Intervista esclusiva: una cometa si prepara a sfiorare Marte

Sarà solo una rappresentazione artistica, ma questa immagine dell'incontro tra Siding Spring e Marte è (pericolosamente) realistica. Foto NASA.
Una cometa più antica della Terra sta attraversando per la sua prima volta il sistema solare interno. Quella della cometa C/2013 A1, conosciuta come Siding Sping, non sarà una visita qualunque: il 19 Ottobre, la cometa passerà a una distanza record da Marte, mancandolo di soli 139.500 chilometri e viaggiando a 200 mila chilometri orari. Se Marte fosse la Terra, Siding Spring passerebbe a meno di un terzo della distanza della Luna.
Il passaggio di Siding Spring rappresenta un potenziale pericolo per la nostra flotta di sette esploratori robotici attorno a Marte, ma ci offre anche una grande opportunità per studiare una cometa incontaminata dall'alba del sistema solare direttamente dietro casa. Ma sentiamo ciò che ha da dirci uno degli scienziati che ha collaborato alla scoperta e allo studio della cometa.

Risponde Karl Battams, esperto di comete della CIOC della NASA e del British Naval Research Laboratory. Karl ci aveva concesso un'altra intervista circa un anno fa: allora l'argomento era l'ormai celebre cometa ISON.

Intervista avvenuta a Ottobre 2014. Il materiale è protetto e in esclusiva per il nostro sito.

