Misurata la temperatura della cometa di Rosetta

Lo studio dello strumento italiano VIRTIS sulla cometa 67/P. Foto © Polluce Notizie (www.pollucenotizie.com) / ESA
La sonda europea Rosetta si sta precipitando verso la sua destinazione finale, dopo un'epopea di dieci anni nel sistema solare. La sonda si è lasciata alle spalle sei miliardi e mezzo di chilometri, e ora solo poche centinaia la separano dalla sua cometa, 67/P Churyumov-Gerasimenko. L'inserimento in orbita è previsto per il 6 Agosto, ma gli strumenti a bordo hanno già iniziato a studiare la cometa.
Il primo comunicato scientifico ufficiale di Rosetta sulla cometa proviene da uno strumento italiano, lo spettrometro VIRTIS. Lo strumento ha studiato nel visibile e nell'infrarosso la cometa tra il 13 e il 21 Luglio, cioè quando Rosetta si trovava tra i 14 e i 5 mila chilometri.
I risultati sono molto importanti. Usando il suo sensore per raccogliere tutta la luce infrarossa emessa da 67/P, lo strumento è riuscito a determinare la temperatura della cometa – circa 70 gradi centigradi sotto lo zero.
La cometa si trova a 555 milioni di chilometri dal Sole – tre volte più in là della Terra, dove la luce solare è dieci volte meno luminosa. Inseriti in questo conteso, 70 gradi sotto lo zero sono una temperatura piuttosto calda: gli scienziati si aspettavano 20-30 gradi in meno. Ciò significa che la cometa è troppo calda per essere ricoperta da ghiaccio. Piuttosto, si pensa che sia ricoperta da una crosta scura e polverosa.
«Questo risultato è molto interessante e ci dà i primi indizi sulla composizione e sulle proprietà fisiche della cometa», spiega Fabrizio Capaccioni dell'INAF di Roma, a capo delle operazioni dello strumento.
«I dati mostrano che la cometa non può essere ricoperta interamente di ghiaccio, ma non escludono la presenza di macchie relativamente pulite di ghiaccio. Molto presto, VIRTIS inizierà a produrre mappe delle varie regioni della cometa».
Al momento dello studio, la cometa era troppo lontana per poter individuare la temperatura di singole regioni sulla superficie.
Una volta inaugurata la vera e propria campagna scientifica, il sensore inizierà a produrre mappe globali della temperatura e a monitorare i cambiamenti in specifiche aree della cometa, per capire come la superficie risponde all'illuminazione solare.
I dati permetteranno gli scienziati di studiare la conduttività termica, la densità e la porosità dei primi dieci centimetri di substrato – parametri essenziali per iniziare a programmare l'atterraggio del lander Philae a Novembre.
Rosetta seguirà a lungo la cometa nel suo percorso verso il Sole, permettendo a VIRTIS di tracciare tutti i cambiamenti termici.
«Unito alle osservazioni degli altri dieci strumenti a bordo di Rosetta e del lander, VIRTIS ci darà una comprensione completa sulle proprietà fisiche della superficie e dei gas nella chioma della cometa, monitorando i cambiamenti ogni giorno mentre la cometa si avvicina al Sole nel corso del prossimo anno», spiega Matt Taylor dell'Agenzia Spaziale Europea.
«Mancano un paio di giorni all'incontro con la cometa, e siamo elettrizzati di poter iniziare ad analizzare questo piccolo e affascinante mondo».
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