Philae raccoglie campioni della cometa, batterie a rischio

La prima foto panoramica proveniente dalla superficie di una cometa! Foto ESA/Rosetta/Philae/CIVA
Un atterraggio che sta durando giorni. La storica missione della sonda europea Philae, che due giorni fa è diventata il primo oggetto robotico ad adagiarsi sulla superficie di una cometa, sta continuando a regalarci emozioni senza fine. Purtroppo, però, nelle ultime ore c'è stato più timore che altro.

Schema dei vari sistemi di bordo e strumenti di Philae. Foto ESA/ATG medialab
Il 12 Novembre, Philae è diventato il primo oggetto artificiale ad atterrare su una cometa. Dopo il primo contatto con il suolo, avvenuto alle 16:34 ora italiana (con il segnale arrivato sulla Terra mezz'ora più tardi, alle 17:03) a un metro al secondo, Philae ha rimbalzato contro la superficie e ha riguadagnato quota. Il robottino si è staccato dal suolo a 38 centimetri al secondo e ha raggiunto un chilometro di altitudine, spostandosi di un altro chilometro in orizzontale. Dopo aver toccato il suolo una seconda volta alle 18:25, Philae è rimbalzato nuovamente, stavolta a soli 3 centimetri al secondo, e si è depositato al suolo dopo 7 minuti, stavolta per rimanerci. Se gli arpioni fossero entrati in funzione, Philae si sarebbe saldamente ancorato al terreno al primo contatto con il suolo.
Philae si è così ritrovato ben lontano da Agilkia, conosciuto formalmente come Sito J, ovvero il sito d'atterraggio previsto. Pare che si trovi ora nel Sito B, a più di un chilometro di distanza, ma non è ancora stato localizzato con precisione.
[Aggiornamento] Philae comunica con la Terra: è vivo!
"Abbiamo caricato una nuova sequenza di comandi per far raccogliere a CONSERT nuovi dati sulla localizzazione di Philae, dato che non sappiamo ancora dove si trova," ha spiegato Stephan Ulamec dell'Agenzia Spaziale Europea in una conferenza tenutasi pochi minuti fa al centro di controllo di Darmstadt, in Germania.
"Non abbiamo alcuna nuova notizia sulla posizione di Philae," ha confermato Holger Sierks, a capo della fotocamera OSIRIS a bordo di Rosetta, che sta continuando a orbitare attorno alla cometa. "Stiamo ancora aspettando l'arrivo delle immagini della discesa e dell'atterraggio. Nelle foto di OSIRIS, Philae dovrebbe essere circa 3x3 o 4x4 pixel di dimensioni. Attualmente OSIRIS sta portando avanti la sequenza di verifica dell'atterraggio caricata a bordo di Rosetta prima ancora della separazione di Philae e iniziata già ieri. La sequenza durerà ancora 3-4 giorni e scatterà in totale 84 fotografie, di dimensioni comprese tra 1x1 e 2x2 chilometri. Queste immagini mostreranno il primo rimbalzo e anche la sua direzione, e quindi ci aiuteranno a capire dove si trova ora Philae, ma sono centrate sul sito di atterraggio previsto e difficilmente hanno inquadrato anche il sito finale. Se sarà necessario, caricheremo una seconda sequenza di riprese più verso ovest, cioè verso la punta del lobo minore. Attualmente siamo impegnati a capire come la rotazione della cometa abbia influenzato l'atterraggio del lander."
La grande notizia di oggi è l'attivazione di tre strumenti: MUPUS, che ha perforato il suolo, CONSERT, che aveva iniziato a raccogliere dati già da prima dell'atterraggio, e SD2, il trapano di Philae che ha iniziato a scavare in profondità. I dati di MUPUS e CONSERT sono già stati trasmessi agli scienziati stamattina, e sono ancora in fase di analisi. Per quanto riguarda la trivella, per ora sappiamo solo che ha raggiunto una profondità di almeno 25 centimetri, ma poi le comunicazioni si sono interrotte.
"Dovremo aspettare la prossima finestra di comunicazioni per sapere se è riuscita a raccogliere campioni o meno," ha spiegato Philippe Gaudon dal centro di controllo di Tolosa.
"La prossima finestra di contatto è prevista per le 22:00 [ora italiana], ma tenendo conto della mezz'ora di ritardo nelle comunicazioni [a causa della distanza di Rosetta, 28 minuti e 20 secondi per la precisione] e di un'ora di possibile ritardo, non comunicheremo con Philae prima della mezzanotte," ha spiegato Ulamec.
Ma Philae potrebbe non farcela a sopravvivere fino a mezzanotte. Il piccolo robottino si è infilato in una cavità ai piedi di una collina ed è circondato da massi che lo tengono quasi perennemente in oscurità - un problema gravissimo per un robot che, quando si esauriranno le batterie, dovrà sfruttare solo l'energia solare. Ed è proprio la durata delle batterie il centro della discussione delle ultime ore.
"Speriamo di contattare il rover stasera, ma non possiamo dirlo per certo," spiega Matt Taylor dell'ESA. "Il lander non si è mosso ancora e quindi l'illuminazione è ancora scarsa: dei sei pannelli di Philae, solo tre ricevono luce: uno per un'ora e venti, gli altri due per 20-30 minuti."
"Se riusciremo a contattare nuovamente Philae, lo faremo ruotare per aumentare l'esposizione solare. E se anche ciò dovesse fallire, la cometa si sta avvicinando al Sole e l'illuminazione si sta facendo sempre più intensa, magari Philae si risveglierà da solo in futuro," ha commentato Ulamec.
"Le ultime simulazioni eseguite dalla CNES ieri sera indicano che la sequenza scientifica in atto in questo momento consumerà 81 dei 100 ampere disponibili, sempre che le batterie rimangano alla temperatura attuale" ha dichiarato Valentina Lommats dell'LCC. "Se possibile, in serata cercheremo di far ruotare Philae in modo da avere il Pannello 1, il più grande dei pannelli solari, in completa illuminazione."
Ma la sfortuna non si è fatta aspettare. "L'unico comando che non è stato ricevuto con successo da Philae stamattina è proprio quello di operare in una modalità di risparmio energetico, che richiede 2 watt in meno della modalità standby," ha proseguito la ricercatrice. "Se stasera riusciremo a contattare Philae, sarà davvero di poco."
Un'altra soluzione che gli ingegneri stanno studiando è quella di usare le tre gambe robotiche del lander per farlo rimbalzare in aria una terza volta e sperare in un atterraggio più fortunato, ma gli stessi ingegneri hanno catalogato questo scenario come molto improbabile.
Di certo, quello dell'alimentazione energetica è il più grande problema di Philae in questo momento, tanto che limiterà il rendiconto scientifico delle prossime ore. "I campioni raccolti dalla trivella saranno inviati al laboratorio COSAC invece che a Ptolemy per risparmiare energia e perché sono complementari rispetto ai dati raccolti da Rosetta," ha spiegato Ulamec.
Almeno sul fronte Rosetta, per fortuna, si hanno solo buone notizie. "Rosetta sta andando alla grande, è solida come una roccia e stanotte ha completato una manovra per continuare a sorvolare Philae nei prossimi giorni," ha tranquillizzato Andrea Accomazzo. "Abbiamo solo dovuto modificare la sequenza per accogliere le esigenze di Philae, ma nulla di più."
Resisti, Philae!
Philae raccoglie campioni della cometa, batterie a rischio Philae raccoglie campioni della cometa, batterie a rischio Reviewed by Pietro Capuozzo on 14.11.14 Rating: 5
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