MAVEN raggiunge Marte per ricostruire il passato del Pianeta Rosso

MAVEN sarà la prima sonda a studiare l'atmosfera marziana in dettaglio. Foto Lockheed Martin.
La sonda americana MAVEN è giunta al capolinea di dieci mesi di viaggio interplanetario e ha finalmente raggiunto la sua destinazione, il pianeta Marte. La sonda si è inserita nell'orbita desiderata stamattina, completando un lungo viaggio di 711 milioni di chilometri attraverso il sistema solare interno.
La manovra decisiva è avvenuta alle 3:50 ora italiana, quando sei piccoli propulsori hanno portato a termine con successo un'accensione di 33 minuti che ha rallentato la sonda, permettendole di entrare in un'orbita provvisoria di 35 ore attorno al pianeta.
La missione, selezionata nel 2006, era decollata da Cape Canaveral il 18 Novembre 2013. MAVEN sarà la prima sonda a dedicarsi interamente allo studio degli strati superiori dell'atmosfera marziana.
Nei prossimi sei mesi, MAVEN scenderà verso la sua orbita finale di 4 ore e mezza attorno a Marte. In questo periodo, gli ingegneri verificheranno lo stato di saluti dei vari apparati di bordo, strumenti compresi. Terminata questa fase, inizierà la missione scientifica di MAVEN e la raccolta dei primi dati da parte dei suoi otto strumenti. La fase scientifica della missione durerà un anno terrestre, con possibilità di estensione.
MAVEN, la decima sonda della NASA a decollare verso l'orbita marziana, ha raggiunto la flotta composta da MRO, decollata nel 2005, Mars Odyssey, decollata nel 2001, e l'europea Mars Express, decollata nel 2003. Sulla superficie operano due rover, Opportunity e Curiosity. Fra tre giorni, la flotta sarà raggiunta anche dalla prima sonda interplanetaria di costruzione indiana, la missione MOM.
"La missione MAVEN cercherà di capire dove l'acqua che un tempo abbondava su Marte si andata a finire," spiega Bruce Jakosky dell'Università del Colorado, a capo della missione. "Sono domande importanti per capire la storia di Marte, il suo clima e il suo potenziale per ospitare almeno forme di vita microbiche."
La missione, costata 671 milioni di dollari, studierà gli strati superiori dell'atmosfera marziana, cercando di capire perché oggi è così rarefatta e i meccanismi di un'eventuale perdita di massa. Secondo gli scienziati, la perdita di gran parte dell'atmosfera avrebbe significato la scomparsa di acqua liquida dalla superficie.
Gli scienziati hanno già qualche sospetto sulle possibili cause che avrebbero portato alla perdita di gran parte dell'atmosfera marziana. L'energia cinetica tra queste: le molecole dell'atmosfera marziana potrebbero essersi scontrate l'una contro l'altra, espellendo gli atomi più energetici dagli strati superiori. Si pensa che l'idrogeno sia scomparso seguendo questo meccanismo.
Un'altra possibile causa, secondo la fotochimica, è la luce solare, che avrebbe creato ioni positivi che si sarebbero rimescolati con gli elettroni, dando energia agli atomi e facendoli scappare nello spazio.
Una delle ipotesi più affermate afferma invece che il colpevole possa essere il vento solare: il flusso di particelle cariche emesso dal Sole potrebbe essere stato deviato dalle linee del campo magnetico marziano, strappando le molecole dagli strati superiori dell'atmosfera.
L'ultima ipotesi è quella della polverizzazione catodica, secondo la quale alcuni ioni molto energetici non avrebbero lasciato l'atmosfera marziana e avrebbero invece spinto altre molecole verso lo spazio.
Per risolvere questo mistero, MAVEN ha portato con sé sul Pianeta rosso un laboratorio di otto strumenti scientifici. Lo strumento SEP misurerà gli ioni di idrogeno ed elio espulsi dalla nostra stella durante particolari eventi che riescono a raggiungere Marte. I dati riveleranno quanta energia solare raggiunge l'atmosfera marziana, facendo luce sull'ipotesi della polverizzazione catodica. SWIA misurerà la temperatura, la densità e la velocità del vento solare a contatto con l'atmosfera marziana. STATIC esaminerà la composizione degli ioni più energetici dell'atmosfera marziana. Questi ioni potrebbero perdersi nello spazio o rimbalzare all'interno dell'atmosfera, portando alla polverizzazione catodica. Lo strumento LPW studierà invece il confine e la densità della ionosfera, forse consentendo agli scienziati di calcolare la fuga atmosferica di Marte. Lo strumento SWEA misurerà le distribuzioni e i livelli energetici degli elettroni, mappando le regioni del vento solare. Il magnetometro MAG raccoglierà dati sull'ambiente magnetico attorno a Marte, completando il quadro scientifico costruito dagli altri strumenti. Lo spettrometro NGIMS studierà la composizione e gli isotopi dei gas neutri e degli ioni all'interno dell'atmosfera. Lo spettrografo IUVS, infine, esaminerà la composizione chimica dell'atmosfera mappando i vari strati e misurando il ritmo di fuga degli atomi di idrogeno.
L'orbita finale di MAVEN sarà molto ellittica, portandola da soli 150 km dalla superficie fino a oltre seimila. Nel punto più basso, la sonda si troverà all'interno dell'atmosfera, e potrà assaggiarla direttamente. Nel punto più alto, invece, riuscirà a eseguire una mappatura globale alla lunghezza d'onda dell'ultravioletto.
MAVEN raggiunge Marte per ricostruire il passato del Pianeta Rosso MAVEN raggiunge Marte per ricostruire il passato del Pianeta Rosso Reviewed by Pietro Capuozzo on 22.9.14 Rating: 5
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