Rover Opportunity, 10 anni su Marte: la fotostoria

Doveva durare 90 giorni, e oggi, 10 anni dopo, è ancora vivo: il rover Opportunity sta lottando in questi mesi per uscire indenne dal suo sesto inverno marziano.
Dieci anni fa, sulla superficie di Marte atterrava un rover destinato a vivere un paio di mesi e a raccogliere qualche informazione di base sull'ambiente marziano. Oggi, quello stesso rover, chiamato Opportunity, è ancora attivo sulla superficie del Pianeta rosso e ha dimostrato che un tempo Marte era abitabile, tra le varie e incredibili scoperte scientifiche effettuate in questi anni. Riviviamo attimo per attimo questo decennio di esplorazione indimenticabile, con gli scatti più belli e significativi realizzati da Opportunity su Marte.
Opportunity atterrò su Marte il 25 Gennaio 2004, mancando il suo sito d'atterraggio di 24 km e centrando uno dei pochi crateri della pianura Meridiani Planum, il cratere Eagle. Il rover iniziò subito un lungo cammino attraverso vari crateri, lasciandosi alle spalle il cratere Eagle e il lander che l'aveva accompagnato sulla superficie marziana.
 In meno di 300 giorni, il rover raggiunse e attraversò completamente il cratere Endurance, fermandosi a fotografarne la parete sud-est, chiamata Burns Cliff.
Al centro di Endurance, Opportunity scoprì delle interessanti quanto pericolose dune di sabbia, ben visibili in quest'immagine a falsi colori.
All'interno del cratere, il rover analizzò una roccia chiamata Bylot, parte dell'affioramento geologico Axel Heiberg. Qui, il rover scoprì delle misteriose sferule rocciose soprannominate «mirtilli».
Subito dopo aver abbandonato Endurance, Opportunity trovò i resti del suo scudo termico espulso durante la discesa, subito dopo l'apertura del paracadute. Lo scudo termico aveva protetto il rover durante il violento impatto con l'atmosfera del Pianeta rosso.
In prossimità del suo scudo termico, Opportunity effettuò una scoperta incredibile, osservando il primo meteorite mai identificato direttamente sulla superficie di un altro pianeta. L'analisi del meteorite rivelò grandi quantità di ferro.
A metà strada nella sua traversata da Endurance al cratere Victoria, il rover finì in una trappola di sabbia, ma, grazie alla pazienza dei suoi controllori e muovendosi al ritmo di meno di un centimetro al giorno, in una dozzina di giorni riuscì a liberarsi e a proseguire il suo cammino.
Nell'Ottobre del 2006, dopo una camminata di 9 km, Opportunity raggiunse finalmente il bordo del cratere Victoria. In quest'immagine scattata dalla sonda MRO è visibile la baia erosa Duck Bay, delimitata a nord dal promontorio Cape Verde e a sud da Cabo Frio, e il rover stesso e le sue tracce. Il rover e la sua ombra sono visibili come un piccolo puntino luminoso.
In quest'altra immagine orbitale, realizzata mezzo anno dopo, la complessa rete di tracce lasciate dalle ruote del rover è ancor più evidente. Opportunity, dopo aver raggiunto Duck Bay, costeggiò il bordo del cratere in senso orario, per poi ritornare sui suoi passi e scendere in parte all'interno del cratere proprio attraverso Duck Bay.
Opportunity fotografa Duck Bay, che sarà poi la rampa attraverso la quale il rover scenderà parzialmente all'interno del cratere Victoria. La fotografia è stata realizzata nel Settembre del 2006.
Opportunity, prima di scendere all'interno di Victoria, osserva i suoi dintorni. Alla sua destra fotografa Cabo Frio e le sue interessanti stratificazioni geologiche.
A poco più di una settimana dal suo secondo compleanno, Opportunity, sempre impegnato sul bordo del cratere Victoria, realizzò questo scatto di Capo Verde, il promontorio che chiude Duck Bay a nord.
Prima di addentrarsi ulteriormente nel cratere Victoria, Opportunity osservò altre sferule, stavolta ancor più grandi. Secondo gli scienziati, queste sferule, soprannominate «mirtilli», si sarebbero formate dall'esposizione della roccia a grandi quantità di acqua liquida.
