Scoperte polveri di stelle in una sonda

La sonda Stardust rientró sulla Terra il 15 Gennaio 2006 con campioni di polvere di una cometa.
Grazie a una massiccia iniziativa che ha coinvolto più di 30 mila volontari, gli scienziati hanno ora nelle loro mani delle particelle di polvere interstellare provenienti da oltre i confini del sistema solare. Ogni particella, per quanto microscopica possa essere, racconta la storia di un'unica, lontana stella.
Otto anni fa, la sonda americana Stardust era di ritorno dall'esplorazione ravvicinata di una cometa, dopo un viaggio interplanetario di cinque miliardi di chilometri. La sonda, passando accanto al nostro pianeta, rilasciò un piccolo modulo contenente campioni della cometa che, una volta atterrato sulla Terra, sarebbe stato analizzato dagli scienziati. Nonostante i campioni della polvere della cometa fossero di grande interesse, gli scienziati speravano di trovare qualcos'altro: la sonda si era posizionata due volte per raccogliere particelle di polvere di altre stelle, particelle talmente fini che una cucchiaiata ne conterrebbe miliardi di miliardi.
Una volta aperto il contenitore, gli scienziati capirono subito il problema.
«Facendo i conti ci siamo accorti che avremmo impiegato decenni a cercarle», spiega Andrew Westphal, fisico presso l'Università della California a Berkeley.
A questo punto si sono fatti avanti i volontari, decine di migliaia di volontari.
Usando un microscopio computerizzato, i 30716 volontari hanno potuto analizzare il contenitore, alla ricerca di polveri interstellari.
«L'intero approccio fu accolto con critiche giustificabili dalla comunità. Ci chiedevano come potevamo dare la nostra totale fiducia a degli stranieri,» continua Westphal. «La verità è che non sapevamo come altro fare. E non lo sappiamo ancora oggi.»
I volontari sono stati sottoposti a una fase di preparazione, e solo alcuni sono stati ammessi alla selezione finale. Gli scienziati hanno poi inserito qualche traccia nota nell'inventario per verificare se i volontari erano in grado di identificarle.
«Siamo molto contenti di vedere che persone comuni sono in grado di trovare tracce anche molto difficile da distinguere.»
Più di 50 delle particelle candidate si sono rivelate essere pezzi della sonda stessa, ma sette polveri presentano le evidenti firme chimiche di produzione interstellare.
Le particelle sono straordinariamente varie in forma, dimensioni e composizione. Alcune di esse, le più grandi, assomigliano addirittura a dei fiocchi di neve.
Ci vorranno ulteriori analisi per estrapolare l'affascinante storia che ognuna di queste particelle ha da raccontarci. Purtroppo, però, le tecnologie attuali non sono ancora abbastanza sviluppate.
«Ci vorranno anni prima di poter svolgere ulteriori analisi su questo campioni,» spiega Mike Zolensky della NASA. «Ma ora sono al sicuro e potremo lasciarle lì dove sono finché non avremo le tecniche necessarie.»
La sonda Stardust è finalmente riuscita a far fede al proprio nome.
Scoperte polveri di stelle in una sonda Scoperte polveri di stelle in una sonda Reviewed by Pietro Capuozzo on 23.8.14 Rating: 5
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