L'India conquista Marte: l'ascesa di una nuova potenza spaziale

Gli scienziati indiani presentano al Primo Ministro Narendra Modi la prima immagine di Marte scattata dalla missione MOM. Foto ISRO.
Qualche giorno fa, l'India è diventata la prima potenza asiatica a raggiungere Marte. La sua sonda Mars Orbiter Mission, MOM, ha raggiunto il Pianeta Rosso dopo un viaggio durato dieci anni, completando una delicata e lunga manovra. La sonda ha già iniziato a restituire le prime, spettacolari fotografie.
Ma MOM è qualcosa che va oltre ai dati scientifici che la missione, progettata quasi esclusivamente come una dimostrazione tecnologica e con pochi strumenti a bordo, ci restituirà nei prossimi mesi. MOM segna l'ascesa di una nuova super-potenza spaziale.
"Qui la gente è euforica, ci diamo strette di mano, ci abbracciamo, saltiamo in aria dalla gioia," ha commentato Anil Bhardwaj, direttore del laboratorio di fisica spaziale al centro VSSC dell'Agenzia Spaziale Indiana a Kerala. "Non sono sensazioni che posso descrivere a parole."
Dietro ai titoli scritti in caratteri cubitali - "Il primo Paese asiatico a raggiungere Marte", "La missione indiana verso Marte costa meno del film Gravity" - si cela un programma spaziale che sta lentamente prendendo confidenza e abilità con missioni verso lo spazio profondo.
Raggiungere Marte al primo tentativo, e soprattutto riuscirci, non è un'impresa da poco, tanto che solo l'Europa ci era riuscita prima. La missione MOM ha richiesto enormi sforzi coordinati, dal modellare la traiettoria della sonda a costruire sistemi in grado di sopravvivere alle estreme condizioni dello spazio e di sopravvivere lontano dalle comunicazioni terrestri.
"Questa missione ci ha dato la sicurezza necessaria a progettare missioni ancor più grandiose," spiega Sundaram Ramakrishnan dell'Agenzia Spaziale Indiana.
In uno stato spaccato in due realtà - una tra le più avanzate al mondo, e l'altra una delle più povere - qualunque dollaro speso al di fuori dei propri confini è sempre al centro del dibattito. Ma MOM è costata davvero pochissimo: circa 74 milioni di dollari, cioè 26 milioni in meno della produzione del film Gravity. L'India è riuscita a mantenere il budget limitato investendo esclusivamente nei propri confini. Gli ingegneri indiani hanno incominciato a costruire la missione da zero. Tutto - dal razzo ai sistemi di propulsione, dal satellite ai sensori - è costruito in India, o direttamente dall'Agenzia Spaziale Indiana o da produttori commerciali tenuti sotto stretta sorveglianza, come spiega Bhardwaj. Usando questo meccanismo vincente, l'India è riuscita a sfornare una missione interplanetaria di grande successo in meno di tre anni.
Tutto era iniziato nel 2008, quando Chandrayaan-1 si era inserita in orbita attorno alla Luna. MOM è stata progettata sulle fondamenta di Chandrayaan, e sul suo design verificato e funzionante.
Ma MOM è solo l'incipit dell'esplorazione spaziale indiana. Il prossimo passo sarà quello di tornare indietro alla Luna, dove gli ingegneri indiani sperimenteranno un satellite, un veicolo di atterraggio e un rover. Ancora una volta, useranno la Luna come piattaforma di prova per poi spingersi verso gli altri pianeti.
"Sulla Luna testeremo altre tecnologie di cui avremo bisogno per atterrare su superfici planetarie," spiega Bhardwaj. La missione lunare decollerà a bordo di un razzo pesante GLSV, lo stesso che avrebbe dovuto lanciare MOM, ma, a causa di uno schianto, fu momentaneamente messo da parte per concentrarsi sul meno potente PSLV.
L'India sta valutando più fronti, e, oltre al ritorno sulla Luna, sta progettando anche una missione verso il punto di Lagrange L1. La missione, chiamata Aditya-1, studierà il Sole da una distanza pari a quattro volte quella della Luna rispetto alla Terra.
E gli scienziati indiani non si vogliono fermare nemmeno qui. L'India presto avrà il suo sistema GPS, che oggi conta già due satelliti in orbita e un terzo quasi sulla rampa di lancio.
L'India conquista Marte: l'ascesa di una nuova potenza spaziale L'India conquista Marte: l'ascesa di una nuova potenza spaziale Reviewed by Pietro Capuozzo on 28.9.14 Rating: 5
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