Meno di un anno alla «riscoperta» di Plutone

La storia dell'astronomia sta per cambiare: fra meno di un anno, una sonda esplorerà quello che a lungo è stato il nono pianeta del sistema solare. Ad oggi sappiamo ancora pochissimo di Plutone: è talmente lontano e piccolo che non abbiamo nemmeno idea di che aspetto abbia la sua superficie. Quando, nell'estate del 2015, la sonda americana New Horizons sfreccerà accanto al pianeta nano e alle sue cinque lune, sarà come scoprire un nuovo sistema solare.
Se rimpiangete l'era d'oro dell'esplorazione spaziale, gli anni '60, gli allunaggi dell'Apollo, non temete. L'avventura sta per ricominciare con New Horizons, un esploratore robotico alla scoperta di un nuovo mondo nella periferia del sistema solare.
Il lungo viaggio di New Horizons inizia nel 2006, mentre in un'aula dall'altra parte del mondo l'assemblea dell'Unione Astronomica Internazionale sta decidendo il declassamento di Plutone — la sua caduta dall'olimpo dei pianeti. I libri di testo vanno riscritti, le mappe celesti aggiornate — ma New Horizons è già partita, che Plutone sia o non sia un pianeta a tutti gli effetti. In fondo, si tratta solo di una decisione arbitraria (e, nel caso di Plutone, anche piuttosto discussa): quello che ora è un pianeta nano è ancora interessante e misterioso come quello che a lungo era stato il nono pianeta.
L'unica cosa certa nell'ambiguità della definizione della UAI su cosa sia un pianeta e cosa non lo sia, è che Plutone è un nano. Mentre la Terra rappresenta la quasi totalità della massa all'altezza della sua orbita — cioè ha ripulito la sua orbita dagli oggetti più massicci — Plutone rappresenta appena un decimo della massa totale sparsa lungo il suo percorso intorno al Sole. È più piccolo della nostra Luna e delle quattro lune medicee di Giove, e non è molto più grande della sua luna Caronte, anzi: la coppia Plutone-Caronte potrebbe essere promossa a sistema binario di pianeti nani in un futuro non troppo lontano.
Caronte ha una massa pari al 10% di quella di Plutone, tanto che il baricentro dei due corpi è oltre la superficie dell'ex-pianeta. In parole povere, non è Caronte a orbitare Plutone, ma Caronte e Plutone a orbitare un unico punto comune.
Massa e orbita sono praticamente le uniche cose che sappiamo di Plutone. Il pianeta nano orbita tra i 4,4 e i 7,2 miliardi di chilometri dal Sole, talmente lontano che New Horizons è dal 2011 l'oggetto artificiale più vicino a Plutone — non del momento, ma di sempre. È talmente lontano che New Horizons, che con i suoi 60 mila km/h è la più veloce sonda di sempre, ci sta impiegando otto anni e mezzo a raggiungerlo. Plutone per ora lo conosciamo solo come un puntino distante, ma fra un anno New Horizons ci passerà così vicino che potrebbe distinguere una casa se ce ne fosse una sulla sua superficie. 
Plutone non è nemmeno l'unico pianeta nano: a fargli compagnia ci sono altri quattro confermati e tre dozzine di candidati. Il primo fu scoperto da un italiano: si chiama Cerere ed è nella fascia di asteroidi tra Marte e Giove. A lungo considerato un pianeta, fu poi declassato ad asteroide e poi ancora promosso a pianeta nano. Fra otto mesi sarà raggiunto dalla sonda americana Dawn, che un anno fa ha lasciato l'asteroide Vesta.
In queste settimane in cui ricordiamo gli allunaggi e l'epoca d'oro dell'esplorazione spaziale, forse ci dimentichiamo delle grandi missioni che abbiamo oggi. Che momento per essere vivi.
Meno di un anno alla «riscoperta» di Plutone Meno di un anno alla «riscoperta» di Plutone Reviewed by Pietro Capuozzo on 1.8.14 Rating: 5
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