Scoperta l'origine del volto della Luna

Il celebre "volto" della Luna ci affascina e incuriosisce da sempre. Ma come si è formato? Gli scienziati potrebbero aver trovato la soluzione. Foto NASA.
Non è difficile capire perché la Luna è così importante per noi – oltre alla sua influenza sul pianeta Terra, è la prima cosa che cattura la nostra attenzione quando alziamo gli occhi al cielo stellato. Forse anche per quel volto che ci ricambia lo sguardo, quel viso che il nostro cervello riconosce tra i mari della faccia visibile della Luna.
Il volto che vediamo sulla superficie della Luna ha un nome ben preciso: si chiama Oceanus Procellarum e, con i suoi 1,5 milioni di chilometri quadri, è il più vasto mare lunare. Nonostante sia così grande e vegli sul nostro pianeta da miliardi di anni, gli scienziati stanno ancora indagando sulla sua vera natura e sulla sua origine.
Finora, si ipotizzava che questo vasto deposito magmatico fosse stato originato da un massiccio impatto asteroidale. Ora, però, gli scienziati si stanno convincendo che all’origine di questa enorme struttura ci sia un’altrettanta massiccia eruzione vulcanica.
In questo vasto mare sono atterrati quattro veicoli robotici più il secondo allunaggio umano, l’Apollo 12.
I nuovi indizi che hanno portato gli scienziati su questa pista provengono dalla missione GRAIL, composta da due sonde gemelle che hanno studiato e mappato il campo gravitazionale della Luna dal Gennaio al Dicembre 2012, concludendo la loro missione con uno spettacolare schianto contro la superficie lunare.
La difficoltà nello stabilire con certezza l’origine di questa vasta struttura è che, nonostante la Luna sia inattiva dal punto di vista geologico, la sua superficie viene costantemente rimescolata dai continui impatti di meteoriti. Queste collisioni hanno costellato la superficie della Luna di crateri da impatto, stravolgendo la situazione geologica originale e cancellando molti indizi.
La nuova ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Nature, è firmata da un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology, il MIT, guidato da Maria Zuber della NASA. I ricercatori hanno analizzato i dati di archivio della missione GRAIL, scoprendo che Oceanus Procellarum ha in realtà una forma poligonale, contro quella ovale o circolare tipica dei crateri da impatto. In alcuni punti, il bordo di questo mare può subire deviazioni fino a 120 gradi.
Le sonde gemelle GRAIL hanno viaggiato quasi mano nella mano attorno alla Luna, misurando con estrema precisione le variazioni nella loro distanza. Passando sopra una regione meno densa, la sonda in posizione di guida rallentava, avvicinandosi alla gemella; viceversa durante il sorvolo di regioni più dense. Con questi dati, i ricercatori della NASA hanno potuto costruire una mappa molto precisa della distribuzione della gravità lunare, andando così a tuffarsi nelle interiora della Luna.
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I dati della densità della roccia puntano con decisione verso un massiccio riversamento di magma piuttosto che un colossale impatto asteroidale, spiegano i ricercatori. Per averne la conferma, il team guidato dalla Zuber ha costruito un modello tridimensionale del flusso di magma che avrebbe dovuto creare il bacino che vediamo oggi.
I dati ricostruiti dal modello coincidono perfettamente con quelli raccolti da GRAIL. Ciò significa che, poco dopo il raffreddamento della Luna, grandi quantità di roccia fusa negli strati interni furono spinte verso la superficie. La differenza di temperatura tra il bacino e la roccia ha provocato la contrazione della superficie, aprendo spaccature dalle quale è fuoriuscito il materiale fuso.
La teoria della massiccia eruzione non è nuova, ma finora nessuno scienziato era riuscito a ricostruire con precisione la sequenza degli eventi e trovarne la conferma nei dati reali.
Gli scienziati non escludono comunque che possa essere stato un impatto ad aver spinto la massa fusa che avrebbe poi generato il bacino.
“Come una massa così grande sia emersa rimane un mistero,” spiega la Zuber. “Potrebbe trattarsi del decadimento radioattivo di elementi nelle profondità lunare, oppure di un massiccio impatto in epoca primordiale. Ma, in quest’ultimo caso, tutti gli indizi sono stati cancellati.”
Scoperta l'origine del volto della Luna Scoperta l'origine del volto della Luna Reviewed by Pietro Capuozzo on 2.10.14 Rating: 5
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