Philae è atterrato su una lastra di ghiaccio coperta da polvere

Lo strumento MUPUS a bordo di Philae. Foto ESA/ATG medialab
Prima di trasmettere quello che potrebbe essere stato il suo ultimo segnale di sempre, il piccolo esploratore robotico Philae ha corso contro il tempo per raccogliere più dati possibili dalla superficie di una cometa. Le analisi preliminari dei dati provenienti dallo strumento MUPUS, che ha tentato invano di perforare la superficie della cometa, indicano che Philae si è adagiato su una lastra di ghiaccio coperta da polvere.
Philae si era spento nella notte tra il 14 e il 15 Novembre, due giorni dopo il suo storico e drammatico triplice atterraggio sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.

L'incredibile sequenza di foto realizzata da Rosetta che documenta il drammatico atterraggio di Philae. Foto ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA. Per più informazioni su questa foto, vi invitiamo a cliccare qui.
Lo strumento MUPUS, di cui avevamo già parlato in un articolo, aveva iniziato a studiare la cometa alle 9:35 ora italiana (le 10:03 considerando i 28 minuti e 20 secondi-luce che ci separano dalla cometa) del 12 Novembre, cioè subito dopo la separazione di Philae dalla nave madre Rosetta.
Philae aveva toccato il suolo per la prima volta alle 16:34, ma il fallimento degli arpioni e dei retrorazzi aveva reso impossibile l'atterraggio, facendo rimbalzare il piccolo lander di un chilometro più a ovest. Dopo un secondo contatto con il suolo due ore dopo e un secondo rimbalzo, Philae era finalmente riuscito a fermarsi sulla superficie della cometa.
Parte dei dati di MUPUS erano già stati compromessi dal fallimento degli arpioni: i sensori termici e gli accelerometri erano infatti posti proprio su di essi. Per fortuna, il sensore termico di MUPUS, situato sullo scheletro di Philae, è riuscito a raccogliere dati per tutta la durata della discesa, compresi tutti e tre gli atterraggi.
Nel sito finale di atterraggio, MUPUS ha rilevato una temperatura di -153 gradi centigradi, che sono calati ulteriormente di altri 10 gradi nel giro di mezz'ora.
"Crediamo che [questo raffreddamento] sia dovuto alla dispersione del calore verso il muro freddo osservato da CIVA oppure al contatto con una zona più fredda," spiega Jorg Knollenberg, a capo dello strumento presso il DLR.
MUPUS era equipaggiato anche con un piccolo martello in grado di penetrare nella superficie, ma purtroppo l'estrema durezza del suolo ha reso impossibile la perforazione, se non per qualche millimetro.
"Il penetratore, che non veniva attivato dal 2002, è stato azionato alla distanza prevista da Philae," avevano spiegato qualche giorno fa gli ingegneri di MUPUS tramite Twitter. "Aspettandoci una superficie morbida e soffice, abbiamo operato il martello nella modalità che richiedeva meno energia delle tre modalità disponibili. Non avendo riscontrato dati significativi, siamo passati alla seconda modalità, ma ancora nulla. Perfino nella terza modalità non accadeva quasi nulla. Così abbiamo attivato una quarta modalità segreta che andava oltre i nostri limiti tecnici, e dopo sette minuti il martello si è arreso. Eravamo disperati, ci abbiamo provato e siamo stati puniti."
"Il fatto che il martello abbia fallito la penetrazione indica che il suolo debba avere una durezza superiore ai 2 MPa." Per confronto, l'arenaria ha un carico di rottura che varia tra i 5 e i 15 MPa, mentre il granito va dai 5 ai 20 MPa.
"Confrontando i dati con le misurazioni di laboratorio, ci siamo convinti che la sonda abbia incontrato una superficie dura che crediamo essere ghiaccio," spiega Tilman Spohn del DLR.
Sempre dai dati emerge che il ghiaccio è probabilmente ricoperto da uno strato di 10-20 centimetri di polvere. I dati sulla densità del nucleo della cometa implicano invece che il ghiaccio debba diventare sempre più poroso all'aumentare della profondità, altrimenti il nucleo risulterebbe ben più denso di quanto non sia.
"Se Philae si dovesse risvegliare, MUPUS potrà essere riutilizzato," spiega Spohn. "Potrà così completare le osservazioni dirette dello strato in cui si trova Philae e monitorarne l'evoluzione con l'avvicinarsi della cometa al Sole."
Philae è atterrato su una lastra di ghiaccio coperta da polvere Philae è atterrato su una lastra di ghiaccio coperta da polvere Reviewed by Pietro Capuozzo on 18.11.14 Rating: 5
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