Rosetta tocca il nucleo della cometa, da 100 km di distanza

L'immagine più ravvicinata della cometa di Rosetta, fotografata da 81 km di distanza l'8 Agosto. Foto © ESA/Rosetta/NAVCAM
Una settimana fa, la sonda europea Rosetta diventava il primo oggetto artificiale a entrare in orbita attorno a una cometa. In questi giorni, gli scienziati si sono dati da fare, attivando i ventuno strumenti a bordo della sonda e iniziando a studiare da vicino la cometa.
I primi dati scientifici provengono dallo strumento GIADA, che ha iniziato a raccogliere particelle di polvere. È la prima volta che vengono studiate le particelle di polvere di una cometa a una distanza così ravvicinata dal nucleo e così lontana dal Sole.

Rappresentazione artistica di alcune particelle di polvere al loro ingresso nel rilevatore di GIADA. Foto © ESA/Rosetta/GIADA/Univ Parthenope NA/INAF-OAC/IAA/INAF-IAPS
GIADA studierà la polvere espulsa dal nucleo assieme ad altri due strumenti, COSIMA e MIDAS, che forniranno un quadro completo dell'ambiente attorno alla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. GIADA è in grado di misurare la quantità, la massa, il momento e la velocità di ogni singola particella di polvere raccolta nelle vicinanze nella cometa.
Si pensa che le particelle di polvere siano una combinazione di silicati, materiali organici e altri ingredienti secondari. Le polveri rimangono intrappolate nel ghiaccio del nucleo finché la cometa si avvicina abbastanza al Sole perché il rivestimento di ghiaccio inizi a sublimare, cioè a trasformarsi dallo stato solido a quello gassoso.

La cometa vista dalla fotocamera NAVCAM ieri, da circa 102 km dalla superficie. Foto © ESA/Rosetta/NAVCAM
La prima particella di polvere raccolta da GIADA è stata rilevata a inizio mese, quando Rosetta si trovava ancora a 814 chilometri dalla cometa e circa 543 milioni di chilometri dal Sole. Tre ulteriori particelle sono state raccolte nei giorni successivi, rispettivamente a distanze di 603, 286 e 179 chilometri dalla cometa.
Bisognerà attendere altre particelle per poter disegnare un quadro dettagliato dell'ambiente in prossimità della cometa, tuttavia gli scienziati hanno già tratto alcune conclusioni preliminari.
Il primo impatto ha registrato un momento di 9,8 x 10–10 kg m/s, con un'incertezza di (± 1 x 10–10), di poco alla portata dello strumento. Questi dati vanno però inseriti nel giusto contesto, cioè tenendo conto dei 3,5 metri al secondo con i quali Rosetta si stava avvicinando alla cometa. Ora, dopo la manovra di inserimento, la differenza di velocità è scesa a meno di 1 m/s, mentre la cometa si precipita a 15 km/s verso il Sole.
Le particelle raccolte variano in dimensioni da alcune decine di micron, più o meno quanto la larghezza di un capello umano, a qualche centinaio di micron, circa 0,35 millimetri.
Basandosi su quest'analisi preliminare, gli scienziati hanno concluso che l'ambiente attorno alla cometa è più denso di quanto fosse stato calcolato dalle simulazioni computerizzate.
La sonda verrà sempre più bombardata di particelle mentre scenderà verso il nucleo della cometa. Inoltre, dato che la cometa si sta avvicinando al Sole, le attività in superficie dovrebbero aumentare notevolmente.
Nonostante i dati siano ancora preliminari, il team di Rosetta si è detto contento di poter finalmente «toccare» il nucleo della cometa anche da cento chilometri di distanza e di aver iniziato a studiare i dintorni del nucleo.
Rosetta tocca il nucleo della cometa, da 100 km di distanza Rosetta tocca il nucleo della cometa, da 100 km di distanza Reviewed by Pietro Capuozzo on 13.8.14 Rating: 5
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