Rosetta è in orbita: le prime foto

La superficie della cometa vista da un'altitudine di 130 km. Foto © ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA
L'Agenzia Spaziale Europea ha inaugurato stamattina un nuovo capitolo nell'esplorazione del sistema solare. La sonda Rosetta è giunta alla fine di un viaggio iniziato sulle scrivanie degli scienziati europei quasi mezzo secolo fa e, dopo aver vagato per dieci anni nello spazio profondo, è diventata oggi la prima sonda a orbitare attorno a una cometa. Una breve accensione del suo motore e ha scritto la storia, dando il via a una missione che esplorerà una nuova classe di corpi celesti e che ci dirà da dove veniamo e perché siamo qui oggi.
I due lobi della cometa visti da 120 km di distanza. Foto © ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA
La conferenza stampa scientifica post-inserimento si è conclusa poco fa. Sono state presentate le prime immagini scattate da Rosetta dalla sua nuova orbita, a 100 km dalla superficie della cometa. I dettagli sono impressionanti: se ieri riuscivamo a distinguere i singoli crateri, oggi possiamo contare i sassi contenuti al loro interno.
Le prime attività della cometa vista da 550 km di distanza. Foto © ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA
Assieme ai nuovi scatti è stata pubblicata anche un'immagine meno recente, risalente a un paio di giorni fa, che mostra le prime attività della cometa viste da 550 km. In questa foto, la risoluzione è di 55 metri per pixel, mentre negli scatti di oggi è migliorata fino a meno di 2,2 metri per pixel.
La cometa vista il 3 Agosto da 285 km di distanza. Foto © ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA
Rosetta si è inserita in un'orbita temporanea grazie a una breve ma delicata manovra con il suo propulsore. Come hanno spiegato gli scienziati, si tratta di più propriamente di un'orbita di fuga, almeno per il momento.
«Dopo tutto questo tempo, siamo lieti di annunciare che siamo arrivati», spiega Jean-Jacque Dordain, Direttore Generale dell'Agenzia Spaziale Europea. «La sonda europea Rosetta è ora la prima sonda nella storia ad essersi avvicinata a una cometa, un grande traguardo nell'esplorazione delle nostre origini. Le scoperte possono ora iniziare».
Quella di oggi è stata l'ultima di dieci manovre iniziate a Maggio che, assieme a tre spinte dalla Terra e una da Marte, hanno permesso a Rosetta di visitare due asteroidi e infine di raggiungere la sua cometa. Quella di oggi è stata la manovra più delicata, ma allo stesso tempo la più breve: alcune manovre eseguite a Luglio sono durate oltre sette ore, mentre quella di oggi solo alcuni minuti.
«Il traguardo di oggi è il risultato di un colossale sforzo internazionale spalmato su molti decenni», spiega Alvaro Giménez, direttore scientifico dell'ESA. «Abbiamo fatto grandissimi progressi da quando discutemmo per la prima volta di questa missione, alla fine degli anni '70, e ora siamo pronti per aprire il forziere del tesoro e riscrivere i libri di testo dei prossimi decenni».
Il segnale di Rosetta è stato perso 45 minuti prima dell'inizio dell'accensione del propulsore, come previsto. La manovra è iniziata alle 11:00:01 ora italiana, ma il segnale ha impiegato 22 minuti e 29 secondi a coprire i 404 milioni di chilometri che separano la Terra da Rosetta. La conferma è quindi arrivata alle 11:22:30. La manovra si è conclusa 6 minuti e 26 secondi dopo, alle 11:06:27, mentre la conferma è stata ricevuta alle 11:28:56, quando il centro di controllo è esploso di gioia.
Un'ora prima della manovra si è tenuta una breve conferenza stampa. Sono intervenuti vari politici e scienziati. «I 300 milioni spesi dalla Germania in questo progetto sono soldi spesi benissimo», ha spiegato la parlamentare tedesca Brigitte Zypires. Parole ribadite poco dopo dal presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston: «L'Italia ha speso 100 milioni su Rosetta e fornito molti strumenti per esplorare 67P. Ringrazio i colleghi dell'INAF e della Thales Alenia. Rosetta è la testimonianza della nostra caparbietà e voglia di raggiungere l'obiettivo».
«Qui al DLR ogni giorno guardiamo verso le sfide di oggi e di domani. La sfida più importante è quella della curiosità», è stato il commento di Johann Wörner, a capo del DLR. «Se i giovani sono curiosi e interessati a questa missione, possiamo esserne solo fieri. Rosetta è una pietra miliare».
Al termine della conferenza, la diretta si è spostata al centro di controllo missione a Darmstadt, in Germania, da cui sono intervenuti numerosi ingegneri e scienziati, tra cui Andrea Accomazzo. La tensione era visibilmente minore rispetto a Gennaio, quando Rosetta si era dovuta svegliare da una lunga ibernazione. Le possibilità che quest'ultima manovra fallisse erano davvero ridotte. Inoltre, come ha spiegato Accomazzo, qualunque cosa fosse successo, molto probabilmente sarebbe stato possibile recuperare Rosetta e farla tornare sui suoi passi.
«Non ho mai visto un segnale così forte, chiaro e pulito», ha spiegato Accomazzo. Le comunicazioni al momento della manovra erano affidate alla stazione australiana di New Norcia.
Con questa manovra, Rosetta si è inserita in una finta orbita a un'altitudine di 100 km, composta da tre archi a formare un triangolo. Rosetta impiegherà tre-quattro giorni a coprire un singolo arco, e al termine di ognuno eseguirà una manovra per portarsi sul successivo. Da quest'altitudine, Rosetta sarà in grado di mappare la cometa. L'orbita triangolare le permetterà di osservare la superficie da diverse angolazioni. Una volta costruito un modello tridimensionale della struttura della cometa, Rosetta si abbasserà fino a 50 km, e poi ancora a 30 km di altitudine: solo allora la sonda verrà catturata dal debole campo gravitazionale della cometa e potremo parlare di un'orbita vera e propria.
Le scoperte di cui sentiremo parlare nei prossimi mesi saranno incredibili. Quella di Rosetta non è solo una missione verso una cometa: è una missione per scoprire un'intera nuova classe di corpi celesti, una missione per comprendere le origini del sistema solare e l'origine dell'acqua e della vita sul pianeta Terra. È una missione per capire da dove veniamo, e perché siamo qui.
Rosetta è in orbita: le prime foto Rosetta è in orbita: le prime foto Reviewed by Pietro Capuozzo on 6.8.14 Rating: 5
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