Scoperta su Titano una nube che si trova dove non potrebbe esistere

Una nube di Titano è comparsa a quote "proibite", cioè dove non si sarebbe dovuta trovare. Foto NASA/JPL/University of Arizona/LPGNantes .
Mentre analizzavano gli strati superiori dell'atmosfera di Titano, una luna di Saturno, gli astronomi mai si sarebbero aspettati di trovare una nube di metano a quote così elevate. Tuttavia, le scoperte degli ultimi anni - da quella di un'antichissima atmosfera a quella di isole fantasma che appaiono e scompaiono in mari di idrocarburi - ci hanno insegnato che fidarci di Titano è bene, ma non fidarci è meglio. E, non a caso, è davvero comparsa una nube di metano.
"L'idea che una nube di metano si possa formare a queste altitudini è completamente inaspettata," spiega Carrie Anderson della NASA, a capo del gruppo di ricercatori che ha indagato sulla misteriosa nube. "Nessuno ci avrebbe mai pensato."
La nube, fotografata dalla solita sonda spaziale Cassini, si trova sospesa sopra il polo nord di Titano. A dirla tutta, gli astronomi l'avevano già osservata otto anni fa, ma non erano riusciti a decifrarne la natura. Oggi, le nuove osservazioni condotte dallo strumento CIRS a bordo di Cassini mostrano che la nube è in gran parte composta da metano allo stato solido, il che la rende molto più densa di quanto si pensasse finora.
Non è la prima volta che vengono scoperte nubi di metano nell'atmosfera di Titano. Sulla luna di Saturno, il metano svolge un ruolo molto simile a quello dell'acqua qui sulla Terra: evapora dal suolo, si condensa dando vita a strutture nebulari, ricade al suolo sotto forma di pioggia, neve o grandine, forma vasti oceani, laghi e fiumi liquidi con tanto di iceberg (sempre di metano, naturalmente), per poi evaporare e ricominciare il ciclo.
Finora, però, solo nella troposfera, cioè lo strato atmosferico a contatto con il suolo, erano state osservate vere e proprie nubi di metano. La nuova nube osservata da Cassini si trova invece nella stratosfera, lo strato immediatamente successivo. Sulla Terra, a queste quote, cioè tra i 15 e i 25 chilometri di altitudine, raramente si incontrano formazioni nebulari. Solo se le temperature precipitano oltre i 78 gradi centigradi sotto lo zero si può assistere alla formazione di nubi a queste quote.
Non è nemmeno la prima volta che vengono osservate strutture nebulari nella stratosfera di Titano, ma quelle studiate in precedenza erano formate da etano, cianoacetilene e acido cianidrico. Fino ad ora, non si pensava che le temperature della stratosfera di Titano, per quanto basse possano essere (le stime più accurate parlano di 203 gradi sottozero), potessero consentire la solidificazione di metano e la formazione di nubi.
Finora, però, Cassini ha misurato le temperature della troposfera di Titano solo nell'emisfero australe, e gli scienziati hanno in mano degli indizi che suggeriscono che le temperature dell'emisfero boreale possano essere più basse. Se scendessero anche solo di 12 gradi, sarebbe già abbastanza per veder comparire le prime formazioni nebulari di metano.
La scoperta di questa nube aggiunge un importante tassello allo studio della circolazione atmosferica di Titano. Gli scienziati pensano che ci sia un ciclo ben definito a regolare la circolazione dell'aria: nell'emisfero in cui è estate, l'aria calda si alza in quota fino alla stratosfera, allontanandosi verso il polo dell'emisfero opposto. Qui, la massa di aria scende verso la superficie, raffreddandosi e generando le prime strutture nebulari.
"Cassini sta costantemente raccogliendo campioni di questo ciclo globale della circolazione atmosferica, e la scoperta di questa nuova nube di metano è un altro forte indizio che questo processo funzioni davvero come crediamo," spiega Michael Flasar della NASA.
Le stime degli scienziati sull'altitudine di questa nuova nube parlano di 30-50 chilometri al di sopra della superficie. Per classificare questa struttura, i ricercatori hanno dovuto creare una nuova classe di nubi: le nubi di metano di subsidenza, o SIMC.
"Titano continua a stupirci con i suoi processi naturali simili a quelli della Terra, solo con materiali diversi rispetto alla nostra acqua," spiega Scott Edgington della NASA. "Con l'avvicinarsi del solstizio di inverno nell'emisfero australe di Titano, speriamo di poter esplorare ulteriormente i processi di formazione nebulare."
Scoperta su Titano una nube che si trova dove non potrebbe esistere Scoperta su Titano una nube che si trova dove non potrebbe esistere Reviewed by Pietro Capuozzo on 24.10.14 Rating: 5
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