie. I risultati sono sorprendenti: la luce emessa da queste regioni vuote o quasi è pari a quella di tutte le galassie messe assieme.
La conclusione a cui sono giunti gli scienziati analizzando i dati di due voli tra il 2010 e il 2012 potrebbe rivoluzionare la nostra definizione di galassia. Il fatto che lo spazio che separa le galassie sia così luminoso indica che vi sia un'abbondanza di stelle vaganti, probabilmente espulse dalle loro galassie originarie. Questa teoria cambierebbe la nostra comprensione di galassie da focolai isolati di stelle a isole interconnesse sparse per un unico mare.

La stessa, vasta regione di cielo vista da BICEP in due diverse lunghezze d'onda infrarosse. Foto NASA/JPL-Caltech.
"Siamo convinti che le stelle vengano gettate nello spazio profondo durante le collisioni tra galassie," spiega Michael Zemcov, a capo del gruppo di ricercatori della NASA e del Caltech che gestisce la missione CIBER. "Avevamo già osservato alcuni casi di stelle espulse dalle loro galassie, ma le nostre misurazioni indicano che questo processo siamo molto diffuso."
CIBER è un razzo-sonda che porta per pochi minuti un set di strumenti su una traiettoria suborbitale. I razzi-sonda sono molto economici per esperimenti di breve durata.
Gli strumenti montati sulla cima del razzo hanno catturato immagini grandangolari della radiazione cosmica infrarossa di fondo (CIB) a due lunghezze d'onda diverse, entrambe più corte di quelle in cui opera il telescopio spaziale Spitzer, sempre della NASA. Dato che l'atmosfera terrestre è particolarmente luminosa a queste lunghezze d'onda, il razzo ha dovuto portare gli strumenti nello spazio per circa sette minuti.
"È davvero incredibile che un razzo così piccolo riesca ad effettuare una scoperta così enorme," spiega Mike Garcia della NASA. "I razzi-sonda sono un importante elemento nel nostro vasto set di missioni."
Una volta recuperati i dati dagli strumenti, gli astronomi hanno eliminato le interferenze e bloccato la luce delle stelle e delle galassie, compresa quella della nostra Via Lattea. Si sono così ritrovati con un quadro molto dettagliato delle fluttuazioni nel quadro cosmico infrarosso, con macchie ben più ampie e luminose di intere galassie.
"Sorprendentemente, la mappa ha rivelato un incredibile eccesso di luce oltre a quella proveniente dalle galassie," si legge nel comunicato stampa ufficiale diffuso dalla NASA. "I dati mostrano che questa luce infrarossa di fondo ha uno spettro blu, cioè aumenta in luminosità al diminuire della lunghezza d'onda. È la prova che questa luce proviene da una popolazione finora sconosciuta di stelle tra le galassie."
Gli scienziati avranno bisogno di ulteriori conferme prima di poter validare la loro teoria, ma sono fiduciosi di aver dato l'interpretazione giusta ai dati di CIBER.
"La luce è troppo luminosa e troppo blu per poter provenire dalle galassie della prima generazione," spiega James Bock del Caltech. "La soluzione più semplice e che meglio spiega i dati è che numerose stelle siano state strappate dalla loro culla galattica, e che queste stelle emettano più o meno tanta luce quanto le galassie stesse."
Un piccolo razzo della NASA rivoluziona la definizione di "galassia" Un piccolo razzo della NASA rivoluziona la definizione di "galassia" Reviewed by Pietro Capuozzo on 7.11.14 Rating: 5
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