Nei pressi di Victoria, Opportunity raggiunsee un importante successo, programmando in autonomia il percorso da seguire: la curva visibile in questo scatto è stata pianificata dal rover stesso per evitare le pericolose rocce.
Abbandonato il cratere Victoria, il rover intraprese una camminata di 19 km verso il cratere Endeavour, fermandosi di tanto in tanto ad analizzare obiettivi scientifici interessanti, come il sito Penrhyn presso l'affioramento Cook Islands in quest'immagine.
Ancora ben lontano da Endeavour, Opportunity analizza una misteriosa roccia chiamata Block Island, forse un antico meteorite, fotografato nel Luglio 2009.
Sull'orizzonte di questo paesaggio sabbioso è visibile il cratere Endeavour, ancora ben lontano e che, con i suoi 21 km di diametro, è 25 volte più grande di Victoria. Opportunity intraprese un percorso molto largo per evitare delle pericolose dune di sabbia molto più grandi di quelle in questa immagine.
Durante i rigidi inverni marziani, le tracce del rover sono divise in lunghi segmenti: i controllori infatti preferiscono fermarsi in più punti in pendenza per raccogliere luce e preziosa energia e ripartire. In quest'immagine, il rover aveva appena superato il giorno marziano più corto del 2010.
Opportunity incontrò un altro cratere minore nella sua lunga traversata, il cratere Intrepid, così chiamato in onore del modulo lunare della missione Apollo 12, atterrata sulla Luna nel 1969.
Ancora una volta, Opportunity non resistette alla tentazione e diede una sbirciata al cratere Endeavour, la sua destinazione finale, che sembrava sempre più vicino davanti a una distesa di sabbia.
Tra il 2010 e il 2011, Opportunity raggiunse un'importante pietra miliare nel suo lungo tragitto verso Endeavour, esplorando il piccolo cratere Santa Maria, largo quanto un campo da football.
Il 9 Agosto 2011, tre anni dopo aver lasciato il cratere Victoria, Opportunity raggiunse finalmente Spirit Point, un sito chiamato in onore del rover gemello sul bordo orientale del cratere Endeavour.
Poco dopo aver raggiunto Endeavour, Opportunity osservò una strana formazione chiamata Homestake nella quale fu rilevata la presenza di una varietà di gesso che si forma solo in presenza di acqua.
Opportunity però non poté godersi a lungo i paesaggi di Endeavour. Infatti, il rover fu subito assalito dal suo quinto inverno marziano, e si dovette rifugiare in cima all'affioramento geologico Greeley Haven.
Opportunity, coi pannelli solari coperti di sabbia e con i giorni marziani sempre più corti, riuscì comunque a sopravvivere al suo quinto inverno marziano e a uscirne indenne.
Lasciato Spirit Point, Opportunity iniziò a dirigersi verso Cape York, un altro segmento sul bordo di Endeavour. Qui, il rover si fermò a fotografare i suoi dintorni, per celebrare il suo giorno numero tremila sulla superficie marziana.
Opportunity osserva uno splendido tramonto marziano dal bordo del cratere Endeavour, in questo scatto mozzafiato.
© Don Davis
Opportunity iniziò poi a esplorare un'area chiamata Matijevic Hill, dove trovò varie rocce interessanti, come gli affioramenti visibili in quest'immagine.
Opportunity continuò a esplorare l'area, analizzando altre rocce come Whitewater Lake e Copper Cliff, raccogliendo importanti risultati scientifici.
Analizzando la roccia Esperance, Opportunity effettuò una delle scoperte più importanti della sua missione, raccogliendo le prove della presenza di un antico ambiente umido e potenzialmente abitabile.
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Nel Novembre 2013, Opportunity raggiunse Murray Ridge, una zona piatta dove avrebbe trascorso i sei mesi invernali che erano alle porte. Murray Ridge si trova tra due rilievi, chiamati Solander Point e Cape Tribulation. Il rover è ancora attivo ed è parcheggiato in questa posizione per ottimizzare il guadagno energetico.
Foto © NASA/JPL/University of Arizona/Cornell/U.S. Geological Survey/ASU
Rover Opportunity, 10 anni su Marte: la fotostoria Rover Opportunity, 10 anni su Marte: la fotostoria Reviewed by Pietro Capuozzo on 26.1.14 Rating: 5
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