Quando la natura mette in ginocchio l'astronomia

L'incendio che minaccia il telescopio Allen del SETI. Foto © SETI INSTITUTE/SETH SHOSTAK
Sono giorni di ansia e preoccupazione per l'intera comunità scientifica internazionale. Nelle Hawaii, casa di dodici fra i telescopi più potenti del mondo, fra cui alcuni della NASA, si è registrato un potente sisma, di magnitudo 4.5 – e, come se non bastasse, due potenti uragani si stanno per abbattere sull'arcipelago. Nel frattempo, dall'altra parte del Pacifico, in California, un incendio sta mettendo a rischio le antenne dell'istituto SETI, dedicate alla ricerca di segnali extraterrestri.
I terremoti non sono una novità per gli hawaiani, e infatti né il telescopio Keck, né il telescopio Gemini hanno riportati danni. «Non ci sono stati danni di cui siamo a conoscenza», spiega Andy Adamson, direttore delle operazioni del Gemini North Observatory, situato in cima ai 4207 metri del vulcano Mauna Kea.
L'uragano Iselle visto dal satellite Terra della NASA. Foto © JEFF SCHMALTZ, LANCE/EOSDIS RAPID RESPONSE
«Ero in ufficio e l'ho sentito – molto potente, ma non credo abbia arrecato danni. Faremo un'ispezione generale, ma credo sia tutto ok», sono state le parole di Rich Matsuda, a capo delle oeprazioni del telesocpio Keck.
Gli uragani, invece, sono qualcosa di piuttosto raro da assistere nell'arcipelago: non ce n'era uno da 22 anni. E ora, ben due si stanno dirigendo proprio verso le isole. L'uragano Iselle è attualmente classificato come un valore 1 sulla scala Saffir-Simpson, ossia un uragano «con venti molto pericolosi che arrecheranno danni». A peggiorare le cose, Iselle si sta portando dietro, con qualche giorno di ritardo, l'uragano Julio.
«Siamo preoccupati per le forti precipitazioni, gli allagamenti e le frane, oltre che per il vento», si legge in un comunicato della NASA. L'agenzia spaziale americana gestisce l'Infrared Telescope Facility, sempre sulle pendici di Mauna Kea.
L'osservatorio Keck ha comunicato di aver evacuato l'intero personale, se non alcune squadre di emergenza che sorveglieranno l'area in questi giorni. Naturalmente, tutte le osservazioni sono state annullate.
«L'uragano sta puntando dritto verso Hilo», spiega Adamson. A Hilo si trovano gli uffici generali del telescopio Gemini, e non solo. «C'è la possibilità che si verifichi un blackout all'osservatorio».
Alcune fonti vicine all'Infrared Telescope Facility hanno confermato che il telescopio della NASA non ha subito danni e che era già stato chiuso per brutto tempo. Le osservazioni verrano riprese non prima che Julio colpisca l'isola.
Nel frattempo, dall'altra parte del Pacifico, nella California settentrionale, un incendio ha costretto l'istituto SETI, il più grande ente dedicato alla ricerca di segnali extraterrestri, a chiudere l'Allen Telescope Array, una serie di antenne radio.
La California, recentemente colpita da una siccità senza precedenti, sta diventando sempre più un focolaio di incendi. Dei due incendi che hanno colpito la foresta Lassen, uno ha raggiunto l'osservatorio, interrompendo la fornitura di elettricità e causando alcuni danni alla strumentazione.
Un aggiornamento pubblicato da Seth Shostak, uno degli astronomi dell'osservatorio, spiega che l'incendio «non rappresenta più un grande pericolo per l'osservatorio». Le ultime cifre parlano del 45% dell'incendio ormai domato. La qualità dell'aria sta già iniziando a migliorare. «Non è ancora abbastanza per viverci, ma sta migliorando», spiega Jon Richards, ingegnere del SETI. «Credo che ce la siamo cavata, stavolta».
Quando la natura mette in ginocchio l'astronomia Quando la natura mette in ginocchio l'astronomia Reviewed by Pietro Capuozzo on 9.8.14 Rating: 5
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