Osservate le tracce di una delle prime stelle dell'universo

Gli astronomi hanno trovato le tracce di una delle prime stelle dell'universo. Foto National Astronomical Observatory of Japan.
Analizzando un'antica stella, gli astronomi sono riusciti a intravedere le tracce di materiali rilasciati da uno dei primissimi astri dell'universo.
La stella, situata nell'alone che circonda la nostra Via Lattea, presenta una composizione chimica che rimanda a quella della prima generazione di stelle. Gli astronomi sono convinti che la stella abbia riciclato il materiale espulso dalla supernova di una delle prime stelle a illuminare il cosmo – un mostro duecento volte più massiccio del nostro Sole.
«L'impatto delle prime, massicce stelle e delle loro esplosioni sulla successiva formazione stellare e galattica dovrebbe essere rilevante,» spiega Wako Aoki dell'osservatorio astronomico nazionale in Giappone.
Le prime stelle dell'Universo emerso miliardi di anni fa dall'idrogeno ed elio nati nel Big Bang. Nei loro cuori, attraverso lunghi e complicati processi di fusione nucleare, furono forgiati gli elementi più pesanti, quelli di cui siamo fatti noi e tutto ciò che ci circonda. Al capolinea del loro ciclo vitale, queste stelle esplosero in massicce supernove che sparsero e distribuirono gli elementi pesanti nello spazio.
Dalle nubi, ormai ricche di materiali pesanti, sorsero poi le generazioni successive di stelle, come quella studiata dagli astronomi.
Si pensa che le prime generazioni di stelle, a causa della loro massa, non abbiano avuto vita lunga. Per studiarle è quindi più conveniente osservare le generazioni successive, emerse dalle loro ceneri.
Usando il potente telescopio hawaiano Subaru, gli scienziati hanno individuato una stella, classificata come SDS J0018-0939, distante 1000 anni luce dalla Terra.
La stella è stata selezionata dopo una lunga campionatura di astri a bassa massa e poveri di elementi pesanti.
«La scarsa abbondanza di elementi pesanti in questa stella suggerisce che sia molto antica — forse risalente a 13 miliardi di anni fa,» spiega Aoki. Il Big Bang, l'esplosione da cui è nato l'universo, sarebbe quindi avvenuta solo 800 milioni di anni prima.
La composizione della stella indica che il materiale proviene probabilmente da un'unica supernova, piuttosto che da più eventi. Se infatti fosse emersa dal materiale sparso da più stelle, si sarebbero persi i rapporti specifici di abbondanza che invece caratterizzano la stella.
Anche Volker Bromm dell'Università del Texas ad Austin condivide la conclusione dei ricercatori, aggiungendo che la stella primordiale avrebbe dovuto avere una massa pari a 200 volte quella del Sole. Bromm ha eseguito studi teorici sulle stelle della prima generazione e sulle loro esplosioni.
«Le prime stelle avevano una massa media di una decina di masse solari, ma si sono registrati picchi di 100 masse solari, o anche di più,» spiega Bromm, che non ha partecipato allo studio.
Si pensa che alcune delle stelle meno massicce possano ancora nascondersi in giro per l'universo. «Se esistono, potremmo ancora trovarle», continua Bromm. La loro radiazione sarebbe stata spostata verso il rosso dall'espansione dell'universo: un fenomeno conosciuto come redshift.
Per rilevare queste lunghezze d'onda avremo bisogno di nuovi osservatori robotici. Uno di questi, il James Webb Space Telescope (JWST) della NASA, decollerà nel 2018.
James Webb, definito come il successore del telescopio Hubble, farà luce sui primissimi capitoli della storia dell'universo, impiegando il più potente telescopio mai lanciato nello spazio.
Osservate le tracce di una delle prime stelle dell'universo Osservate le tracce di una delle prime stelle dell'universo Reviewed by Pietro Capuozzo on 25.8.14 Rating: 5
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