Uno dei parametri più importanti nello studio di una cometa è la sua luminosità apparente, vista dalla Terra. Gli astronomi possono prevedere l'evoluzione della luminosità di una cometa tracciando un curva su un grafico. Generalmente, più le comete si avvicinano al Sole, più aumentano in luminosità. Siding Spring non fa eccezione, ma da fine Settembre ha incominciato a non rispettare più la curva di previsione. L'aumento della luminosità di Siding Spring al momento è una buona magnitudine sotto le previsioni, cioè 2,5 volte meno luminosa, e gli astronomi non hanno ancora una spiegazione. Quali sono le possibili cause di questo rallentamento nella luminosità di Siding Spring?
In parte, il declino della luminosità di Siding Spring era prevedibile: a causa della geometria delle orbite, la cometa si sta allontanando da Terra. Questo però era già compreso nelle previsioni, a differenza di un altro fattore: la nostra visuale sulla coda di Siding Spring sta cambiando, così che ora la vediamo piùdi lato che di fronte. Questo cambiamento implica che dalla Terra vediamo meno polvere in prossimità del nucleo. Probabilmente ciò ha causato un piccolo calo nella luminosità, ma non può essere responsabile per il rapido declino osservato nelle ultime settimane. Ci sono varie possibili spiegazioni. Dalla più probabile a quella meno: Siding Spring potrebbe aver esaurito i ghiacci esposti in superficie responsabili della sua precedente attività, oppure essi potrebbero essere stati coperti da uno strato di polvere, o ancora quello che abbiamo osservato negli scorsi mesi potrebbe essere stato solo una lenta e lunga esplosione, oppure qualcosa di catastrofico è accaduto al nucleo, magari una rottura. Quest'ultima è la più improbabile, dato che le rotture del nucleo di solito sono precedute da picchi di luminosità e avvengono molto più vicine al Sole. Oppure, potrebbe essere qualcos'altro.
L'unica cosa certa è che la cometa non sarà per nulla spettacolare, vista dalla Terra. Infatti, sarà appena percettibile, quindi non esaltatevi per nulla. La vista da Marte, al contrario, sarà eccezionale!
In nero, la curva della luminosità prevista per la cometa Siding Spring rispetto i dati reali.
C'è il rischio di una pioggia meteoritica su Marte?
La chioma della cometa avvolgerà completamente Marte, ma probabilmente il pianeta non sarà in pericolo. Il flusso, cioè il numero di particelle di polvere che colpiranno Marte in un dato intervallo, risulta elevato rispetto ad altri eventi poiché avverrà in un periodo molto breve, ma la sua fluenza, cioè il numero totale di particelle che colpiranno una data regione, in questo caso Marte, è molto basso.
Per capire meglio, dobbiamo studiare le forze fisiche della cometa. Le particelle vengono espulse a una velocità di circa 0,4 metri al secondo, e sono poi trattenute al centro di un tiro alla fune: da una parte la radiazione solare, che spinge le particelle verso l'esterno, e dall'altra la gravita del Sole, che le attira verso l'interno. L'effetto di queste forze smista le particelle in diverse aree della coda a seconda delle loro dimensioni: le particelle più piccole subiscono di più gli effetti della radiazione, e vengono spinte più in là. Le particelle spesse millimetri o addirittura centimetri, al contrario, possono rimanere in prossimità del nucleo per mesi o anche anni. Poiché le particelle si trovano su un'orbita kepleriana, più la loro orbita è ampia, più tempo impiegano a completarla, cioè più lente saranno. Ciò significa che il nucleo è leggermente più veloce delle particelle e avanza lentamente ma con costanza, provocando ciò che è noto come sfasamento orbitale. Questo ritardo è maggiormente visibile nelle particelle più grandi, meno soggette alla spinta della radiazione.
Siding Spring taglierà l'orbita di Marte alle 17:21 UTC, ma l'incontro ravvicinato avverrà solo alle 18:33, quando Marte e Siding Spring saranno separate da 131 mila chilometri. Il periodo di massimo pericolo sarà circa 100 minuti dopo, quando Marte attraverserà il piano orbitale della cometa, che si troverà ora al doppio della distanza minima. Il pianeta passerà appena all'esterno dell'orbita della cometa: qui si trovano le particelle più grandi, spesse 1-3 millimetri. Marte potrebbe incontrare alcune di queste particelle, ma non provocheranno di certo una pioggia meteoritica.
Il flusso dell'incontro di Siding Spring, a sinistra, e la sua fluenza, a destra, rispetto ad altri eventi. MM è il tipico sciame meteorico, riportato sia per Marte che per la Terra. Leo e Per si riferiscono alle Leonidi e alle Perseidi, rispettivamente, Lst è la tempesta delle Leonidi del 1999-2002 e OD sono i rifiuti orbitali.
Come studieranno la cometa le sonde in orbita attorno a Marte?
Ci sarà davvero molta scienza! Mars Reconnaissance Orbiter fotograferà il nucleo con la sua fotocamera HiRISE (con una risoluzione di 131 metri per pixel, quindi 4,5-11,5 pixel di diametro), studierà la composizione (CRISM) e la morfologia (CTX) di chioma e coda, il riscaldamento atmosferico (MCS, MARCI) e la distribuzione degli elettroni (SHARAD). La nuova arrivata MAVEN studierà le interazioni della chioma con il vento solare (SEP, SWIA, SWEA, STATIC), le emissioni ultraviolette della chioma (IUVS) e forse rileverà alcune particelle cometarie. Mars Odyssey otterrà osservazioni termiche infrarosse del nucleo alla massima risoluzione spaziale disponibile (THEMIS), mapperà la chioma e la coda durante l'approccio della cometa, e fotograferà l'intera struttura della cometa sopra Marte, creando una fotografia potenzialmente mozzafiato. Anche l'indiana Mars Orbiter Mission e l'europea Mars Express tenteranno di studiare Siding Spring.
Oltre come una grande opportunità scientifica, possiamo considerare questo evento anche come un promemoria dei pericoli dello spazio?
Sì e no. È sempre importante essere al corrente di questi eventi, ma le probabilità che qualcosa di così grosso colpisca la Terra sono davvero basse. Se la cometa fosse in rotta di collisione con Marte sarebbe tutta un'altra cosa, ma mancherà il pianeta, e anche di un margine sicuro. Ma fa sempre bene ricordare a tutti che ci sono grossi pezzi di roccia sospesi in aria là fuori e che ne scopriamo di nuovi in continuazione, e un giorno magari ne troveremo uno con destinazione Terra... speriamo di no!
Ringraziamo ancora una volta Karl per la sua disponibilità, e gli auguriamo buon lavoro nei prossimi mesi!
Intervista esclusiva: una cometa si prepara a sfiorare Marte Intervista esclusiva: una cometa si prepara a sfiorare Marte Reviewed by Pietro Capuozzo on 16.10.14 Rating: 5
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