New Horizons ha finalmente la sua seconda destinazione dopo Plutone

PT1 è un mondo largo 50 chilometri ai confini del sistema solare. New Horizons lo visiterà nel 2019. Foto NASA, ESA, and G. Bacon (STScI).
[Articolo aggiornato il 12 Luglio 2015]
La sonda spaziale New Horizons deve ancora raggiungere Plutone, ma gli scienziati della NASA le hanno già trovato due potenziali seconde tappe nel suo lungo viaggio verso i confini del sistema solare.
Usando il telescopio spaziale Hubble, gli scienziati hanno individuato e studiato a lungo cinque oggetti della fascia di Kuiper (detti KBOs, cioè Kuiper Belt Objects) verso cui sarebbe possibile dirottare la sonda, naturalmente al termine della sua visita di Plutone e lune. Due di questi, catalogati come PT4 e PT5, sono stati subito scartati. Poco dopo è stato scartato anche PT2 (E31007AI), dato che le ultime stime sulla sua reale accessibilità risultavano essere sotto il tre percento.

La Fascia di Kuiper, Plutone, PT1 1110113Y e la traiettoria di New Horizons. Foto (C) Alex Parker.
I due oggetti sopravvissuti alla selezione degli scienziati sono PT1 (1110113Y) e PT3 (G12000JZ). Il primo è un mondo largo dai 30 ai 45 chilometri, mentre il secondo è leggermente più grande, con un diametro compreso tra i 35 e i 55 chilometri. Le probabilità che New Horizons ce la faccia a raggiungerli sono rispettivamente del 100 e del 97 percento: per virare in direzione di PT1, la sonda dovrà utilizzare il 35% del carburante rimanente; per PT3, circa il 75%. La sonda incontrerebbe PT1 nel Gennaio del 2019 e PT3 nel Giugno di quello stesso anno.
La sonda però non ha sufficiente carburante nei suoi serbatoi per poter visitare entrambi gli oggetti: gli scienziati dovranno quindi ridurre la lista dei potenziali candidati a uno. La selezione finale è prevista per Agosto 2015.
La ricerca di una seconda tappa dopo Plutone era iniziata anni fa, subito dopo il decollo di New Horizons nel 2006. Finora, però, tutte le osservazioni si erano rivelate infruttuose: per questo, a Luglio di quest'anno gli scienziati della missione, guidati da John Spencer, hanno fatto una disperata richiesta alla NASA di poter utilizzare il più potente occhio robotico sul mercato, quello del telescopio spaziale Hubble. Permesso ottenuto, cinque potenziali mete identificate.

Gli scatti di Hubble che hanno portato alla scoperta di PT1: è il 27 Giugno 2014. Foto NASA, ESA, SwRI, JHU/APL, and the New Horizons KBO Search Team.
Come spiega lo stesso Spencer, è stato un lavoro incredibile: identificare potenziali candidati, studiarne per mesi gli spostamenti per tracciarne le orbite, e infine confrontarle con il percorso di New Horizons, sperando di trovare un corpo compatibile al 100%, che è esattamente ciò che è successo.
La scoperta di PT1 è avvenuta il 27 Giugno 2014, soli 11 giorni dopo l'inizio della ricerca da parte di Hubble, analizzando una fotografia scattata il giorno precedente. La presenza di un "intruso" è stata rilevata automaticamente da uno speciale software che ha avvertito gli scienziati. Marc Buie è stato il primo a vedere le immagini e a scovare a occhio nudo l'oggetto.
Hubble ha condotto altre quattro campagne di osservazione di PT1, rispettivamente il 2, il 3, il 21 e il 23 Agosto, in cui ha raccolto più di 930 fotografie dell'oggetto, permettendo così agli scienziati di ricostruirne con ottima precisione il percorso orbitale. Il 22 Agosto, un'analisi guidata da Alex Parker ha determinato che l'oggetto era alla portata di New Horizons, conclusione confermata da altri quattro studi indipendenti.
Sul percorso orbitale di PT1, nonostante la qualità degli scatti di Hubble, incombe ancora una grossa incertezza, tanto che gli astronomi non sono ancora in grado di escludere un possibile impatto di New Horizons contro l'oggetto. Tuttavia, è uno scenario molto improbabile, e gli studi che Hubble effettuerà sul corpo nei prossimi mesi quasi certamente escluderanno questa probabilità. Gli astronomi potranno così scegliere la minima distanza di incontro con PT1 con buona precisione, bilanciando le opportunità scientifiche con i potenziali rischi e con i limiti della sonda. L'unica cosa certa finora è che la manovra di correzione prevista per avvicinarsi a PT1 non avverrà prima di Ottobre 2015.
L'oggetto, classificato come 1110113Y PT1, riceverà una sigla provvisoria e forse anche un nome vero e proprio solo una volta segnalato al Minor Planet Center. Gli astronomi della NASA hanno spiegato che preferiscono studiare ulteriormente il corpo prima di inviare la richiesta.
Gli astronomi non escludono che le ulteriori analisi che Hubble condurrà nei prossimi mesi non li possano portare a cambiare idea e selezionare l'altro oggetto.
PT1 segue un'orbita pressoché circolare e vicina al piano dell'eclittica, e perciò è considerato un cubewano, ovvero un oggetto classico della fascia di Kuiper. Plutone, al contrario, è un plutino, cioè è un oggetto della fascia di Kuiper intrappolato in una risonanza orbitale 3:2 con Nettuno. Si pensa che i cubewani abbiano seguito un percorso evolutivo molto diverso dai plutini e da tutti gli altri KBO in risonanza, come i twotini.

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