Rosetta: e ora cosa si fa?

La cometa Churyumov-Gerasimenko vista da 96 km di distanza da Rosetta. Foto © ESA/Rosetta/NAVCAM
Da ieri, la sonda europea Rosetta è il primo oggetto artificiale ad orbitare attorno a una cometa. Il suo viaggio decennale attraverso il sistema solare si è concluso splendidamente, con una manovra eseguita alla perfezione che l'ha inserita in orbita attorno alla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. La manovra è stata seguita in diretta da milioni di persone in Europa e in tutto il mondo. Ma ora, cosa succede?
Quella di Rosetta non è propriamente un'orbita. Si tratta piuttosto di una traiettoria di fuga, un'orbita aperta – cioè, se Rosetta non dovesse far nulla, inizierebbe ad allontanarsi lentamente, senza mai fermarsi. La traiettoria in cui si è inserita la sonda è divisa in tre archi, a formare una sorta di triangolo. Al termine di ogni arco, cioè a ogni vertice, Rosetta dovrà eseguire una piccola manovra per portarsi sull'arco successivo e non allontanarsi troppo.
Stefan Ulamec davanti a un modello colorato della cometa. Foto © ESA
La quota iniziale di Rosetta è di 100 km, come la lunghezza di ogni arco. La sonda, che viaggia a circa un metro al secondo rispetto alla cometa, impiegherà tre-quattro giorni per completare un singolo arco. Ieri, il 6 Agosto, Rosetta ha iniziato a percorrere il primo arco, che completerà il 10 Agosto, subito prima di iniziare il secondo. Il 13 Agosto la sonda entrerà nel suo terzo e ultimo arco.
Rappresentazione dei campi di vista dei vari strumenti a bordo di Rosetta. Foto © L. O'Rourke
Il 17 Agosto, dopo aver completato il suo ultimo arco di orbita, la sonda inizierà una lenta discesa che si concluderà una settimana più tardi, il 24 Agosto, a 50 km dalla superficie della cometa. A questa quota, Rosetta entrerà in un secondo triangolo, simile al primo. Dopo aver terminato il primo arco il 27 Agosto, entrerà nel secondo arco, e poi, il 31 Agosto, nel terzo.

Rosetta userà queste due traiettorie per iniziare a studiare e mappare la cometa. Lo strumento italiano VIRTIS aveva già determinato la temperatura della cometa qualche giorno prima dell'incontro. La priorità ora sarà quella di determinare la massa della cometa, per perfezionare le prossime manovre di Rosetta.
Durante le sue prime settimane in orbita attorno a Churyumov-Gerasimenko, Rosetta dovrà anche iniziare a cercare  i potenziali siti d'atterraggio del lander Philae, che tenterà uno storico atterraggio sulla cometa a Novembre. L'insolita forma della cometa ha reso il lavoro di selezione dei siti molto più difficile: per questo sarà necessario mappare ad alta risoluzione oltre l'80% della superficie della cometa prima di procedere alla selezione del sito d'atterraggio. Il primo meeting per discutere dei siti d'atterraggio di Philae si terrà tra il 22 e il 24 Agosto, quando gli scienziati dovranno comunicare le loro cinque scelte finali.
Dopo la campagna di mappatura, che finirà il 3 Settembre, Rosetta si abbasserà fino a un'altitudine di circa 30 km. Qui la sua orbita diventerà una vera e propria orbita, a tutti gli effetti: il debole campo gravitazionale della cometa riuscirà finalmente a catturare Rosetta e a farla entrare in una traiettoria circolare. A questo punto, Rosetta non avrà più bisogno di manovre: lei e la cometa saranno legate insieme per l'eternità.
Ma l'azione non sarà ancora finita: il 24 Settembre, dopo due settimane trascorse in orbita, Rosetta accenderà nuovamente il suo propulsore ed esplorerà l'emisfero della cometa immerso nella notte. Cinque giorni dopo, il 29 Settembre, Rosetta si porterà a 20 km, per condurre ulteriori esperimenti. Il 10 Ottobre, si abbasserà fino a 10 km di altitudine. E solo allora si fermerà – ma la missione sarà appena iniziata.
Rosetta: e ora cosa si fa? Rosetta: e ora cosa si fa? Reviewed by Pietro Capuozzo on 7.8.14 Rating: 5
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