Rosetta si risveglia e chiama casa, dopo un'ibernazione da record

Rosetta chiama casa dopo un record di 31 mesi di ibernazione: il suo primo segnale, ricevuto oggi alle 19:18,   è visibile come un picco sul rumore di sottofondo.
STORIA AGGIORNATA
La sonda europea Rosetta è stata sottoposta alla più lunga ibernazione della storia, ma oggi, a 31 mesi dall'inizio del suo letargo, si è risvegliata sana e salva, e ha chiamato casa. La sonda si sta avvicinando alla destinazione finale del suo viaggio iniziato dieci anni fa, la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Nei prossimi mesi, Rosetta diventerà il primo oggetto artificiale ad avvicinarsi a una cometa, ad atterrare sulla sua superficie e a seguirla mentre si incammina verso il Sole.
Rosetta chiama casa: la sonda ha riacceso il suo trasmettitore e ha puntato la sua antenna di 2,2 metri verso la Terra per inviare il suo primo segnale in 31 mesi.
© ESA-C.Carreau
Erano stati dieci anni tutt'altro che noiosi quelli di Rosetta: la sonda europea ha infatti trascorso il suo tempo libero visitando tre volte la Terra, poi Marte e due asteroidi, facendosi dare ogni volta una piccola spinta necessaria a raggiungere la sua destinazione finale.
Rosetta si era spenta nel Giugno del 2011 per conservare la sua preziosa energia solare, mentre si allontanava fino a 800 milioni di chilometri di distanza – oltre l'orbita di Giove – dal calore della nostra stella.
Ora, la sonda dista 673 milioni di chilometri dal Sole, e i controllori hanno ritenuto sicuro riaccendere gli apparati di bordo. Così, alle 11 ora italiana di oggi, 20 Gennaio 2014, la «più importante sveglia del sistema solare» – così è stata definita dall'Agenzia Spaziale Europea – ha svegliato i sistemi di bordo di Rosetta. Seguendo una delicata procedura, determinando il suo assetto, azzerando la sua rotazione, accendendo il suo trasmettitore e puntando la sua antenna di oltre due metri verso il nostro pianeta, la sonda ha chiamato casa. Il primo segnale è stato accolto con gioia dal centro di controllo di Darmstadt alle 19:18.
A Novembre, Rosetta rilascerà Philae, che diventerà il primo veicolo ad atterrare su una cometa e a scavare in profondità per raccogliere campioni.
© ESA–J. Huart, 2013
Il debole segnale è stato rilevato sia dall'antenna californiana della NASA di 70 metri a Goldstone, sia dalla parte opposta del mondo, nella stazione di Canberra. La sonda ha subito annunciato sul suo profilo twitter, «Ciao, Mondo!» in tutte le lingue europee.
«Il nostro cacciatore di comete è tornato», spiega Alvaro Giménez, direttore scientifico dell'ESA. «Con Rosetta, porteremo l'esplorazione cometaria a un nuovo livello. Questa incredibile missione prosegue la nostra scia di record cometari, e si basa sui traguardi tecnologici e scientifici raggiunti dalla nostra prima missione verso lo spazio profondo, Giotto, che ha inviato le prime immagini ravvicinate del nucleo di una cometa mentre sfiorava Halley nel 1986».
«Questa era una sveglia che non potevamo ignorare, e dopo un giorno carico di tensione siamo contentissimi di avere la nostra sonda sveglia e di nuovo online», spiega Fred Jansen, mission manager della missione.
La sonda dista ancora 9 milioni di chilometri dalla cometa. A Maggio, quando Rosetta si sarà avvicinata fino a 2 milioni di chilometri di distanza, le fotocamere di bordo scatteranno le prime immagini di 67P/Churyumov-Gerasimenko. Verso la fine del mese, Rosetta accenderà nuovamente il suo propulsore per completare l'ultima e decisiva manovra in vista del suo rendezvous con la cometa ad Agosto.
«Tutte le altre missioni verso le comete sono state solo dei sorvoli, catturando attimi nella vita di queste ceste del tesoro ghiacciate», spiega Matt Taylor, project scientist della missione. Rosetta, invece, entrerà in orbita attorno alla sua cometa. «Con Rosetta, monitoreremo l'evoluzione di una cometa quotidianamente per più di un anno, dandoci una visuale unica sul comportamento della cometa e infine aiutandoci a decifrare il loro ruolo nella formazione del sistema solare».
Le comete sono rimaste pressoché inalterate dalla formazione del sistema solare e potrebbero anche essere responsabili della presenza di vita sulla Terra. Studiandole, possiamo capire la nostra origine e il nostro posto nell'Universo, ma anche l'origine della nostra casa celeste, il sistema solare.
Prima di iniziare a studiare la cometa, i controllori dovranno eseguire gli ultimi test agli strumenti di bordo, che hanno viaggiato nello spazio per 10 anni. A bordo di Rosetta vi sono ben 11 strumenti, più altri 10 ospitati sul lander Philae che a Novembre si staccherà dalla sonda madre e atterrerà sulla cometa.
«Abbiamo un paio di mesi intensi davanti a noi per preparare la sonda e i suoi strumenti alle sfide operative richieste da uno studio ravvicinato e lungo nel tempo di una cometa di cui, finché non ci arriviamo, conosciamo molto poco», spiega Andrea Accomazzo, manager delle operazioni della missione.
Subito dopo il rendezvous, Rosetta mapperà per due mesi la superficie della cometa, il suo campo gravitazionale, la sua massa, le sue dimensioni, la sua chioma e l'ambiente di plasma che la circonda e come quest'ultimo interagisca con il vento solare.
Poi, l'11 Novembre, la sonda rilascerà il lander Philae, pesante 100 chili, che tenterà uno storico atterraggio sulla superficie della cometa. Data la gravità quasi nulla esercitata dalla cometa, larga solo 4 chilometri, il lander dovrà usare degli arpioni per avvitarsi e agganciarsi alla superficie.
Philae scatterà immagini e panorami ad alta risoluzione della cometa, analizzerà la composizione dei ghiacci e dei materiali organici e scaverà fino a una profondità di 23 centimetri per analizzare campioni degli strati inferiori.
Poi, la missione cambierà obiettivi, e la sonda inizierà ad accompagnare la cometa nel suo incontro con il Sole, monitorandone i cambiamenti e la sublimazione del ghiaccio in superficie.
La cometa raggiungerà il suo punto più vicino al Sole il 13 Agosto 2015, quando disterà 185 milioni di chilometri dalla nostra stella – niente a che vedere con gli incontri spettacolari e spesso mortali come quello recente della cometa ISON, ma vedremo comunque dei cambiamenti su larga scala.
«Quest'anno», aggiunge Taylor, «affronteremo molte sfide mentre esploriamo il territorio sconosciuto della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko e sono sicuro che ci saranno molte sorprese, ma oggi siamo semplicemente molto felici di essere tornati al dialogo con la nostra sonda».

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Rosetta si risveglia e chiama casa, dopo un'ibernazione da record Rosetta si risveglia e chiama casa, dopo un'ibernazione da record Reviewed by Pietro Capuozzo on 20.1.14 Rating: 5
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