Scoperta una nuova classe di corpi del sistema solare

C/2013 P2, a sinistra, e C/2014 S3, a destra: sono i primi due membri di una nuova famiglia di corpi celesti del sistema solare. Foto University of Hawaii Institute for Astronomy
Cos'è una cometa che fa di tutto per non sembrare una cometa? La risposta a questa domanda è una nuova classe di oggetti inaugurata ieri, con l'annuncio della scoperta dei primi due membri di questa famiglia. Si tratta di comete prive delle attività tipiche che contraddistinguono le comete e provenienti dalla lontana nube di Oort, anche se si pensa che si siano formate in regioni ben diverse e più vicine al Sole.
Quando una cometa attraversa il sistema solare e si avvicina al Sole, dalla sua superficie iniziano a zampillare fiumi di ghiaccio e polveri che vengono strappati dal nucleo dalle radiazioni della nostra stella. Ma si pensa che alcune comete abbiano già esaurito le loro riserve di ghiaccio e polvere, e che ora vaghino come grossi massi fantasma.

Lo spettro di C/2013 P2, segnato in puntini blu (luce visibile) e rossi (luce infrarossa) rispetto agli spettri di altri corpi del sistema solare: comete, asteroidi troiani, asteroidi della fascia principale e oggetti della fascia di Kuiper. Si noti come lo spettro di C/2013 P2 risulti ben diverso da tutti gli altri.
Esiste già una famiglia di asteroidi, i damocloidi, che si pensa essere i resti spogli e inattivi di comete ormai estinte. Ma i due corpi che gli astronomi hanno annunciato poche ore fa sono qualcosa di ancor più misterioso.
I due oggetti osservati dai ricercatori hawaiani provengono dalla nube di Oort, la lontana e gelida periferia del sistema solare che si estende 100 mila volte più in là della Terra. Qui si nascondono migliaia, se non milioni, di comete che attendono solo una piccola interazione gravitazionale, una lieve spinta, per iniziare un viaggio millenario verso il sistema solare interno.
Quando Jan Oort propose negli anni '50 l'esistenza della nube che ancora oggi porta il suo nome, ipotizzò che parte delle comete all'interno di questa nube potessero presentare quantità di ghiaccio molto scarse, che si sarebbero esaurite ancor prima di avvicinarsi al Sole. E gli astronomi dell'Università delle Hawaii a Manoa sono convinti di aver trovato i primi due esemplari di questa specie fino ad oggi rimasta ipotetica: si chiamano C/2013 P2 Pan-STARRS e C/2014 S3 Pan-STARRS.
"Gli oggetti su orbite così ampie sono spesso caratterizzati da ampie code cometarie, come quelle della cometa ISON o di Hale Bopp, ma questi due oggetti no: sapevamo che c'era qualcosa che non andava," spiega Karen Meech, che ha guidato la ricerca. "Ci siamo subito domandati se fossimo davanti alle prime prove dello spostamento di corpi primordiali dal sistema solare interno alla nube di Oort."
Il primo dei due corpi era stato scoperto dal telescopio automatico Pan STARRS1 nell'Agosto del 2013. Dopo aver mappato la sua orbita, gli astronomi si aspettavano di trovarsi di fronte alla solita cometa a lungo periodo, tutt'altro che una novità. Ma presto furono sorpresi: la cometa non si accendeva, non si comportava da cometa. I ricercatori dovettero chiamare in causa il potente telescopio Gemini per poter credere ai loro dati. L'oggetto proseguì indisturbato senza mostrare variazioni di luminosità fino al suo incontro ravvicinato con il Sole, avvenuto nel Febbraio 2014 a 2,8 UA di distanza.
Dopo l'incontro, gli astronomi trovarono un importante tassello: lo spettro dell'oggetto si era misteriosamente e bruscamente spostato verso il rosso. Questa bizzarra proprietà lo rendeva molto più simile a un corpo della fascia di Kuiper, l'anello che si sviluppa dopo l'orbita di Nettuno, che a una cometa normale.
Gli astronomi erano convinti di aver scoperto la prima cometa formatasi nella fascia di Kuiper e poi espulsa nella nube di Oort, ma l'analisi dei dati avrebbe richiesto mesi. Nel frattempo, una ricerca condotta dalla NASA trovò un corpo simile, chiamato C/2014 S1. Questo oggetto aveva già superato il suo perielio, ma ricostruendo la sua orbita gli astronomi poterono determinare che era passato a meno di 2 UA dal Sole. Anche in questo caso, nessuna coda, e ancora una volta gli astronomi dovettero osservarlo attraverso l'occhio robotico di un altro telescopio, il Canada-France-Hawaii Telescope, per poter credere ai loro dati.
Ma i dati mostrarono un ulteriore mistero: lo spettro del secondo oggetto tendeva più al blu che al rosso. L'unico scenario in grado di spiegare quest'anomalia è che l'oggetto si sia formato direttamente nel sistema solare interno.
"Sarà entusiasta se confermeremo che questo oggetto ha una composizione superficiale simile a quella degli asteroidi del sistema solare interno," spiega Meech. "Se sarà così, sarà il primo oggetto scoperto così lontano dal Sole a essersi formato nel sistema solare interno."
"Ci sono vari modelli che cercano di spiegare come i pianeti siano sorti nel giovane sistema solare esterno, e secondo alcuni i materiali che si sono formati in prossimità del Sole potrebbero essere stati espulsi nel sistema solare esterno e nella nube di Oort, dove si trovano ancora oggi. E ora potremmo finalmente star trovando le prove."
Scoperta una nuova classe di corpi del sistema solare Scoperta una nuova classe di corpi del sistema solare Reviewed by Pietro Capuozzo on 11.11.14 Rating: 5
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