Parla il pilota vivo per miracolo dopo l'esplosione di SpaceShipTwo

I detriti dello SpaceShipTwo sparsi per il deserto del Mojave, triste teatro della tragedia in cui uno dei due piloti ha trovato la morte.
Il pilota che è riuscito miracolosamente a sopravvivere all'esplosione in volo dello spazioplano SpaceShipTwo della Virgin Galactic ha rilasciato poche ore fa le prime dichiarazioni alla stampa. Peter Siebold, marito 43enne e padre di due bambini, ha raccontato ciò che ricorda dell'incidente in cui il copilota, Michael Alsbury, ha trovato la morte.
"All'inizio credo di aver perso conoscenza," spiega Siebold. "Non riesco a ricordarmi nulla di ciò che è successo, ma durante la caduta devo aver ripreso conoscenza. Mi ricordo che ho salutato un aereo e gli ho fatto segno che stavo bene. So che la mia sopravvivenza è un miracolo."

Il copilota Michael Alsbury, a sinistra, e il pilota Peter Siebold, a destra. Foto Virgin Galactic.
Siebold, che a breve sarà interrogato dagli investigatori dell'NTSB, è ritornato oggi dalla sua famiglia. Ha raccontato tutto ciò che ricorda al padre Klaus, che ha poi parlato con i giornali di tutto il mondo dalla loro residenza californiana a Tehachapi, sul confine del deserto del Mojave, teatro della tragedia.
Lo spazioplano della compagnia privata del miliardario Richard Branson è decollato Venerdì 31 Ottobre dal cosmodromo del deserto del Mojave. A 15 chilometri di quota, SpaceShipTwo con i due piloti a bordo è stato rilasciato dalla nave madre WhiteKnightTwo. Dopo pochi secondi, i piloti hanno tentato di accendere il propulsore per iniziare la scalata suborbitale verso lo spazio, ma qualcosa è andato storto e il velivolo è esploso mentre viaggiava alla velocità del suono.

Il momento dell'esplosione dello spazioplano SpaceShipTwo, solo nove secondi dopo la separazione da WhiteKnightTwo.
Secondo le indagini preliminari, l'esplosione potrebbe essere avvenuta a causa di un errore umano da parte del copilota, Alsbury, che avrebbe erroneamente azionato i sistemi di frenata. Fatto sta che la navicella è esplosa. Alsbury è rimasto intrappolato nel suo sedile fino al momento dell'impatto al suolo, mentre Siebold è riuscito in qualche modo a liberarsi. Potrebbe essersi slacciato la cintura, oppure potrebbe essere stato espulso dall'esplosione stessa: non essendo il pilota in grado di ricordare gli eventi subito dopo l'incidente, forse non lo sapremo mai.
Qui è iniziata la lunga discesa di Siebold verso la Terra, a 200 chilometri orari. Il pilota probabilmente ha perso conoscenza subito dopo l'esplosione, a causa dell'improvvisa decompressione, dell'estrema forza-G e della mancanza di ossigeno. I piloti viaggiavano indossando una maschera di respirazione, ma è difficile che abbia resistito all'esplosione.
"Non sa come abbia fatto a lasciare l'aereo," spiega il padre. "Non ci sono seggiolini eiettabili a bordo di SpaceShipTwo. C'è un pannello che va rimosso e attraverso il quale bisogna gattonare per uscire dal buco e saltare fuori. Ma l'aereo si è rotto improvvisamente, e sono sicuro che mio figlio fosse privo di coscienza."
A quota seimila metri, il paracadute di Siebold si è aperto. Il paracadute era stato progettato per aprirsi automaticamente a quella quota, prevedendo che in un simile incidente i piloti avrebbero perso conoscenza.
"Non ricorda niente sull'esplosione vera e propria. Ha ripreso conoscenza durante la discesa, probabilmente a metà strada. Mentre stava scendendo, ha salutato un aereo che li aveva seguiti e ha fatto il segno dell'ok per indicare che tutto andava bene. Era appeso al paracadute."
"Ora è a casa a riprendersi. Si è rotto l'osso omero in corrispondenza della spalla destra. Ha una costola e un polmone contusi e dei problemi agli occhi a causa del freddo. C'erano meno 60 gradi lassù. Il fatto che sia sopravvissuto, considerata la temperatura, la mancanza di ossigeno e l'improvviso cambiamento di pressione, è un vero miracolo."
La moglie Traci e i figli Alexandra, 12 anni, e Nick, 9, stavano assistendo in diretta al volo, accanto alla famiglia del copilota Alsbury.
"I bambini di Mike e di mio figlio stavano guardando il volo. L'impatto emotivo è stato tremendo," ricorda commosso il padre. "Mike era un amico e un vicino. I loro bambini hanno la stessa età dei nostri. Peter si chiede se avesse potuto fare qualcosa di più, e perché lui si sia salvato e Mike no. Ma Traci è una donna forte, e sta proteggendo Peter."
Il padre di Siebold ha poi ricordato con orgoglio l'infanzia del figlio. "L'unica passione di Peter è sempre stata il volo. Gli ho insegnato io a volare, andavamo a volare assieme. Andavamo all'aeroporto dopo scuola."
Siebold aveva incominciato a volare per la Scaled Composites, la ditta costruttrice dello SpaceShipTwo, all'età di 16 anni, prima ancora di laurearsi. "Era un ingegnere e un pilota. Si era fatto strada fino ai vertici da solo".
"Mi aveva detto da subito di lavorare per la Virgin Galactic. La sicurezza era una priorità ma avevo completa fiducia nelle sue doti di pilota. Mi diceva sempre che quegli aeroplani volavano splendidamente. Non si era mai preoccupato troppo all'aspetto della sicurezza".
Il volo del 31 Ottobre, infatti, era per lui una routine. "Non sapevo nemmeno che mio figlio quel giorno stava volando su quell'aereo. L'ho saputo quando ho risposto al telefono e Traci mi ha detto che Peter aveva avuto un incidente e che stava andando in ospedale. Avevamo paura, ma sapevamo che era vivo."
"Spero che possa tornare a volare, è la sua vita."
Parla il pilota vivo per miracolo dopo l'esplosione di SpaceShipTwo Parla il pilota vivo per miracolo dopo l'esplosione di SpaceShipTwo Reviewed by Pietro Capuozzo on 9.11.14 Rating: 5
Riproduzione riservata. (C) Polluce Notizie 2010-2017. Powered by Blogger.