Rosetta: meno 10 giorni allo storico incontro con la cometa

La cometa di Rosetta vista da 5500 km di distanza, qualche giorno fa. Foto © ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA
L'ha annunciato con un cinguettio. Dopo dieci, lunghi anni di ibernazione nello spazio profondo, la sonda europea Rosetta si sta finalmente avvicinando alla sua preda, e l'ha fatto sapere al mondo intero tramite il suo profilo twitter. La sonda si è lasciata alle spalle sei miliardi di chilometri; ora, davanti ne ha meno di 2600. Rosetta raggiungerà la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, la sua destinazione finale, fra meno di dieci giorni, il 6 Agosto 2014.
«Oggi ci sono <2600 km tra me e #67P. 10 giorni all'arrivo!» ha twittato il profilo @ESA_Rosetta, pagina ufficiale della missione.
Rosetta, decollata il 2 Marzo 2004 dallo spazioporto europeo nella Guyana Francese, ha viaggiato per più di dieci anni nello spazio profondo, passando da Marte e da due asteroidi e facendo visita al nostro pianeta per ben tre volte. Ora, è finalmente arrivata.
Le sorprese però sono appena iniziate: le ultime immagini mostrano che la cometa non è un singolo corpo, ma piuttosto due nuclei distinti uniti dalle forze gravitazionali in maniera piuttosto grossolana.
Negli scatti più recenti, realizzati il 20 Luglio dalla fotocamera OSIRIS da una distanza di 5500 chilometri, si iniziano a intravedere le caratteristiche della superficie della duplice cometa.
Una sequenza di immagini scattate dalla fotocamera OSIRIS. Foto © ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA
L'Agenzia Spaziale Europea, l'ESA, ha rilasciato delle sequenze di immagini scattate ogni 12 ore e 24 minuti circa. Per la prima volta, la duplice natura del nucleo della cometa è visibile in immagini cosiddette «grezze», cioè non ritoccate dai tecnici.
Le immagini mostrano inoltre un anello più chiaro attorno al collo della cometa, cioè la strozzatura che corrisponde al punto di contatto dei due nuclei. La sua posizione appare variare nelle immagini, ma, come spiegano i tecnici dell'ESA, si tratta solo di un cambiamento di illuminazione che provoca lo spostamento delle ombre da immagine a immagine.
Anche se lo studio della cometa è ancora in una fase preliminare, gli scienziati europei hanno ipotizzato che l'anello più chiaro possa essere il risultato di una diversa composizione del suolo, oppure di un diverso spessore dei granelli di polvere sulla superficie della cometa. Altri ipotizzano che si possa trattare di una vena di ghiaccio da poco esposta; altri ancora suggeriscono che si possa trattare di una zolla più giovane, portata in superficie da movimenti interni. Per comprendere a fondo la natura dell'anello, dovremo aspettare immagini più ravvicinate e dettagliate.
Gli scienziati, secondo un comunicato dell'ESA, sono particolarmente interessati al collo della cometa. Questa regione potrebbe aiutarli a ricostruire la storia di 67P, cioè a capire se ciò che vediamo oggi è il risultato della fusione di due corpi distinti oppure se è il frutto di un drammatico processo di erosione.
Le immagini mostrano anche altre caratteristiche topografiche, come una grossa depressione nel lobo minore, appena visibile in basso nella prima immagine della sequenza. Anche se la depressione è abbastanza evidente, gli scienziati non vogliono giungere a conclusioni troppo affrettate, e aspettano con ansia — come tutto il mondo, del resto — immagini più nitide della cometa.
L'attuale risoluzione delle immagini è di 100 metri per pixel. Ciò significa che la depressione potrebbe misurare varie centinaia di metri in diametro. Se si tratta di un cratere da impatto come alcuni scienziati hanno ipotizzato, Rosetta potrà approfittarne per studiare la composizione interna della cometa e le sue proprietà.
Un modello tridimensionale ancora preliminare della struttura della cometa. Foto © ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA
Sulla superficie della cometa sono visibili molte altre strutture e ombre, ma è ancora troppo presto per valutarne la natura. Potrebbe trattarsi di altre depressioni — forse crateri da impatto — oppure di frane dovute a un substrato più debole, o ancora di qualcosa di completamente diverso.
Intanto, il team europeo ha iniziato a costruire un modello tridimensionale della cometa. L'animazione qui sopra è basata sulle immagini del 14 Luglio, e infatti non mostra la depressione sul lobo minore, visibile solo negli scatti del 20 e del 23 Luglio. Il modello aiuterà gli scienziati a studiare il pericoloso atterraggio che il lander Philae, per il momento agganciato a Rosetta, tenterà a Novembre.
La fotocamera OSIRIS sta aumentando la frequenza degli scatti, e contemporaneamente si stanno attivando molti altri strumenti, compresa la fotocamera di navigazione, la NAVCAM, che ha già iniziato a osservare la cometa. Possiamo quindi aspettarci nuove immagini sempre più dettagliate della cometa già nei prossimi giorni. Naturalmente, vi terremo aggiornati.
Per annunciare l'imminente fine del countdown allo storico incontro, la sonda ha twittato:
Rosetta: meno 10 giorni allo storico incontro con la cometa Rosetta: meno 10 giorni allo storico incontro con la cometa Reviewed by Pietro Capuozzo on 28.7.14 Rating: 5
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